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sabato 7 febbraio 2015
7 febbraio- il mio regalo per voi!
Ve lo avevo promesso: in occasione del mio compleanno vi regalo un estratto dal mio secondo romanzo, L'Erede. Eccolo qua! Sono stata un po' indecisa, perché amo troppo questo romanzo e non riesco mai a scegliere quale parte mi piace di più per condividerla!!! Mi dispiace solo di non poter evitare gli SPOILER! Ogni capitolo ne contiene, purtroppo. State attenti! Se volete leggere Heloth, evitate questo post..
«È permesso?» Una voce sconosciuta echeggiò nella serra.
Rowena si drizzò immediatamente sulla sedia, voltandosi.
Una figura apparve sulla soglia ed entrò, accostandosi la porta alle spalle.
«Perdonate l'intrusione, non volevo spaventarvi» continuò, mentre con l'andatura calma, ma decisa di un serpente si insinuava nella serra e si avvicinava al tavolo.
Rowena non rispose, troppo impegnata ad aguzzare la vista per riconoscere quella persona; finché la porta della serra non fu richiusa non riuscì a distinguerne il viso. Poi lentamente, nella penombra, apparve un uomo, alto, con i capelli chiari, radi e corti e folti baffi ben curati. Non lo conosceva, eppure...
«Spero di non avervi spaventato» disse rivolto a Rowena.
«Eravate nella biblioteca con Darion, se non sbaglio?» rispose lei timidamente.
L'uomo sorrise e le si sedette vicino.
«Dovete essere molto in confidenza, se chiamate sua maestà per nome!»
Rowena si sentì avvampare. Si strinse nelle spalle e abbassò gli occhi.
«Non volevo mettervi in imbarazzo, mia cara, era solo una semplice domanda!» la rassicurò l'uomo. «Permettetemi di presentarmi» si chinò. «Mi chiamo Adam e vengo da Villaggio di Legno, a nord. Sono il nuovo consigliere personale del re». Con decisione, Adam prese la mano di Rowena e le sfiorò il dorso con le labbra.
«Mi chiamo Rowena, signore... Conosco Villaggio di Legno» si rianimò un po' la ragazza. «Ci sono bravi scultori laggiù...»
«I più bei giocattoli di tutta l'Isola!» sorrise Adam tutto orgoglioso. «Così anche voi venite da Dèl?»
«Sì, ma il mio villaggio è piccolo, si trova a ridosso delle montagne, quasi all'estremo confine nord» precisò Rowena. «In realtà, conosco meglio Simor, di Dèl».
Adam piegò un lato della bocca, fissando Rowena. «Immagino» rise sornione. «Avete i colori tipici delle ragazze di montagna» aggiunse, riprendendosi. «La pelle chiara... spruzzata di lentiggini, che danno un tocco di colore alle vostre guance... Per non parlare dei vostri meravigliosi capelli!»
«Siete un acuto osservatore» osservò Rowena con un filo di voce, mentre con una mano si nascondeva velocemente una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
«È il mio mestiere» rispose Adam. «Guardare con attenzione tutto ciò che mi circonda, riconoscere cosa è giusto e cosa è sbagliato, dare giudizi, valutazioni... per il bene del mio signore. E voi, permettetemi di dirlo, siete ancora più bella quando siete in imbarazzo! I vostri occhi brillano...»
«Siete troppo gentile, mio signore...»
«Dico solo la verità, cara. Non è difficile essere attratti da voi. Chiunque resterebbe abbagliato dalla vostra dolcezza. Giovani, meno giovani... re.»
Rowena si limitò a sorridere, perché non sapeva in quale altro modo rispondere.
Adam distolse gli occhi da lei un momento guardandosi intorno e interrompendo la conversazione. Sembrava che si fosse accorto solo in quel momento dove si trovava.
«Che posto è mai questo?» domandò a voce alta, spaziando con lo sguardo sul soffitto, dietro gli archi e le mensole, fino all'armadietto degli intrugli.
«Questa è la serra privata del re» spiegò Rowena.
«Una serra?» Adam la guardò sorpreso.
«Una serra segreta, sì. Dove sono custoditi gli ultimi esemplari di molte piante speciali».
«E della quale voi avete la chiave e libero accesso».
Rowena annuì timidamente.
Adam si guardò intorno ancora, curioso e divertito, finché i suoi occhi si posarono sul largo vaso tondo posato per terra.
«Che accidenti di creatura è quella?» esclamò, indicando il bel fiore blu che si mostrava alla flebile luce delle torce.
«Si chiama Giglio Traditore, è una pianta carnivora» spiegò attentamente Rowena, ricordando le parole di Darion. «Non avvicinatevi troppo, signore, o vi stordirà con il suo profumo!»
Adam si fece più attento. Emise una risatina, come se volesse far capire a Rowena che non credeva alle sue parole.
«State cercando di spaventarmi, forse? Mia cara, chi credete di avere di fronte?» scherzò, fingendo di rimproverarla.
Rowena rispose al sorriso. «Non mi sto prendendo gioco di voi, signore!» si posò una mano sul petto. «Non sentite forse quest'odore pungente? Neanch'io ci ho creduto la prima volta, ma poi mi sono avvicinata troppo e sono svenuta!»
«Davvero? E suppongo che a salvarvi sia intervenuto il nostro amato re...» Adam continuava a ridere complice.
«Per fortuna sì...» sospirò Rowena, riprendendo fiato. «È stato terribile... che sciocca».
Adam si avvicinò al vaso, inginocchiandosi, scrutando quella pianta con particolare interesse.
«Si trova nei petali l'essenza che fa perdere i sensi» continuò Rowena. «Una volta Darion... il re... mi ha raccontato di averne usato uno su un uomo. Lo ha addormentato di proposito per curargli una gamba... Non vi avvicinate troppo, però...»
«Affascinante!» esclamò Adam, tornando a rivolgere tutte le sue attenzioni su Rowena.
«Dunque, mia cara, stavamo dicendo? Ah, sì, re Darion! Non mi avete ancora detto quanto è importante per voi!» tornò a sedersi e con la mano accarezzò la superficie irregolare del tavolo. «Non che io voglia intromettermi, ma sapete... sono fatto così, è più forte di me. Devo conoscere, sapere... informarmi» sorrise deciso. «Naturalmente, non siete tenuta a rispondere se...»
«Non vi preoccupate» lo interruppe Rowena. Sentì che stava arrossendo. «Vi basta se vi dico tanto da sopportare perfino l'oscuro castello di Simor?»
Adam mostrò un largo sorriso di grossi denti bianchi.
«Tanto da rischiare di dargli un figlio illegittimo?» ribatté.
Rowena parve svegliarsi da un bel sogno.
«Eh?»
Quasi vacillò sulla sedia. Era sicura di non conoscere del tutto il significato di quella parola, eppure una volta l'aveva già sentita e non le piaceva. L'aveva pronunciata Maya, parlando di Hander. Maya aveva accolto il piccolo credendo fosse il figlio illegittimo di un nobile, o una persona molto importante; aveva detto di volerlo proteggere, perché la sua vita poteva essere in pericolo. Ma da chi? E perché?
«Ma noi non... lui non...» scosse la testa, balbettò, mentre i suoi occhi roteavano in giro per la stanza, senza riuscire a posarsi su quelli di Adam.
«Perdonate la franchezza, mia cara, è il mio mestiere...» disse il consigliere, tornando mansueto.
«Questo l'avete già detto» rispose Rowena con veemenza. «Spiegatemi perché l'avete detto».
Adam prese tempo. «Volevo capire se vi rendete conto del rischio».
«Che assurdità!» esclamò Rowena. Respirò forte, ricacciando indietro lacrime di rabbia. «Voi non sapete niente di me, di Darion. Nessuno sa niente di noi! Perché mi parlate di rischio? A cosa vi riferite?»
«Mia cara, calmatevi. È evidente che non sapete a cosa andate incontro. Il vostro comportamento potrebbe portarvi guai enormi...»
«E io vi ripeto che voi non sapete niente di noi!» ruggì Rowena.
Adam però non sembrò sorpreso. «Un figlio illegittimo porterebbe scompiglio nel regno» continuò. «Distruggerebbe l'immagine del re, la sua stessa persona.» Sorrise. «Non voglio spaventarvi, né darvi un'immagine sbagliata di me, ma dovete essere messa al corrente di ciò che ogni azione che facciamo oggi, ogni decisione che prendiamo, comporta nel futuro. Vi sto facendo un favore, in realtà. Volete davvero rovinare la vita del vostro amato Darion?».
Rowena si lasciò ricadere contro lo schienale della sedia, come nell'atto di ascoltare il consigliere del re.
«Quale minaccia porterebbe un bambino innocente?» chiese con occhi velati.
«Una minaccia più grande di quello che credete, lasciate che ve lo dica uno che certe cose le conosce bene».
«Io ne so molto più di voi di bambini indesiderati» sussurrò Rowena. «Tuttavia, ancora non ho capito dove volete arrivare con le vostre affermazioni».
«Un figlio illegittimo metterebbe in cattiva luce l'immagine del re. Un figlio illegittimo vi dividerebbe per sempre. Un figlio illegittimo porterebbe scompiglio nel regno, vi ripeto» sentenziò Adam solennemente. «Preferireste scappare? Fuggire per sempre dal vostro amato Darion? Vivere per sempre nascosta, temendo ogni giorno per la vostra vita e per quella di vostro figlio?»
«E perché mai sarei costretta a fuggire?» Rowena si era incurvata, sotto il peso delle parole di Adam.
«Perché un figlio illegittimo è una vergogna per un re.» Adam cambiò il tono. «Mia dolce fanciulla, sono qui per aiutarvi. Pensateci bene, non è meglio separarsi felicemente, mantenendo per sempre un bel ricordo della persona amata?»
«Vi piace molto la parola figlio illegittimo, vero?» sorrise amaramente Rowena.
«Per niente, a dire la verità».
Calò il silenzio, nel quale Rowena si fermò a fissare quell'uomo che all'improvviso, le aveva sbattuto in faccia una terribile verità, al quale lei non aveva mai pensato; sapeva che sarebbe stato difficile stare accanto a Darion, ma non così. Non fino ad essere un ostacolo nella sua vita di re. Non fino a mettere a rischio la vita di un innocente. E tutti quei problemi si sarebbero presentati lo stesso se Darion l'avesse sposata? Ci pensò, ma preferì non chiederlo ad Adam.
«Siete strani, voi nobili» riprese, infine. «Avete tutto. Vi vantate di essere migliori della gente comune, dei poveri, come me. Siete sempre puliti, ben vestiti, sapete usare le parole, usate buone maniere, siete istruiti. Ma poi, chissà perché, avete paura di creature indifese! Siete capaci di farvi rubare il sonno da un lattante, fino a pensare di doverlo eliminare!»
«Se conosceste le antiche leggi, perdereste il sonno anche voi!» esclamò Adam. «Un bastardo che si presenta a corte, rivendicando il trono, a scapito di giovani rampolli purosangue, non è una cosa abbastanza grave per voi? Scoppiano rivolte, in questi casi. Perfino guerre!»
«Se mai avessi un figlio, non permetterei mai che facesse una cosa del genere» provò a rispondere Rowena.
«Quando sarà abbastanza grande non potrete impedirgli di fare le sue scelte. E non potete sapere che figlio sarà. Benché noi tutti lo amiamo, sappiamo bene quale sangue scorre nelle vene del nostro re!»
Rowena sbatté una mano sul tavolo, come a voler zittire all'istante il consigliere. Non voleva entrare a parlare anche di Kener, la conversazione aveva già preso una brutta piega senza di lui.
«Dunque, mi state invitando ad andarmene?» domandò con un filo di voce. Intanto, mille domande invadevano la sua mente, come vespe inferocite. Ma una prevaleva sempre su tutte: Darion era al corrente di tutto questo? E questo era forse il motivo per cui sempre più spesso la teneva lontano da sé?
Adam alzò entrambe le mani. «Lungi da me un tale pensiero! Io sono un umile consigliere, pertanto sono tenuto a dare consigli. Gli ordini qui li da solo il re! Io non vi dirò mai di andarvene. Vi ho fatto solo ragionare. Voi deciderete, secondo coscienza».
«Sì, ho capito.» Rowena si alzò faticosamente. «Se volete scusarmi...»
Adam le fece un cordiale cenno con la testa, continuando a stare seduto con le gambe incrociate.
Rowena indossò il mantello e fece per uscire. Quando fu sulla porta si fermò.
«Se io me ne vado, chi gli darà dei figli legittimi?» chiese mestamente.
Adam alzò le spalle. «La persona giusta, mia cara. Quella che comincerà a cercare quando non dovrà più pensare a voi. Datemi retta, non siate egoista. Salvatelo, se davvero gli volete bene».
estratto non ancora editato. L'Erede @LucyEmme
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venerdì 5 dicembre 2014
Violet e Maya
Ormai lo sapete, ve ne sarete fatti una ragione: io qua sono latitante. Costretta ad uno hiatus forzato, mi faccio vedere poco. Troppo poco. Spero mi perdonerete.
Sono contenta che ogni tanto ritorno, quando il tempo, la connessione e la stanchezza me lo permettono.
In generale le cose vanno bene: la pancia cresce... è ciò che conta, ora.
E comunque tengo a precisare che sono ancora abbastanza presente sui social. Là mi trovate tutti i giorni. Ho conosciuto anche tante autrici nell'ultimo periodo ed ho iniziato a leggere tanti bei romanzi! Se non altro ho molto tempo per la lettura
Siamo alla fine per quanto
riguarda le presentazioni. Oggi vi introdurrò due femmine belle toste, che non
appaiono molto nel romanzo, ma hanno di sicuro la loro importanza.
Benché a un certo punto si unisca
al gruppo, Violet è comunque un personaggio di contorno, infatti non la
conosciamo a fondo, anche se la sua presenza risulterà abbastanza importante
nella storia.
Ho voluto lasciare apposta un po'
di mistero intorno a lei, perché Violet non è una ragazzina comune, è una
Guardiana di Heloth e non una Guardiana come le altre.
Prima di tutto diciamo che Violet
ha circa dodici anni; ha lunghi capelli biondi e la pelle un po' scura, quasi
fosse perennemente abbronzata. Il fisico è minuto e gli occhi grigi, arguti e
severi. È molto bella, ma
non esprime dolcezza, nonostante sia solo una bambina.
Devo dire la verità: non mi sta molto simpatica. Ma questo è
positivo, perché prima di tutto è proprio così che volevo fosse. E poi sono
riuscita ad immedesimarmi di più in Rowena, che pasticciona e impulsiva com'è,
non riesce proprio a reggere quando Violet la riprende. Oltretutto sono
contenta, perché non ho ideato solo personaggi buoni assolutamente positivi.
Trovo giusto anche che questi formino da soli le loro personalità e prendano un
po' le loro strade... mi colpisce questa cosa. E mi affascina.
Come ho già detto, Violet compare per poco tempo, non fa
molto, ma la sua presenza è fondamentale. Per metà della sua comparsata sarà
solo la proiezione di se stessa, volta ad aiutare due personaggi in particolare;
in seguito “riprenderà il suo corpo” solo grazie all'aiuto di uno dei
protagonisti.
Dal suo aspetto sembra a dir poco vulnerabile, ma in realtà
cela molto bene forza, intelligenza e poteri. Possiamo capire di lei che non è
come le altre quando parla, o spiega qualcosa: allora dà l'impressione di
essere un valoroso soldato... ma in qualche occasione, anche una bambina un po'
troppo saccente e perfettina.
Violet però ha anche uno spiccato lato umano. Non
mancheranno le occasioni in cui si troverà in difficoltà, o verrà sopraffatta
da emozioni positive e negative.
I due personaggi che più sono legati a lei sono sicuramente
Hander e Darion; Derek non ne è solo affascinato, ma probabilmente, essendo
molto piccola, si sente anche responsabile e in dovere di proteggerla.
Rowena, come ho detto all'inizio, non la sopporta. Il
rapporto tra le due resterà sempre un po' freddo. D'altronde sono due creature
e due caratteri completamente diversi tra loro; Violet dovrà essere più severa
e pungente del dovuto per tenere a bada Rowena, mentre quest'ultima sarà
costretta a sforzi enormi di pazienza per riuscire a sopportare e rispettare la
piccola Guardiana.
Maya è un altro personaggio, che io trovo molto positivo. È
una mamma, nel vero senso della parola, non solo perché si occupa di bambini
orfani, ma anche perché la sua intera persona è di quelle che infonde insieme
tenerezza e sicurezza. È la donna
che sa fare tutto, che ha sempre una soluzione pratica per risolvere le
situazioni e non si stanca mai. È
un po' quel genere di “donna di casa” che io invidio e alla quale,
probabilmente, non assomiglierò mai.
Maya è giovane, ma il suo aspetto la fa sembrare più matura:
è bassa di statura e abbastanza in carne, con un bel seno prosperoso; ha gli
occhi chiari, di un colore indefinito e una lunga coda di capelli neri. È una donna generosa e coraggiosa, che
non si tira indietro ed offre senza paura il suo aiuto ai tre protagonisti.
Maya è a capo e diretta responsabile di una piccola comunità
di bambini orfani, che vivono stabilmente in un bosco a sud; è la figura più
importante del gruppo, tanto che il luogo dove abita viene chiamato proprio “la
foresta di Maya”.
È molto difficile tenerle un segreto: come una mamma, anche
se conosce da poco le persone, indovina gli stati d'animo e capisce le
situazioni. A volte è un po' impulsiva e quando si altera, la prima cosa che si
nota è come si colora di rosso il suo viso.
Maya non capisce la scelta drastica che hanno preso i
principi di Simor. La trova un'azione avventata e stupida e non ha peli sulla
lingua a dire come la pensa, trattando i due cugini un po' troppo come due
bambini viziati.
Derek, che prende tutto alla leggera, non se ne cura più di
tanto, mentre Darion avrà con lei un duro scontro verbale.
Maya è anche custode di un importante segreto e di un
incontro che ha lasciato il segno nei suoi ricordi, ma soprattutto nel suo
cuore.
Rowena, dopo un lungo viaggio e prove estenuanti a livello
fisico e psicologico, trova in lei un vero rifugio. Finalmente può confrontarsi
con una donna ed avere l'appoggio di qualcuno che la capisce.
Queste sono le due protagoniste di oggi, spero vi abbiano
incuriosito e vi abbiano ispirato un po' di simpatia.
Sinceramente, a presto.
giovedì 10 aprile 2014
Hander
Buongiorno a tutti!
Ok, dopo essermi cimentata con le recensioni, ritorniamo nei ranghi e ricominciamo a presentare i miei cari personaggi di "Heloth tra il Cielo e la Terra". Non ne mancano molti e spero di concludere a breve, anche per soddisfare la curiosità di chi sta leggendo il romanzo.
A proposito di questo... momento di ringraziamenti: grazie, grazie, grazie a tutti voi che mi state dando una possibilità! Non solo, grazie a chi lo ha ospitato nel suo blog per una segnalazione, a chi mi fa domande e mi da consigli... e anche a chi mi critica!
A chi legge il blog e a chi è sempre gentile e disponibile con me, anche con una semplice parola. È questo che mi piace, questa è la benzina per andare avanti.
Vorrei raccontarvi tante cose, soprattutto a proposito della scrittura de L'Erede, che mi crea molte difficoltà, ma mi da anche tante soddisfazioni. Ve ne parlerò in un post a parte.
Oggi vi lascio in compagnia di Hander, un ragazzino dolcissimo!
Premetto da subito che non amo le storie (libri, film, ecc...) con protagonisti dei bambini e/o adolescenti, perché cadono quasi sempre nel melenso. Se poi a tutto questo ci aggiungiamo anche un animale, allora si che stiamo a posto!
Ma chissà, evidentemente nella vita si cambia... forse da quando sono diventata mamma sono un po' meno cinica, fatto sta che quasi senza volerlo il mio romanzo si è riempito di bambini in maniera diretta e indiretta.
Ne parlerò meglio, più avanti e nel seguito, che attualmente è in fase di scrittura. Lo farò perché i bambini saranno parte di un background importante e non mi riferisco solo ai piccoli protagonisti...
I bambini sono importanti, sono il futuro dell'umanità. Non dovrebbero soffrire, né conoscere il dolore e la sofferenza, o sentirsi indesiderati; non meno importante il fatto che i bambini qualche volta ci danno l'esempio, essendo nella loro semplicità, migliori di noi (tralasciando il loro lato "rompiscatole" che ognuno di loro possiede a vari livelli di intensità e con infinite sfumature). Per essere persone migliori, qualche volte ci dovremmo abbassare al livello dei bambini... ed anche i miei protagonisti, man mano che la storia va avanti, prenderanno atto di questo: mettere da parte l'egoismo e qualunque altro sentimento negativo, lasciarsi amare, diventare più semplici, lasciarsi condurre per proseguire il viaggio...
Ma torniamo al piccolo Hander, che se ci pensiamo bene tanto piccolo non è. Stiamo parlando infatti di un ragazzo sui quattordici- quindici anni. Entra in scena nella seconda parte del romanzo, ma in realtà la storia del personaggio stesso comincia molto tempo fa, ecco perche lui è un grande protagonista a tutti gli effetti; Hander nasce di seguito alla città di Heloth, nel senso che ho cominciato ad idearli quasi insieme. È stato un flash, un'ispirazione improvvisa. Hander non si ispira a nessuno di mia conoscenza, ma ha tutte le fattezze fisiche di un ragazzo che esiste davvero e che aveva la sua età ai tempi dei tempi, quando cominciai a concepire i primi abbozzi della storia. Questo ragazzo non l'ho mai conosciuto, né ho mai saputo come si chiamasse, o da dove venisse, ma ricordo quanto mi colpì, poiché era il primo adolescente bello che avessi mai visto! Voi mi capite, a quell'età siamo tutti orrendi... cresce il naso, cambia la voce, spuntano i brufoli... Quel ragazzo no, era perfetto. Sembrava dipinto. Ricordo anche la poca attenzione che prestava allo stuolo di ragazzine che gli stava intorno. Si faceva i fatti suoi, serio tranquillo, con quell'andatura un po' "saltellante" che mi è rimasta così impressa da diventare caratteristica principale anche del mio personaggio.
Bene, l'Hander della storia è un adolescente, ma dimostra alcuni anni in meno di quelli che ha. È minuto, un po' infantile e sembra che trattenga le emozioni , come se le evitasse, non avendo mai imparato a dominarle; vive nella foresta di Maya, dove è cresciuto, un luogo vasto a sud dell'Isola, dove sugli enormi alberi sono state costruite case e ponti, come un piccolo villaggio vero e proprio e dove abita stabilmente una nutrita comunità di bambini orfani.
Hander sembra non legare molto con gli altri, forse perché scopriremo quasi subito, è il prediletto di Maya, colei che cura e si occupa di tutti. La donna gli dimostra il suo affetto in maniera quasi morbosa, tanto che Rowena crede fin da subito si tratti del suo vero figlio.
E proprio come Maya, anche Rowena si affeziona ad Hander e lui, incuriosito dai nuovi arrivati, si dimostra gentile e volenteroso, nonostante in alcune occasioni sconvolga in po' il gruppo dei tre protagonisti.
Ognuno di loro comincia a provare ben presto un forte sentimento nei confronti del ragazzino: a Rowena piace, gli si affeziona perché le ricorda i bambini di casa sua. Vuole farlo crescere e maturare.
Darion non lo dice apertamente, ma secondo me in Hander rivede se stesso da piccolo: timido taciturno, guardato con diffidenza dalla maggior parte delle persone.
Derek fa in un certo senso il bullo con lui. È la parte che preferisco meno del principe di Simor. Sa bene quale differenza abissale ci sia tra Hander e lui e se ne approfitta senza scrupoli. Non lo sopporta e cerca di evitarlo in tutti i modi, fino a metterlo in imbarazzo, chiamandolo con il brutto nomignolo di "rospetto". In realtà, benché sia difficile da credere, Derek ha paura di Hander, in un certo senso... Comunque, alla fine neanche lui si tirerà indietro quando ci sarà bisogno di proteggerlo.
Hander è in generale un ragazzino buono e tranquillo, ma come tutti quelli della sua età è affascinato dalle armi e dalle avventure; qualche volta non riesce ad ubbidire, è un po' agitato, agisce a caso e maschera la paura con un pessimo umore.
Mi piace come reagisce al primo "strano battito del cuore", quasi se ne vergogna e come cambia repentinamente quando scopre che anche lui, il piccolo rospetto, è dotato di un grande coraggio.
Hander compirà un cammino che sarà un po' diverso da quello degli altri protagonisti. Sarà una maturazione personale, fisica e mentale e il tutto avverrà molto velocemente, quasi Hander avesse "riposato" in attesa del momento opportuno.
Questo personaggio non ha lunghi spazi nel romanzo, ma la maggior parte delle scene con lui sono rilevanti nell'andamento della storia.
*Attenzione Spoiler*
Se avete letto il mio romanzo saprete già che Hander ci sarà anche nel seguito. Ad oggi non so ancora dirvi con certezza quanto e come, ma certamente avrà più spazio e sarà notevolmente cambiato.
Così anche per questa volta è tutto, vi saluto e vi abbraccio.
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venerdì 28 febbraio 2014
Fero (piccoli spoilers)
Ferio, o Fero, come poi è diventato ufficialmente, è l'unico
personaggio di Heloth Tra il Cielo e la Terra ispirato ad una
persona esistente, a cui in passato sono stata legata da una forte amicizia e
alla quale tutt'ora sento di essere molto affezionata, benché ci siamo un po'
persi. Di questa persona non ha le fattezze fisiche (quindi, per chi mi conosce
bene, non vi sforzate di indovinare, tanto non ci riuscirete e io non ve lo
dirò comunque), ma bensì l'essenza.
Fero non è l'unico personaggio “strano” del romanzo, ma è
certamente uno dei più interessanti. E' uno dei Guardiani di Heloth, anzi, come
spiegherà lui stesso ad un certo punto della storia, è il primo dei Guardiani,
una sorta di capo, più saggio e più forte di tutti gli altri.
I Guardiani sono abitanti di Heloth, ma di essa sono
soprattutto le sentinelle, i soldati. Sono maschi e femmine e a differenza
degli altri abitanti possono uscire dai confini del regno ogni volta che
vogliono, o che ce n'è bisogno; posso definirli una sorta di angeli custodi,
anche se ci sono delle differenze importanti con gli spiriti celesti. Innanzi
tutto, i Guardiani non sono solo spirito, ma sono fatti di carne e ossa e
possono essere feriti e uccisi e uccidere a loro volta; provano sentimenti
umani, quasi sempre positivi, come l'amicizia e l'amore. Non nascono così, sono
esseri umani morti e tornati in vita con queste sembianze e poteri. Mantengono
le fattezze fisiche della loro vita precedente, ma crescono in forza e
bellezza, subendo anche piccole alterazioni, ad esempio nello sguardo, nei
lineamenti, ma anche nei colori dei capelli e degli occhi.
Un'altra cosa che li differenzia dagli angeli è che i
Guardiani non hanno le ali. In apparenza sono dei veri e propri soldati,
vestiti di un'armatura dorata, chiara e luminosa (tanto che, quando
viaggiano sulla terra, stanno accuratamente avvolti in un lungo mantello che li
copre completamente). Caratteristica è la luce bianca che si sprigiona da un
punto tra il collo e le spalle e che aumenta quando si alzano in volo, quasi
fosse un motore a propulsione e quando provano emozioni forti, come la gioia,
la sorpresa, la rabbia, o la paura.
I Guardiani hanno molti poteri, tra i quali, come ho già
detto, la forza. Un altro di questi è il potere di far comparire il cibo, con tanto
di piatto, se per caso, il cibo in questione dovesse essere una minestra calda.
Non è un potere da poco, se pensate al viaggio dei protagonisti!
Fero possiede anche un altro potere: praticamente è un
conduttore vivente di sensazioni positive. Il suo tocco infonde
coraggio e cambia i pensieri negativi in positivi, la stretta della sua mano
evoca ricordi piacevoli ormai andati ed anche toccandolo senza la sua volontà
si può ritrovare serenità e pace. Rowena, nella sua semplicità, tende sempre ad
approfittare di questo, nei momenti più difficili... per fortuna Fero è anche
un tipo molto paziente...
Il nostro Guardiano protagonista farà la sua
comparsa nella seconda parte del romanzo. Di lui ci colpisce subito la stazza:
non è un gigante, ma è comunque più alto del normale e ben piazzato, senza
contare l'armatura che mette ancora più in risalto la sua robustezza; Il look è
un po' selvaggio, capelli un po' lunghi, barba ispida, atteggiamento spavaldo,
irriverente, con una buona dose di senso dell'umorismo e la sicurezza di chi ha
sempre la situazione sotto controllo. Dal suo viso a volte traspare un che di
infantile, poi subito dopo i suoi occhi sono quelli di un saggio anziano.
Più o meno tutti gli altri protagonisti sono legati a Fero,
anche Hander, diffidente per natura, si affeziona quasi subito al Guardiano che
gli offre tutti quei cibi deliziosi. E Derek, che stranamente non vede in lui
un rivale, ma un esempio e, anzi, è parecchio incuriosito da questa creatura.
L'unico che prova disagio è Darion. Non ne parla con
nessuno, ma i suoi atteggiamenti sono chiari: lui che è sempre così schivo e
serio, fa una certa fatica ad abituarsi al sorriso disarmante di Fero e alla
sua strana natura, senza contare il rapporto che si instaura tra lui e Rowena e
il fatto che il Guardiano riesca sempre a proteggerla quando Darion non ci
riesce.
Fero ha un legame speciale con Hander, ma soprattutto con
Rowena. È destinato a proteggerla, ad esserle vicino quando ce n'è bisogno.
Raccontare questo personaggio nel romanzo mi è piaciuto
molto. Lo trovo affascinante e misterioso con l'immagine che da di sé. Spero
che piaccia anche a voi!
Con questo è tutto, spero passiate un bel fine settimana.
Alla prossima!
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venerdì 17 gennaio 2014
Heloth Tra il Cielo e la Terra- La Playlist
Di nuovo ciao!!
Questo
è un post al quale penso da molto tempo... Ed è andata a finire che a forza di
pensarci, mi sono totalmente dimenticata di scrivere! Vabbé chi mi conosce sa
quanto la mia testa sia tra le nuvole e la mia memoria tenda a far cilecca. ;P
Chi
mi conosce sa anche quanto sia importante per me la musica. Non solo come
medicina per cuore e mente, ma anche come benzina per andare avanti nelle varie
attività della giornata; la musica non poteva quindi non essere parte
integrante anche di questa mia grande passione che è la scrittura! O meglio, lo
è stata nei momenti creativi, cioè quando, spento il computer (o posata la
penna, fate vobis), immaginavo i vari episodi della storia. E vi assicuro che
questa storia non avrebbe mai preso corpo senza una colonna sonora!
Premetto
una cosa, prima di darvi i titoli: questa playlist non è molto lunga perché
molti pezzi sono di musica strumentale. Alcuni di questi li metterò, altri
fanno parte del lato segreto di questa storia, sono quelli che hanno scaturito
immagini che solo io posso vedere e che quindi fanno parte solo di me e della
mia immaginazione.
Bene,
non voglio perdermi in chiacchiere, passo subito ad elencarvi le canzoni, buon
ascolto e buona lettura!
*LongLong Journey- Enya
*UnLungo Tratto di Strada- Antonella Ruggiero
Queste
due canzoni sono entrambi pezzi riassuntivi, che non riguardano un solo
episodio, ma più una visione globale della storia e dei personaggi. La seconda
non la conoscevo, la trovai per caso in una playlist di mio marito e quando la
ascoltai (per curiosità) la prima volta, rimasi un po' sorpresa: è perfetta,
sembra quasi scritta apposta per questa storia!! Mi piace la semplicità del
testo, la luce e il bianco li ho associati proprio all'immagine
di Heloth, la notte ai nemici, il ritornello mi fa venire in mente come
si intrecciano le vite dei personaggi, tutti, e il sottofondo del violino che
l'accompagna lo adoro: fate conto che quello è uno dei temi principali che ogni
tanto ritornano.
*Bookof Days- Enya
Questa
è una delle canzoni di Enya che preferisco. All'inizio non l'avevo inserita,
poi ho cambiato idea, perché mi sembrava proprio una “presentazione” dei tre
personaggi principali; sono tre strofe, una per ognuno di loro. Prima Derek,
poi Darion, infine Rowena.
*Hope-
Yiruma
Questo
è uno dei temi strumentali che ho deciso di inserire. Mi ha ispirato per
descrivere la parte di Meical e tutti i momenti più “sereni” all'inizio del
viaggio.
*LoveMe- Yiruma
Un
altro pezzo strumentale, un motivo stupendo. Questo tema è per Darion, visto
con gli occhi di Rowena.
*At your side- the Corrs
Con questa
canzone ho immaginato il trascorrere dei giorni e i legami che si instaurano tra i tre protagonisti.
*Wingsto Fly- Susan Boyle
Questo
è uno dei temi della seconda parte. In particolare riguarda Rowena, ma
soprattutto Hander, quando ritrova un po' di serenità e si avvia verso la sua
crescita personale.
Questo
pezzo è tremendo e bellissimo. Ne esistono varie versioni: io ce l'ho cantata
da Antonella Ruggiero, ma è altrettanto bella quella che vi ho messo nel link.
Si adatta perfettamente al capitolo “La Notte più Nera” e a ciò che succede
durante un episodio in particolare (che poi è una delle mie parti preferite!) e
al capitolo “Nell'Oscurità”, poco prima della resa dei conti...
*Rain and tears- Demis Roussos
Il
seguito di quella di prima. Sempre capitolo “La Notte più Nera”, sempre lo
stesso episodio.
(Demis
Roussos mi ricorda troppo la mia infanzia! :*)
*Count on me- Whitney Houston
I
Guardiani, in tutto il loro splendore.
*Stardust-
Mika (versione con Chiara)
Questa
parte alla fine del penultimo capitolo, prima dell'epilogo, subito dopo
l'ultima battuta. Troppo facile sarebbe dirvi perché. ;P
martedì 19 novembre 2013
Io vorrei... non vorrei... ma se vuoi...
Buongiorno a tutti e buon inizio settimana.
Mi sono messa davanti al computer e dopo una lunga
riflessione, ho pensato a questo post.
Avevo deciso che non mi sarei esposta, che avrei evitato di
dire la mia, tanto sì, vabbé... ma poi ci ho ripensato. Insomma, forse è giusto
che anch'io dica qualcosa a riguardo. Non sarà un papiro, tempo non ne ho. Sarò
breve e concisa e, permettetemelo, niente buonismi. E' il mio blog, dico quello
che mi pare. Ogni tanto una sputacchiata acida al vetriolo ci sta pure.
Veniamo
al dunque.
Masterpiece.
Talent
show per aspiranti scrittori.
Me ne
sarebbe fregato meno di niente in una situazione normale, non l'ho neanche
visto se volete tutta la verità nient'altro che la verità. Ci ho provato, ma
dopo le undici, aspettare che finisca il tiggì, la pubblicità, ecc... per
tenere su raitre, che di norma non guardo mai, beh... insomma, c'ho famiglia, a
quell'ora comincio ad essere stanca. Vabbé, in culo Masterpiece e tutta la rai.
Ho spento. E questo tanto chiacchierato talent non l'ho visto.
Il
problema è sorto il giorno dopo, sfogliando la timeline di Twitter. Quanto
accanimento! Il mio telefono trasudava odio, brrr...
Così
mi sono messa a leggere vari blog, alcuni a favore, molti contro e cosa è
venuto fuori? Che c'è una cosa che aspiranti scrittori, blogger e compagnia
bella non vogliono proprio sentirsi dire: che sono intellettuali e snob. Mmmh,
che strano, io invece ho avuto proprio questa sensazione qui, guarda un po'!
Non
sto difendendo il programma. Come ho detto non l'ho visto, sarei arrogante se
volessi dare un giudizio, ma ricordo bene che questo talent era già stato
“gambizzato” tempo fa, molto prima che uscisse. “Uhm, ma insomma, uno scrittore
non ha bisogno di andare in tivvù!” “Uhm, uno scrittore deve scrivere e
basta...” Un bravo scrittore, serio, non guarda spazzatura come Masterpiece, se
osi guardarlo sei un deficiente! Se poi dici qualcosa di positivo, attento che
ti arriva una fatwa tra capo e collo! E via dicendo...
Che
poi un aspirante scrittore debba farsi largo a spallate in una gabbia di leoni
pieno di pregiudizi, questo è un dato irrilevante(Vogliamo parlare di quei blog
di letteratura, gestiti da persone che si vantano di intendersi di libri, di
essere appassionati e fanatici di lettura, ma che in ogni post non perdono
tempo a ripetere che * se sei un aspirante scrittore, non ti prendo neanche in
considerazione *??? No, non ne parliamo, si commentano da sé.)...
Credevo
di aver toccato il fondo con pixel artists e crafteristi (ho molti altri hobby,
sappiatelo), ma evidentemente mi sbagliavo.
Ci
vorrebbe un pochina più di umiltà. Umiltà, questa sconosciuta.
Ecco,
ho finito. E ho dato fin troppo tempo a questa cosa. Torno alla mia scrittura.
Senza sentirmi né un caso umano, né una star.
Darion
Salve
amicicci e lettori vari!
Rullo di tamburi,
cuoricini e coriandoli!
Finalmente
ci siamo!!! E' arrivato il momento di presentare il terzo protagonista di
Heloth tra il cielo e la terra!
Il
titolo del post è eloquente: un personaggio talmente complesso che il solo nome
basta per introdurlo.
Se mi
ha entusiasmato parlarvi di Derek, non so cosa succederà questa volta, ma una
cosa è certa: sto per parlarvi del mio personaggio preferito e non lo nego.
Anche la mamma ha i suoi figli prediletti. Lo stesso vale per chi scrive. Sì,
questa volta sono assolutamente di parte.
Perché
tutto questo preambolo isterico? Perché Darion è asdlkjfhggvnrfdkthgrukgvbghg.
Passionale, tormentato, severo e assolutamente dark, come piace a me.
Descrivere
il personaggio di Darion all'interno della storia è stata una sfida,
entusiasmante e complicata allo stesso tempo. Mi sono subito innamorata di lui,
di come reagisce agli eventi della storia, come si pone rispetto agli altri
protagonisti. Col tempo ho scoperto che avrei potuto scrivere pagine e pagine
su di lui, davvero. Avrei potuto scrivere un intero libro con solo lui come
protagonista! Ma non ho intenzione di tediarvi fino a questo punto, tranquilli,
mi limito a questo post, sperando che non risulti troppo lungo.
Quando
ho ideato questa storia sapevo già che avrebbero dovuto esserci due
protagonisti maschili, legati da qualcosa di forte, parentela, o una grande
amicizia e che avrebbero cominciato il “viaggio” insieme. Ma se Derek è uscito
così come lo trovate nel romanzo quasi subito, Darion ha avuto una gestazione
molto più lunga... parlo di anni, per essere precisi; all'inizio si chiamava
Jon, era molto più grande di Derek (dai trent'anni in su) e non era
assolutamente né bello, né affascinante, ma basso, decisamente in carne e anche
un po' imbranato. Doveva anche avere un “problema di salute”, qualcosa che lo
avrebbe reso debole e vulnerabile per buona parte della storia.
Questo
Jon inoltre, non sarebbe stato parente di Derek, forse amico, o servo, o
scudiero. Ma un rapporto del genere, riflettendoci, avrebbe fatto molto Frodo-
Sam e anche un po' Shea- Flick, per chi conosce la saga di Shannara (e già
questi sono una scopiazzatura dei primi due, eh!) e allora ho cancellato tutto
e sono ripartita da capo.
Derek
e Jon sono diventati cugini, meno che fratelli, più che semplici amici; Jon è
diventato Darion, che suona meglio insieme a Derek, è più regale e più fantasy
(sono fissata con questa parola?), a mio avviso. E a questo punto mi sono
detta: ok, stiamo parlando di un personaggio molto importante della storia.
Parte in sordina, ma poi si prenderà molte delle scene importanti. Perché deve
essere maturo, grassoccio e imbranato? PERCHE'? Perché è il cuore che conta?
…Sì, d'accordo, ma anche l'occhio voleva disperatamente la sua parte e così,
Darion è diventato giovane, alto, affascinante, con movenze feline e fisico da
ballerino. :) E' scomparso anche il problema di salute, o meglio, si è
trasformato in qualcosa di più interessante che spero vi piacerà e vi farà
tremare per la sorte di questo personaggio... non posso aggiungere altro.
Dunque,
Darion è il cugino di Derek. E' il figlio della sorella del re e del suo
consigliere personale, un uomo molto particolare e malvagio, che ad un certo
punto è stato cacciato dal castello ed è scomparso abbandonando il figlio di
pochi anni.
Darion
cresce così con il cugino e lo zio, educato come un principe poiché terzo in
linea di successione al trono, ma portandosi sempre dietro l'onta dei crimini
commessi da suo padre, oltre al problema della fortissima somiglianza con
quest'ultimo, motivo per il quale non solo tutti lo evitano e lo guardano con
diffidenza, ma ad un certo punto cominciano a sussurrare che porta pure sfiga!
Darion
ha ventotto anni e un look sopra le righe: capelli neri, legati in una piccola
coda, occhi neri; sguardo tagliente che scruta nell'anima; lineamenti marcati
nel volto magro e pallido. E' il personaggio “bello e dannato” della storia,
quello malinconico e triste che all'inizio mette in soggezione, ma che finisce
per suscitare in noi una buona dose di tenerezza.
Veste
completamente di nero, quasi fosse in perenne lutto per se stesso, per la
spensieratezza e la voglia di vivere che lui, a differenza del cugino, non ha
mai conosciuto.
Eppure
non sono solo queste caratteristiche fisiche che colpiscono di lui. La forza di
Darion sta nella mente. Abituato a stare da solo, trova spesso rifugio nella
lettura e nello studio, prediligendo le materie di carattere scientifico, come
la medicina e l'astronomia.
Ha
anche una strana passione, che in questo primo romanzo viene solo accennata:
coltivare piante rare, che custodisce in una “particolare” serra del castello.
Arguto,
sveglio, intelligente, Darion è certamente un tipo con i piedi per terra. Lui
deve sempre trovare una spiegazione logica per tutto e anche se non lo dice
apertamente, è scettico riguardo alla
leggenda di Heloth.
Non
si capisce chiaramente cosa pensa, ma la necessità di proteggere il cugino, di
stargli accanto sempre e comunque (oltre al fatto che lui stesso vuole
allontanarsi dal regno e dalla sua gente per respirare un'aria nuova), gli
fanno prendere la decisione di mettersi in viaggio con lui, verso l'ignoto.
E
come lo è nell'aspetto, Darion è cupo anche nel carattere; parla poco,
preferisce comunicare con gli occhi. Nel suo viso difficilmente passa l'ombra
di un'emozione, anche quando la sua anima è in preda al tumulto. Di rado
esprime la sua opinione; se provocato, sbotta (o esplode, proprio!). A volte
senza controllarsi. Ha reazioni brusche, comportamenti strani da persona acida
e cinica (commento di un lettore: questo Darion è insopportabile!), ma
che sono tutto il contrario di ciò che prova davvero. Pochissime volte avrete
il piacere di leggere un episodio nel quale si lascia andare alla
spensieratezza, perché quando lo fa diventa praticamente perfetto... ed è
meglio che rimanga chiuso dentro al libro!
Non ha
un talento particolare nel combattimento, se non quello di battere l'avversario
con l'astuzia e l'agilità felina che gli permette il suo fisico sinuoso.
Tuttavia ha pensieri e paure ben più grandi di un nemico con la spada...
Il
viaggio alla ricerca di Heloth trasformerà Darion, sotto molti punti di vista,
ma io credo che nessuno capirà mai se sta dalla parte del bene o del male, cosa
pensa, cosa vuole davvero...
Una
cosa è certa: questo personaggio mi piace molto e per questo mi è venuto
naturale strapazzarlo più del dovuto. Ve lo assicuro: gliene capiteranno di
tutte, nel bene e nel male.
E
infine, Darion è anche colui che da un tocco veramente fantasy e magico alla
storia. Non è l'unico, ma la parte che lo riguarda, per me è più interessante
delle altre.
*piccola parentesi*
A proposito di questo,
c'è un segreto nascosto intorno al suo personaggio. Un particolare importante
che gli altri e soprattutto Rowena devono cercare di scoprire.
Ho dato degli indizi
durante il racconto, vediamo chi è più bravo della mia protagonista!
Comunque se non ci
riuscite non vi preoccupate, alla fine il mistero sarà svelato lo stesso.
*chiusa parentesi*
Credo
sia tutto... o una buona parte.
Buona
lettura del romanzo e al prossimo post!
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lunedì 4 novembre 2013
Il legame tra Derek e Rowena
Sorpresa!
Sorpresa!
Oggi
mi sento particolarmente buona e ispirata, perciò al post precedente aggiungo
anche quest'altro post speciale allo stesso prezzo! :P :P
Abbiamo
parlato di Rowena, abbiamo conosciuto meglio Derek. Ora vediamo quale rapporto
c'è tra questi due protagonisti. Sempre cercando di evitare gli spoiler...
Come
normalmente accade anche nella realtà, il rapporto tra due persone cambia a
seconda del tempo che questi passano insieme, degli eventi della vita e dei
rispettivi caratteri.
Rowena
e Derek si incontrano per caso e per motivi diversi saranno subito attratti
l'uno dall'altra. Lui è dapprima incuriosito da quella ragazza che per la prima
volta si mostra diffidente nei suoi confronti, in seguito, a causa di un
episodio ben preciso, non potrà più separarsi da lei, fino a chiamarla piccolo
portafortuna.
Lei
viene scoperta nell'atto di compiere un'azione tipica della persona impulsiva
che è. Le basta uno sguardo a quel ragazzo “vestito molto bene” e subito si
maledice di trovarsi lì con lui, a causa dell'imbarazzo che le provoca la sua
bellezza. Rowena infatti, definisce Derek “sfacciatamente attraente” e per
molte pagine cercherà di cadere felicemente tra le sue braccia.
Non
posso dirvi come andrà a finire la loro parentesi, ma posso assicurarvi che i
due sono entrambi caratteri forti e che si scontreranno molte volte, volendo
far prevalere entrambi le loro idee, l'uno a scapito dell'altra. E come spesso
accade tra due anime così passionali, la complicità che si instaurerà sarà
fortissima! Prometto che entrambi vi regaleranno tante emozioni e anche qualche
lacrima... curiosi???
Buona
lettura e buona serata!
Derek, la mia idea di principe azzurro e il problema delle sette pagine...
“Era
quel tipo di persona a cui la bocca era stata fatta apposta per sorridere. E
quando sorrideva ci sapeva proprio fare.”
[Ligabue-
La neve se ne frega]
Mi
sono imbattuta in questa citazione per caso, navigando sul web e non ho avuto
dubbi, ho pensato subito a lui, il personaggio che introdurrò oggi.
Prima
di tutto, buona sera e buon lunedì! Aggiungerei anche ben ritrovati... siete
pronti a conoscere un nuovo personaggio di Heloth Tra il Cielo e la Terra?
Via!!
Oggi
introdurrò Derek, ovvero il personaggio che prevedo, sarà causa di tutti gli
accidenti e colpi vari che mi arriveranno, da qui alla fine dei miei giorni.
Perché?
Non posso spoilerare niente. Andatevi a leggere il romanzo! :)
Nel
frattempo io ve ne parlo qui sul blog e vi stuzzico un po'.
Bene,
come dico sempre, la mia storia è principalmente una favola e in tutte le
favole che si rispettino c'è sempre un “principe azzurro”. Bello, onesto, leale
e coraggioso.
Questo
è Derek. Ventitré anni, figlio del re di un piccolo regno ad ovest dell'isola
di Heloth, Simor, un posto tranquillo e pacifico, conosciuto più che altro per
le sue tante varietà di fiori e piante rare.
Derek
è il classico maschio primogenito, benestante e un po' viziato che non si fa
mancare niente. Sa di essere bello e sa che può avere tutto e subito.
Capelli
biondi come l'oro, occhi verdi, fisico robusto, muscoli bene in vista e un
sorriso che mette in difficoltà. E' questo che conosciamo subito di lui.
Se
dovessi inserirlo in un contesto attuale, Derek sarebbe il classico ragazzo che
va sempre in giro, ben vestito, che ha un sacco di amici e cambia ragazza ogni
sera. Se dovessi paragonarlo ad un personaggio famoso, mi viene naturale
pensare a Francesco d'Assisi, prima che diventasse il santo che tutti
conoscono, quando cantava la gioia e l'amore per la vita e viveva per il suo
sogno di diventare un cavaliere (paragone non voluto, uscito così inconsciamente,
visto, probabilmente, il particolare legame che ho con il famoso santo e con la
sua storia).
Egoista
e narciso, pochi valori, molta superficialità e un solo sogno, quello di
trovare Heloth e diventarne il sovrano assoluto. A Derek importa poco del suo
regno, nel quale si sente “intrappolato”. Non ci pensa nemmeno a diventare il
legittimo erede al trono. Lui vuole solo la gloria, essere grande, acclamato,
conosciuto da tutti. E il suo temperamento impulsivo lo porta a continui litigi
con suo padre, che alla sua età, lo vorrebbe più maturo e responsabile.
No,
tranquilli, so che state già pensando a Derek come un personaggio negativo e
certamente antipatico. Non è così. Derek è coinvolgente, molto simpatico,
ironico, ruffiano e se si impegna, anche dolce. Vi garantisco che non
riuscirete a non affezionarvi a lui!
E se
tutto ciò non vi basta, sappiate che con l'evolversi della storia verranno
fuori altre caratteristiche che ve lo faranno amare ancora di più.
Forte
nel combattimento, capace di affrontare mostri e demoni, ma fragile di fronte
al buio, o all'autorità di suo padre; ostinato nel portare avanti la sua
missione, anche a scapito della vita degli altri e subito dopo capace di gesti
da vero eroe.
Lo
so, ora vi starete chiedendo come può un vero principe azzurro avere tutti
questi difetti e queste mancanze. Ho voluto scimmiottare il classico
personaggio, ho provato ad inventare qualcuno che rompesse gli schemi, che non
fosse il solito stereotipo un po' banale e forse anche noioso. Anche per far
capire che non occorre essere perfetti per andare lontano, basta credere fino
in fondo in ciò che si fa. E poi diciamo la verità: un eroe con qualche
debolezza è ancora più interessante!!
Quindi,
Derek è stato un personaggio abbastanza facile da creare, piacevole da
sviluppare all'interno del romanzo. E' stato uno tra i primi nati, sapevo già
come si sarebbe evoluto rispetto alla storia. E come è stato facile plasmarlo
nell'aspetto e nel carattere, è stato altrettanto facile affezionarsi a lui;
ciò non è scontato, perché la maggior parte degli altri personaggi nutre
sentimenti positivi per lui e così anch'io sono stata rapita e coinvolta da
questo ragazzo, fin quasi a desiderare di potermi trovare davvero in sua
compagnia. E proprio a causa di questo essermi affezionata parecchio a lui,
andando avanti con la scrittura del romanzo, è diventato sempre più complicato
descrivere le parti che lo riguardavano. Mi ricordo un pomeriggio in
particolare, passato a scrivere in piedi, tanto ero in difficoltà, perché tutto
ciò che descrivevo sembrava banale per uno come lui e no... non dico altro.
Quel giorno ho avuto il dilemma delle sette pagine. Sette pagine sono poche,
sappiate solo questo.
Leggendo
Heloth Tra il Cielo e la Terra conoscerete un ragazzo, con le caratteristiche
positive e negative tipiche della sua età e del suo particolare carattere, che
ad un certo punto sarà plasmato dalla vita, preso per la camicia dal destino,
scosso e trasformato in un uomo, finché non si renderà conto che, con un po' di
sacrifici e fatica, si può diventare più grandi di ciò che si crede.
Buona
lettura e al prossimo personaggio!
venerdì 2 agosto 2013
La storia della Storia
Come già saprete, da alcuni giorni ho pubblicato il mio primo libro (la prima parte) e ora è arrivato il momento di un post che desideravo scrivere da tanto tempo: questa volta vi parlerò più nel dettaglio di come è nata la storia; in seguito scriverò anche dei singoli post dedicati solo ai personaggi. Il tutto, cercando sempre di non spoilerare troppo qua e là. Siete avvisati!!
L'idea per "Heloth tra il cielo e la terra" l'ho avuta molti anni fa. Una vita fa, se ci penso. Era l'estate del 1997, avevo appena 16 anni e come un'adolescente che si rispetti, mi perdevo in sogni e fantasie, del tutto normali per l'età...
In realtà non stavo pensando affatto ad inventare una storia, quel giorno. Tantomeno scriverla. Tutto è cominciato per caso, durante le vacanze estive, osservando un panorama in particolare e perdendomi nella bellezza e nelle caratteristiche di quest'ultimo. Mi piaceva osservare quel posto (il suo nome resterà un segreto!) nei vari momenti della giornata e come cambiava nei colori, con la luce del sole. Da qui è nata subito l'idea della "città che appare e scompare".
Questo pensiero è rimasto sopito alcuni anni, ripresentandosi solo tutte le volte che rivedevo con i miei occhi quel preciso luogo. Nel frattempo ho scritto un altro libro, ma questa storia, se avete seguito il blog, la sapete già (non la sapete? Andate a leggervi i post precedenti!). Finché un giorno, non mi sono trovata davanti una faccia di un'ispirazione unica. Ho trovato uno dei miei personaggi. Uno importante, che però conoscerete nella seconda parte, quindi non posso rivelarvi molto, per ora. Sta di fatto che era un ragazzo, una persona di cui non ho mai saputo il nome, né l'età, né altro. Non ci siamo mai rivolti parola, né scambiati uno sguardo, ma era lui, era il MIO personaggio ed era perfetto!!! E' stato divertente descriverlo, non sono nelle caratteristiche fisiche, ma anche nelle movenze e negli atteggiamenti.
Gli eventi hanno cominciato a mettersi in moto. Non ho mai buttato giù niente di scritto, mi tenevo tutto in testa. Qualche volta ci pensavo, qualche volta la abbandonavo del tutto. Piano piano hanno cominciato a delinearsi le figure e le personalità degli altri protagonisti; venivano fuori degli episodi e la storia prendeva corpo. Ma continuavo a non prendere appunti, a non farne parola. Cominciavo a tenerci troppo e la delusione avuta dalla prima storia non poteva ripetersi, perché ciò che avevo in mente era un bel progetto, lungo e importante.
Tutto questo fino al 2005. Con l'aiuto dell'immaginazione ho ideato 3/4 della storia, Dedicandoci tempo, specialmente di notte, come soluzione contro l'insonnia...! Poi sono sopraggiunti i dialoghi, uno dopo l'altro, ma la paura di scrivere dieci pagine e buttare tutto c'era ancora. Non so nemmeno io come ho fatto a tenere a mente tutto per così tanto tempo!
Arriviamo al 2009: il materiale era davvero tantissimo, ormai i personaggi quasi protestavano per prendere vita e io ancora non mi decidevo. Siccome a Giugno dovevo sposarmi, mi sono data un limite. Mi sono detta "Ok. Mi dedico al matrimonio, poi comincio a scrivere". E così è stato.
Non vi dico che liberazione! Un po' come andare in bagno dopo molto tempo...!!! :) Mi ricordo ancora la paura e l'eccitazione, quando ho rinnovato un microscopico blocchetto per gli appunti e ho iniziato a buttare giù la lista dei personaggi!!
Ad Agosto dello stesso anno ho scritto il prologo, quasi tutto in una volta. Me lo ricordo ancora: ero all'ombra dell'Abbazia di San Galgano...
Per 4 anni, questa storia mi ha tenuto compagnia. A volte è stato difficile scrivere, non sempre ci sono state le condizioni adatte. Altre volte è stato divertente, spesso emozionante. Il solo pensiero di mettermi tranquilla e aprire il quaderno, mi dava le stesse emozioni di un primo appuntamento, non so se mi spiego.
A Natale dell'anno scorso, dopo aver riempito 6 quaderni, ho scritto la parola fine. Poi è venuto il momento di battere tutto al computer, correggere, revisionare, dare un po' più di spessore a qualche personaggio (ho fatto del mio meglio, almeno).
Mi ci è voluto tanto a scrivere il mio romanzo, è vero... forse qualche volta ho giocato un po' troppo a Mahjong, invece di dare tempo alla scrittura; considerate anche che in questo periodo sono diventata mamma, ed è difficile immaginare la fatica di far coincidere tutto e trovare momenti (di silenzio assoluto) solo per me e per la mia storia.
Ma una cosa dopo questa esperienza l'ho capita: scrivere mi piace. Che mi riesca poco, o tanto, che lo faccia bene, o male, non posso farne a meno. E se qualche volta mi sono commossa rileggendo alcuni capitoli, spero non sia stata solo una depressione post partum ritardataria... mi auguro di essere riuscita a trasmettere qualcosa! Questo, certo, dovrete dirmelo voi!!
Buon weekend, al prossimo post!
domenica 28 luglio 2013
Annunciazione! Annunciazione! Libro e qualche altra postilla...
Bene, sappiate che non è tanto facile scrivere questo post.
L'emozione è a mille e un sacco di dubbi e di paure mi assillano.
MA, una prima tappa molto impegnativa si è conclusa e finalmente da oggi, il mio libro
-Heloth tra il cielo e la terra-
è disponibile per tutti voi!
Sono felicissima di questo traguardo. Sono strafelice di poterne parlare. Ancora di più sono felice di poter tornare per un po' ad una vita quasi normale. Per un po'... perché il lavoro non è finito.
Prima cosa - e questa è una precisazione doverosa- il libro è stato diviso in due. Ci ho pensato parecchio, valutando quale potesse essere la scelta migliore e alla fine ha vinto l'opzione "spaccatura". Ho pubblicato solo la prima parte NON AUTOCONCLUSIVA. E' importante che lo sappiate, perché non voglio assolutamente indispettire chi vorrà leggere la mia favola.
La decisione è stata presa per una questione di scaramanzia e di tempo.
Autopubblicarmi, rendere questa storia, che è una parte di me, disponibile al giudizio di chiunque è stata una bella sfida, perciò mi sono detta di fare un tentativo: pubblicare la prima parte e vedere come va. Naturalmente la pubblicazione della seconda parte non dipenderà assolutamente da quanti e quali giudizi pioveranno su questo lavoro, avverrà comunque e in seguito, che decida di fare delle copie cartacee o no, riunirò tutto il romanzo in un unico libro. Dividerlo in due parti, quindi, sarà solo per un periodo di tempo.
Parliamo anche del tempo. Chi di voi mi segue su Twitter sa che sono una mamma e che vivo spostandomi ogni settimana da Firenze, dove vivo, al mio paese in campagna, dove presto ci trasferiremo... ecco, a causa di tutti questi impegni (e del tempo che ho impiegato a fare l'ebook da autodidatta!), avevo paura che il mio progetto cominciasse a "puzzare"... sono 4 anni che mi ci dedico, ho finito di scriverlo l'anno scorso e ci sono persone che aspettano di leggerlo da un bel po'
Ora finalmente ci siamo!
Altre due cosine abbastanza importanti sono che:
1) conto di pubblicare la seconda parte entro un mese, quindi se dovesse piacervi, non dovrete aspettare troppo per il seguito.
2) Sto già buttando giù lo schema per il secondo libro!
L'ebook lo trovate qui, naturalmente.
Se avete delle domande, critiche (costruttive s'intende), o solo volete scrivermi, rispondo a tutti!
Contattatemi per email su ariivahine81@gmail.com
Oppure aggiungetemi su Twitter Elle_Emme81
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