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venerdì 7 febbraio 2014

Il mio regalo di compleanno

Salve a tutti, frequentatori del blog e non!
Il post che vado a scrivere oggi per me è molto, molto importante. E un post importante non può che essere postato in un giorno importante.
Vabbé, non amo particolarmente le auto celebrazioni, specialmente dopo i trent'anni. Mi fanno proprio tristezza ad essere sincera. Ma insomma, oggi è il mio compleanno e -evitando di soffermarmi su quanti anni compio, che non riesco nemmeno a dirlo, cioè, proprio non articolo le parole- invece di aspettarmi regali e auguri, vi faccio io un bel regalo!

Che c'entra... i regali me li aspetto, eccome! Stessa cosa per gli auguri, che quelli non costano niente. :D

Parlando di cose serie, oggi svelerò le primissime anticipazioni sul nuovo libro che sto scrivendo, che mi sta prendendo davvero tanto, coinvolgendomi e facendomi prendere atto di due cose molto importanti:
1- Scrivere non è una cotta, ma un vero e proprio amore maturo, perché ne sento il bisogno ogni giorno di più.
2- Il mio stile si sta modificando. Sono molto più soddisfatta di come la narrazione adesso appare  fluida e corretta, rispetto all'inizio e anche di come riesco a sviluppare la trama. Ovviamente questa è solo un'opinione personale. Tuttavia, anche questo è un tipo di allenamento e io continuo a mettercela tutta affinché possa migliorare ancora e ancora.

E prima di iniziare, voglio spendere anche due righe per tutti quelli che hanno letto “Heloth tra il cielo e la terra”, o che lo stanno leggendo, che si sono affezionati ai protagonisti, che mi hanno dato consigli, o incoraggiato; alle blogger che si sono rese disponibili a leggerlo (grazie per la vostra opportunità!) e, perché no, anche a quelli che prima hanno lanciato il sasso e poi hanno ritirato la mano (senza sapere niente né di me, né del romanzo!): siti importanti, nati per aiutare creativi emergenti, con cui ho scambiato varie email e poi sono spariti; fantomatici blogger che mi hanno contattato per un'intervista e poi si sono dissolti nell'etere... sappiate che un no è molto più professionale e serio di un silenzio e quelli come voi me li scrollo di dosso come la forfora dal cappotto. Andando avanti.

Torniamo a Heloth.
Forse l'avevo già specificato, forse a qualcuno era sfuggito... il mio secondo romanzo è il seguito di “Heloth tra il cielo e la terra” e, a Dio piacendo, ne seguiranno altri due, tutti auto conclusivi.
Bene, diamo il via alle danze, o meglio, agli spoiler?



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Il titolo di questo romanzo sarà
L'Erede






Di seguito un breve riassunto della trama e un piccolo assaggio. Ma prima vi raccomando ancora, occhio, occhio, occhio, che gli spoiler abbondano. Leggetelo solo se avete letto Heloth tra il cielo e la terra. Grazie! ;)

“Rowena e Darion iniziano una nuova vita nel regno di Simor. Darion è diventato re, le difficoltà sembrano finalmente superate. Ma la gente sussurra, chiacchiera. La presenza di quella ragazza così vicino al re è molto strana. Nessuno vede Rowena di buon occhio.
L'inverno si presenta con largo anticipo, gelido e oscuro, quasi innaturale e insieme ad esso giungono al castello un messaggio importante da Heloth e il nuovo consigliere personale del re, che sembra nascondere qualcosa di più, dietro il suo atteggiamento spavaldo e invadente.
Strani episodi si moltiplicano, sempre più frequenti e inquietanti, finché Rowena, esasperata, non decide di tornare nel suo piccolo villaggio sulle montagne per ritrovare un po' di serenità.
Darion, dopo aver perso sia Rowena che la sua credibilità come sovrano, cade nello sconforto, rendendosi conto che la sua paura più grande non è un semplice timore, ma realtà.
La minaccia per l'Eletto, questa volta, sembra arrivare proprio da chi gli è stato più vicino, ma non solo: un nuovo pericolo è in agguato, molto lontano dai confini di Heloth. Nessuno se n'è accorto, ma a risvegliarsi non è stata solo la Città Leggendaria...”

E poi un piccolo assaggino, scelto da me, per voi.

-L'ambiente era in penombra, illuminato da quattro torce appese al muro. Una stanza lunga e stretta con il soffitto alto. Una parete era composta da quattro grossi archi, oltre i quali si intravedeva appena uno spazio interamente occupato da lunghe mensole, piene di vasi di ogni misura.
«La serra» disse Darion. Nel suo tono di voce c'era emozione e orgoglio.
«Questa non è una serra, Darion!» esclamò Rowena divertita. «Dove sono l'aria e la luce necessarie alle piante?» Il suo sguardo cadde su un tavolo appoggiato al muro e sull'armadietto lì accanto, sui piccoli attrezzi perfettamente ordinati, sul mortaio e sulle di boccette di vetro, uguali a quella che le aveva dato il padre di Darion mesi prima. Il ricordo la fece rabbrividire, il pensiero che quell'uomo inquietante fosse passato di lì le provocò una fitta di paura. Rowena distolse lo sguardo, cercando di evitare che Darion si accorgesse del suo stato d'animo.
«Questa non è una serra qualunque. Questa è la mia serra, un posto speciale» rispose il giovane re.
Rowena si tolse il mantello e lo poggiò su una sedia, poi si diresse verso gli archi, seguita da Darion. Non era facile rendersi conto di cosa ci fosse esattamente lì dentro, a causa della poca luce, ma qualcosa in fondo alla stanza, dietro l'ultimo arco, attirò ben presto l'attenzione della ragazza.
«Ero sicuro che saresti andata subito laggiù» rise Darion tra sé.

Con questo ho finito, per oggi. Ora vado ad indagare se qualcuno mi ha comprato la torta al limone, la mia preferita...
Ciauuu!



giovedì 11 luglio 2013

La Copertina!!

.. E non sto parlando di quella di Linus.
Niente, è tardi e sono molto emozionata. Il lavoro sull'ebook sta andando avanti, più o meno bene, ma cominciamo a vederne la fine. Manca poco, gente. Manca davvero poco.
Oggi, finalmente, ho due belle novità: il titolo e la copertina.
Bene. Il titolo del mio romanzo è:

- Heloth Tra il Cielo e la Terra -

Cominciate ad immaginarvi qualcosa? No? Non importa. Della storia ne parleremo più avanti. 
Comunque questo titolo mi piace. E' venuto così, come molte parti della storia stessa. Mi piace. Mi sembra originale. Speriamo.

E poi, ecco qua, come già detto, la copertina dell'ebook:



In realtà è il mio primo ed unico tentativo, fatto peraltro con le istruzioni della pagina Kindle di Amazon. Avrei dovuto chiamarlo primo abbozzo di copertina e magari neanche farvelo vedere, ma che ci crediate o no, sono abbastanza soddisfatta e ora vi spiego perché.
Non volevo una cosa troppo caricata, troppo professionale. E' semplice, essenziale. E sinceramente, a me preme molto di più il contenuto, della copertina stessa!!
Ma c'è un'altra cosa che mi rende soddisfatta di questa. Il disegno l'ho fatto io. Pausa.
Va bene, va bene, potrebbero saltare all'occhio degli errori nella realizzazione, le pieghe della gonna, la tenda, le proporzioni... Quando ci ho provato, l'ho fatta di getto. Era una vita che non disegnavo. Quello che è uscito per me è già tanto. Ed è proprio ciò che avevo in mente. Sono contenta, tutto ciò che si vede proviene e appartiene a me.
Il disegno in sé, rappresenta una ragazza, stupita e incerta, di fronte ad una porta (sì, in realtà è una porta, non una finestra. Nel disegno se ne vede solo metà) aperta, spalancata, dalla quale filtrano luce e vento. E' una scena molto importante nella storia, diciamo una scena che si ripeterà più volte.
Attenzione! Potreste farvi delle idee, ma non è come pensate! A volte anch'io riesco a non essere banale... :)
Per oggi è tutto, spero ci risentiremo presto.
Spero per allora di avere altre grandi novità! Baci.


giovedì 27 giugno 2013

Tanto per cominciare...


Salve a tutti!
Reduce da due giorni particolarmente stressanti, mi ritrovo seduta sul letto, davanti al computer, con un forte desiderio di scrivere. Invece di cedere all'abbiocco, causato dalle ipnotiche mosche che volano in cerchio sotto al lampadario (perché poi le mosche volano sempre sotto al lampadario?), ho deciso di impiegare meglio questo momento di tranquillità e scrivere il primo post del mio blog. Il primo post, cavoletti di Bruxelles! Il primo post è importante, è il biglietto da visita, è la prima impressione che si fa agli utenti del web, è la giusta nota con la quale comincia un concerto, è... vabbé, basta. Il primo post è come le righe iniziali di un libro ed è proprio di scrittura che parla questo blog.
Ma andiamo per ordine.
Carta, Penna e Cioccolato è il titolo. Tre cose di cui non posso fare a meno (il cioccolato deve essere rigorosamente fondente). Tre cose che, nel mio caso, vanno perfettamente d'accordo.
Carta e penna sono sempre con me. Benché io sia una "multimedia abbastanza addicted", non disdegno affatto la compagnia di questi due preziosi oggetti; a volte penso che sia un po' scomodo e "superato" scrivere sul taccuino( per i più féscion lo chiameremo moleskine) e poi ricopiare tutto sul computer, ma poi non riesco a farne a meno, è più forte di me.
L'ispirazione arriva nei momenti più impensati (parlerò anche di questo), quando meno me lo aspetto, perciò carta e penna me li porto anche nella borsa.
Cosa mi ispira? Cosa scrivo nel famigerato quadernetto? Non è così semplice, non abbiate fretta. E' un'altra storia, un altro post.