domenica 30 giugno 2013

Io e le mie storie.

Riprendo un po' di informazioni su di me che avevo usato nel profilo personale, per raccontarvi come è nato il mio approccio alla creatività, alle storie, fino ad arrivare alla scrittura.
Inventare storie ha sempre fatto parte di me. Credo di aver cominciato già prima di andare a scuola, quando mi nascondevo in camera e insieme alle mie bambole e ai miei pupazzi, accendevo il registratore e mi lanciavo in monologhi poco sensati, intervallati da lunghe pause di silenzio e interruzioni tipo "eeeeeeeeeee...", "mmmmmmh...", eccetera (a 4-5 anni che si pretende?).
Questo bisogno di svagarmi è continuato anche negli anni delle elementari. Non è mai stato necessario per me avere tanti amici intorno, mi bastavano le Barbie, le costruzioni, i pony e qualunque altro giocattolo. Il mio concetto di gioco andava oltre il vestire le bambole, preparare il thé, o mettere in fila i pupazzetti: io mi inventavo un protagonista, un cattivo e una bella avventura in mezzo e così era felice e soddisfatta!
Alle elementari ho anche scritto la mia prima raccolta di favole: un quaderno di storie a fumetti (disegnate da me). Ogni storia era lunga tre pagine e in ogni storia il protagonista era un animaletto della fattoria, o del bosco.  La maestra era entusiasta e qualche compagna un po' gelosa! :P Quel quaderno ce l'ho ancora e lo custodisco a costo della vita.
Poi c'è stato il periodo delle storie disegnate a penna, sempre sotto forma di fumetti. La maggior parte di esse si interrompeva miseramente dopo qualche mese, ma non importa. Erano comunque dei tentativi e soprattutto "valvole di sfogo". Non mi ricordo bene di cosa parlassero, ma credo fossero tutte più o meno storie di ragazzine nella loro vita di tutti i giorni. Sarà per quello, forse, che nessuna di quelle storie ha mai visto la parola fine... :/
Insomma, il bisogno di inventare storie cresce con me e si modifica negli anni, fino ad arrivare alla scoperta di quella necessità, più comunemente chiamata scrittura.
Il prossimo post sarà dedicato al mio primo romanzo e a quel treno irrimediabilmente perso...

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