No, non tutto, in realtà.
L'idea per il mio romanzo attuale l'ho avuta nel 1997, ma ho iniziato a scrivere solo nel 1998, un'altra favola, la prima, appunto.
Quindi facciamo un salto temporale e andiamo per ordine.
Succede che durante le vacanze di Natale mi decido a scrivere questa storia che avevo in mente da un po'; non come avevo fatto fino a quel momento, cioè disegnando la storia a fumetti. Presi un quaderno e cominciai a scrivere, a descrivere un fatto, dei personaggi, a snocciolare i loro dialoghi. E mi sentii subito bene.
Niente, la storia in sé non era niente di particolare, riflettendoci a distanza di anni. Cento pagine appena. Una storia familiare, con un risvolto inaspettato e molto fantasy, come sempre nei miei racconti; c'erano appena quattro personaggi: Liza, la protagonista diciassettenne, suo fratello maggiore e il loro tormentato padre; poi c'era Jeff Whitman, quello del titolo (stendiamo un velo pietoso sui nomi, ok? Trovare nomi è una cosa che ODIO, non ho nessuna fantasia a riguardo!), un uomo misterioso, con un bel po' di segreti.
Insomma, piano piano scopro che scrivere mi fa stare bene, non mi pesa affatto, mi diverte. Scrivo soprattutto in treno, nei tragitti scuola- casa (scrivo anche a scuola, ma questo rimanga tra noi!) e va a finire che porto a termine la storia; come un fulmine la batto al computer e -vergognandomi come una ladra- la stampo in A5 e la porto in copisteria a rilegare.
Dopo averlo fatto leggere a mia sorella, provo con qualche amica e tutte si lanciano in elogi sulla storia e lo stile. E' a questo punto che mi convinco a tentare un altro passo: inviarlo ad un concorso.
Ne trovo uno di una casa editrice abbastanza famosa che, periodicamente, seleziona opere. Lo invio e amen. Tanto non vinco. Chissà quante risate si faranno.
E invece, dopo qualche mese mi arriva una busta, una busta grande, con il simbolo della casa editrice.
Avete presente il film Billy Elliot, quando lui apre la lettera con la risposta della scuola di ballo? Ecco, è andata più o meno in quel modo. Solo che non c'era nessuno fuori dalla stanza ad aspettare e questo è stato il problema.
La lettera spiegava che il mio romanzo era stato scelto per la pubblicazione, MA -altra faccia della medaglia- dovevo contribuire alle spese della pubblicazione. In pratica, loro si tutelano per non rimetterci, è sempre così che va. Chiedevano qualcosa come 2000 euro. Potete immaginare la risposta dei miei: MWAHAHAHA!!! O qualcosa del genere... Immaginatevi una ragazza di 18 anni, con la scuola da finire, che chiede 2000 euro per pubblicare un libro. Beh, io li avrei investiti, avessi potuto, ma niente. Quella busta finì in un cassetto ed è ancora lì. La tengo come ricordo. Per fortuna non me la presi troppo, forse non ci credevo troppo neanch'io, forse non avevo il cervello per considerarlo più di un gioco.
Bene, questa è la cronaca del primo approccio al mondo della scrittura. La storia del primo treno perso.
I prossimi post saranno finalmente tutti dedicati al mio magico mondo e ai miei amatissimi personaggi, perciò seguitemi!
PS: Contattatemi pure per domande, o solo per chiacchierare un po'. Risponderò a tutti! :)
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