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giovedì 15 ottobre 2015

Ce la possiamo fare...

Buon pomeriggio e ben ritrovati!
Sono passati la bellezza di... otto mesi dal mio ultimo post e lo so che non è un granché come saluto.
Ma non me ne vogliate, la storia del blog aggiornato in modo discontinuo, con la owner che si scusa ogni volta promettendo di non farlo più e di impegnarsi ad aggiornare più spesso l'abbiamo già sentita; io stessa ho usato diverse volte questa tattica e no, non la userò ancora. Non starò qui a menare con le solite promesse, non vi prometto un bel niente! :D Questo perché non posso più fare progetti, neanche a breve termine (già, neanche un banalissimo "ora vado cinque minuti al bagno"), perché lo so che tanto poi non riesco a portarli avanti.
E insomma, lo scorso 27 aprile, dopo un travaglio di solo un'ora, è nato Sebastiano. Sono diventata mamma per la seconda volta, e se un figlio ti cambia la vita, due te la stravolgono nel vero senso della parola! Magari di lui vi parlerò in un post a parte, ma sappiate che è un uomo e in quanto tale, rompe. Rompe quando ha fame, rompe quando ha mangiato, rompe quando ha sonno e dopo dieci minuti che si è svegliato. Rompe perché non vuole stare nel seggiolone, perché non gli piacciono i cartoni e quando vuole uscire. Sua sorella non era così; noi donne siamo diverse, ci adattiamo. Ricordo che lei non la sentivo per ore e infatti con lei, se non ricordo male, ho concluso, editato e pubblicato un libro. Con lui è tutto un altro paio di maniche, ma ci stiamo lavorando.
Sì beh, capitemi, sono in difficoltà. Non è semplice concentrarsi e creare, quando in testa si hanno solo sigle di cartoni animati e ninne nanne; per fortuna dormo. Dovrei accendere un cero solo per questo.
Nonostante questo, oggi non voglio salutarvi così. Qualche novità per quanto riguarda la "nuova veste" di Heloth c'è. Non posso dire niente per ora, ma tra non molto saprete... diciamo verso Natale... ;)
Inutile dire che sono felicissima ed emozionatissima per questo e spero di condividere la mia gioia con molti di voi.
Come alcuni di voi sanno, non sono solo latitante su questo blog. Mi trovate infatti sempre molto attiva su vari social e a me fa sempre piacere incontrare persone interessate a seguirmi e soprattutto ad interagire, perciò se volete, fatevi avanti.
Per oggi è davvero tutto, a risentirci appena potrò.
Bye!

venerdì 5 dicembre 2014

Violet e Maya


Buongiorno amici!
Ormai lo sapete, ve ne sarete fatti una ragione: io qua sono latitante. Costretta ad uno hiatus forzato, mi faccio vedere poco. Troppo poco. Spero mi perdonerete.
Sono contenta che ogni tanto ritorno, quando il tempo, la connessione e la stanchezza me lo permettono.
In generale le cose vanno bene: la pancia cresce... è ciò che conta, ora.
E comunque tengo a precisare che sono ancora abbastanza presente sui social. Là mi trovate tutti i giorni. Ho conosciuto anche tante autrici nell'ultimo periodo ed ho iniziato a leggere tanti bei romanzi! Se non altro ho molto tempo per la lettura

Siamo alla fine per quanto riguarda le presentazioni. Oggi vi introdurrò due femmine belle toste, che non appaiono molto nel romanzo, ma hanno di sicuro la loro importanza.
Benché a un certo punto si unisca al gruppo, Violet è comunque un personaggio di contorno, infatti non la conosciamo a fondo, anche se la sua presenza risulterà abbastanza importante nella storia.
Ho voluto lasciare apposta un po' di mistero intorno a lei, perché Violet non è una ragazzina comune, è una Guardiana di Heloth e non una Guardiana come le altre.
Prima di tutto diciamo che Violet ha circa dodici anni; ha lunghi capelli biondi e la pelle un po' scura, quasi fosse perennemente abbronzata. Il fisico è minuto e gli occhi grigi, arguti e severi. È molto bella, ma non esprime dolcezza, nonostante sia solo una bambina.
Devo dire la verità: non mi sta molto simpatica. Ma questo è positivo, perché prima di tutto è proprio così che volevo fosse. E poi sono riuscita ad immedesimarmi di più in Rowena, che pasticciona e impulsiva com'è, non riesce proprio a reggere quando Violet la riprende. Oltretutto sono contenta, perché non ho ideato solo personaggi buoni assolutamente positivi. Trovo giusto anche che questi formino da soli le loro personalità e prendano un po' le loro strade... mi colpisce questa cosa. E mi affascina.
Come ho già detto, Violet compare per poco tempo, non fa molto, ma la sua presenza è fondamentale. Per metà della sua comparsata sarà solo la proiezione di se stessa, volta ad aiutare due personaggi in particolare; in seguito “riprenderà il suo corpo” solo grazie all'aiuto di uno dei protagonisti.
Dal suo aspetto sembra a dir poco vulnerabile, ma in realtà cela molto bene forza, intelligenza e poteri. Possiamo capire di lei che non è come le altre quando parla, o spiega qualcosa: allora dà l'impressione di essere un valoroso soldato... ma in qualche occasione, anche una bambina un po' troppo saccente e perfettina.
Violet però ha anche uno spiccato lato umano. Non mancheranno le occasioni in cui si troverà in difficoltà, o verrà sopraffatta da emozioni positive e negative.
I due personaggi che più sono legati a lei sono sicuramente Hander e Darion; Derek non ne è solo affascinato, ma probabilmente, essendo molto piccola, si sente anche responsabile e in dovere di proteggerla.
Rowena, come ho detto all'inizio, non la sopporta. Il rapporto tra le due resterà sempre un po' freddo. D'altronde sono due creature e due caratteri completamente diversi tra loro; Violet dovrà essere più severa e pungente del dovuto per tenere a bada Rowena, mentre quest'ultima sarà costretta a sforzi enormi di pazienza per riuscire a sopportare e rispettare la piccola Guardiana.

Maya è un altro personaggio, che io trovo molto positivo. È una mamma, nel vero senso della parola, non solo perché si occupa di bambini orfani, ma anche perché la sua intera persona è di quelle che infonde insieme tenerezza e sicurezza.  È la donna che sa fare tutto, che ha sempre una soluzione pratica per risolvere le situazioni e non si stanca mai.  È un po' quel genere di “donna di casa” che io invidio e alla quale, probabilmente, non assomiglierò mai.
Maya è giovane, ma il suo aspetto la fa sembrare più matura: è bassa di statura e abbastanza in carne, con un bel seno prosperoso; ha gli occhi chiari, di un colore indefinito e una lunga coda di capelli neri.  È una donna generosa e coraggiosa, che non si tira indietro ed offre senza paura il suo aiuto ai tre protagonisti.
Maya è a capo e diretta responsabile di una piccola comunità di bambini orfani, che vivono stabilmente in un bosco a sud; è la figura più importante del gruppo, tanto che il luogo dove abita viene chiamato proprio “la foresta di Maya”.
È molto difficile tenerle un segreto: come una mamma, anche se conosce da poco le persone, indovina gli stati d'animo e capisce le situazioni. A volte è un po' impulsiva e quando si altera, la prima cosa che si nota è come si colora di rosso il suo viso.
Maya non capisce la scelta drastica che hanno preso i principi di Simor. La trova un'azione avventata e stupida e non ha peli sulla lingua a dire come la pensa, trattando i due cugini un po' troppo come due bambini viziati.
Derek, che prende tutto alla leggera, non se ne cura più di tanto, mentre Darion avrà con lei un duro scontro verbale.
Maya è anche custode di un importante segreto e di un incontro che ha lasciato il segno nei suoi ricordi, ma soprattutto nel suo cuore.
Rowena, dopo un lungo viaggio e prove estenuanti a livello fisico e psicologico, trova in lei un vero rifugio. Finalmente può confrontarsi con una donna ed avere l'appoggio di qualcuno che la capisce.

Queste sono le due protagoniste di oggi, spero vi abbiano incuriosito e vi abbiano ispirato un po' di simpatia.

Sinceramente, a presto.

mercoledì 23 luglio 2014

Un anno di Heloth

Ci siamo signore e signori! È già passato un anno da quando ho pubblicato "Heloth tra il Cielo e la Terra"! Un anno dalla decisione di prendere il mio bambino e darlo in pasto al web...
Non sono qui per tirare le somme, o per fare bilanci di questi dodici mesi. Sono qui solo per ricordare, con un po' di emozione e nostalgia quei momenti; a voi non ve ne fregherà niente, ma a me sì. Nessuno può immaginare  quante incertezze prima di decidere quale fosse il passo più giusto da fare. Perché auto pubblicarsi è un po' ghettizzarsi. Dai, diciamo la verità, ora lo posso fare anch'io: siamo guardati storto dagli intellettuali, da chi ha la sua bella casina editrice e da chi si proclama lettore accanito, quando poi apre solo quei due- tre generi dei soliti due- tre autori.
Ma non sono qui per parlare di questo.
Voglio ricordare con voi l'estate scorsa, passata quasi interamente al caldo torrido di Firenze, lontano da mia figlia, a chiedermi se fossi una brava mamma, o una cretina, che lasciava una bambina di due anni con i nonni per fare l'editing di un romanzo che probabilmente non avrebbe mai letto nessuno. Vorrei che provaste ad immaginare le mie notti davanti al computer, su quella sedia che diventava ogni ora più scomoda, trasformandosi in uno strumento di tortura; le zanzare che mi assillavano, mentre io mi scervellavo con quel programma per trasformare un file doc in un file mobi. Sembrano cazzate, ma ho creduto di impazzire, di diventare isterica, di non farcela ad un passo dalla fine. C'era sempre un problema, un ostacolo che mi faceva dire "via, basta, non si può fare". E la mattina dopo si risolveva tutto e potevo smettere di frignare e andare avanti.
E chi te l'ha fatto fare, direte voi? Nessuno, se non la passione per quello che ho fatto e che faccio. Non è un lavoro, né probabilmente qualcosa che andrà oltre questa stanza, o quel social network. È quello che provo io quando scrivo che conta. Ciò che mi dà il comunicare con la scrittura, a me che non riesco a mettere insieme un periodo a voce, che mi emoziono e tiro fuori un sacco di stronzate e sembro deficiente, già solo se devo presentarmi; che vado in crisi al solo pensiero di più di due facce che mi guardano mentre parlo.
È com mi sento quando scrivo che dà sapore e fa sopportare la fatica, il sonno, la noia, il blocco ...
"Sono elettricità" diceva Billy Elliot. Per me è lo stesso quando mi perdo nelle mie storie e nei miei mondi... e tutto sommato, non credo di essere egoista, o infantile. Perciò ecco, sono felice di aver condiviso con voi la storia di Rowena, il mondo di Heloth, tutta questa mia piccola storia. E soddisfatta delle decisioni prese; oltretutto mi ritengo fortunata, perché le cose sono andate oltre le mie aspettative. Ho dato, ma ho anche ricevuto e ho imparato tanto.
Per questo vado avanti, senza fretta. Le cose buone e belle vanno godute. Io mi accomodo, se volete seguirmi...

venerdì 7 febbraio 2014

Il mio regalo di compleanno

Salve a tutti, frequentatori del blog e non!
Il post che vado a scrivere oggi per me è molto, molto importante. E un post importante non può che essere postato in un giorno importante.
Vabbé, non amo particolarmente le auto celebrazioni, specialmente dopo i trent'anni. Mi fanno proprio tristezza ad essere sincera. Ma insomma, oggi è il mio compleanno e -evitando di soffermarmi su quanti anni compio, che non riesco nemmeno a dirlo, cioè, proprio non articolo le parole- invece di aspettarmi regali e auguri, vi faccio io un bel regalo!

Che c'entra... i regali me li aspetto, eccome! Stessa cosa per gli auguri, che quelli non costano niente. :D

Parlando di cose serie, oggi svelerò le primissime anticipazioni sul nuovo libro che sto scrivendo, che mi sta prendendo davvero tanto, coinvolgendomi e facendomi prendere atto di due cose molto importanti:
1- Scrivere non è una cotta, ma un vero e proprio amore maturo, perché ne sento il bisogno ogni giorno di più.
2- Il mio stile si sta modificando. Sono molto più soddisfatta di come la narrazione adesso appare  fluida e corretta, rispetto all'inizio e anche di come riesco a sviluppare la trama. Ovviamente questa è solo un'opinione personale. Tuttavia, anche questo è un tipo di allenamento e io continuo a mettercela tutta affinché possa migliorare ancora e ancora.

E prima di iniziare, voglio spendere anche due righe per tutti quelli che hanno letto “Heloth tra il cielo e la terra”, o che lo stanno leggendo, che si sono affezionati ai protagonisti, che mi hanno dato consigli, o incoraggiato; alle blogger che si sono rese disponibili a leggerlo (grazie per la vostra opportunità!) e, perché no, anche a quelli che prima hanno lanciato il sasso e poi hanno ritirato la mano (senza sapere niente né di me, né del romanzo!): siti importanti, nati per aiutare creativi emergenti, con cui ho scambiato varie email e poi sono spariti; fantomatici blogger che mi hanno contattato per un'intervista e poi si sono dissolti nell'etere... sappiate che un no è molto più professionale e serio di un silenzio e quelli come voi me li scrollo di dosso come la forfora dal cappotto. Andando avanti.

Torniamo a Heloth.
Forse l'avevo già specificato, forse a qualcuno era sfuggito... il mio secondo romanzo è il seguito di “Heloth tra il cielo e la terra” e, a Dio piacendo, ne seguiranno altri due, tutti auto conclusivi.
Bene, diamo il via alle danze, o meglio, agli spoiler?



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Il titolo di questo romanzo sarà
L'Erede






Di seguito un breve riassunto della trama e un piccolo assaggio. Ma prima vi raccomando ancora, occhio, occhio, occhio, che gli spoiler abbondano. Leggetelo solo se avete letto Heloth tra il cielo e la terra. Grazie! ;)

“Rowena e Darion iniziano una nuova vita nel regno di Simor. Darion è diventato re, le difficoltà sembrano finalmente superate. Ma la gente sussurra, chiacchiera. La presenza di quella ragazza così vicino al re è molto strana. Nessuno vede Rowena di buon occhio.
L'inverno si presenta con largo anticipo, gelido e oscuro, quasi innaturale e insieme ad esso giungono al castello un messaggio importante da Heloth e il nuovo consigliere personale del re, che sembra nascondere qualcosa di più, dietro il suo atteggiamento spavaldo e invadente.
Strani episodi si moltiplicano, sempre più frequenti e inquietanti, finché Rowena, esasperata, non decide di tornare nel suo piccolo villaggio sulle montagne per ritrovare un po' di serenità.
Darion, dopo aver perso sia Rowena che la sua credibilità come sovrano, cade nello sconforto, rendendosi conto che la sua paura più grande non è un semplice timore, ma realtà.
La minaccia per l'Eletto, questa volta, sembra arrivare proprio da chi gli è stato più vicino, ma non solo: un nuovo pericolo è in agguato, molto lontano dai confini di Heloth. Nessuno se n'è accorto, ma a risvegliarsi non è stata solo la Città Leggendaria...”

E poi un piccolo assaggino, scelto da me, per voi.

-L'ambiente era in penombra, illuminato da quattro torce appese al muro. Una stanza lunga e stretta con il soffitto alto. Una parete era composta da quattro grossi archi, oltre i quali si intravedeva appena uno spazio interamente occupato da lunghe mensole, piene di vasi di ogni misura.
«La serra» disse Darion. Nel suo tono di voce c'era emozione e orgoglio.
«Questa non è una serra, Darion!» esclamò Rowena divertita. «Dove sono l'aria e la luce necessarie alle piante?» Il suo sguardo cadde su un tavolo appoggiato al muro e sull'armadietto lì accanto, sui piccoli attrezzi perfettamente ordinati, sul mortaio e sulle di boccette di vetro, uguali a quella che le aveva dato il padre di Darion mesi prima. Il ricordo la fece rabbrividire, il pensiero che quell'uomo inquietante fosse passato di lì le provocò una fitta di paura. Rowena distolse lo sguardo, cercando di evitare che Darion si accorgesse del suo stato d'animo.
«Questa non è una serra qualunque. Questa è la mia serra, un posto speciale» rispose il giovane re.
Rowena si tolse il mantello e lo poggiò su una sedia, poi si diresse verso gli archi, seguita da Darion. Non era facile rendersi conto di cosa ci fosse esattamente lì dentro, a causa della poca luce, ma qualcosa in fondo alla stanza, dietro l'ultimo arco, attirò ben presto l'attenzione della ragazza.
«Ero sicuro che saresti andata subito laggiù» rise Darion tra sé.

Con questo ho finito, per oggi. Ora vado ad indagare se qualcuno mi ha comprato la torta al limone, la mia preferita...
Ciauuu!



venerdì 17 gennaio 2014

Heloth Tra il Cielo e la Terra- La Playlist

Di nuovo ciao!!

Questo è un post al quale penso da molto tempo... Ed è andata a finire che a forza di pensarci, mi sono totalmente dimenticata di scrivere! Vabbé chi mi conosce sa quanto la mia testa sia tra le nuvole e la mia memoria tenda a far cilecca. ;P
Chi mi conosce sa anche quanto sia importante per me la musica. Non solo come medicina per cuore e mente, ma anche come benzina per andare avanti nelle varie attività della giornata; la musica non poteva quindi non essere parte integrante anche di questa mia grande passione che è la scrittura! O meglio, lo è stata nei momenti creativi, cioè quando, spento il computer (o posata la penna, fate vobis), immaginavo i vari episodi della storia. E vi assicuro che questa storia non avrebbe mai preso corpo senza una colonna sonora!
Premetto una cosa, prima di darvi i titoli: questa playlist non è molto lunga perché molti pezzi sono di musica strumentale. Alcuni di questi li metterò, altri fanno parte del lato segreto di questa storia, sono quelli che hanno scaturito immagini che solo io posso vedere e che quindi fanno parte solo di me e della mia immaginazione.
Bene, non voglio perdermi in chiacchiere, passo subito ad elencarvi le canzoni, buon ascolto e buona lettura!

*UnLungo Tratto di Strada- Antonella Ruggiero
Queste due canzoni sono entrambi pezzi riassuntivi, che non riguardano un solo episodio, ma più una visione globale della storia e dei personaggi. La seconda non la conoscevo, la trovai per caso in una playlist di mio marito e quando la ascoltai (per curiosità) la prima volta, rimasi un po' sorpresa: è perfetta, sembra quasi scritta apposta per questa storia!! Mi piace la semplicità del testo, la luce e il bianco li ho associati proprio all'immagine di Heloth, la notte ai nemici, il ritornello mi fa venire in mente come si intrecciano le vite dei personaggi, tutti, e il sottofondo del violino che l'accompagna lo adoro: fate conto che quello è uno dei temi principali che ogni tanto ritornano.

*Bookof Days- Enya
Questa è una delle canzoni di Enya che preferisco. All'inizio non l'avevo inserita, poi ho cambiato idea, perché mi sembrava proprio una “presentazione” dei tre personaggi principali; sono tre strofe, una per ognuno di loro. Prima Derek, poi Darion, infine Rowena.

*Hope- Yiruma
Questo è uno dei temi strumentali che ho deciso di inserire. Mi ha ispirato per descrivere la parte di Meical e tutti i momenti più “sereni” all'inizio del viaggio.

*LoveMe- Yiruma
Un altro pezzo strumentale, un motivo stupendo. Questo tema è per Darion, visto con gli occhi di Rowena.

*At your side- the Corrs
Con questa canzone ho immaginato il trascorrere dei giorni e i legami che si instaurano tra i tre protagonisti.

*Wingsto Fly- Susan Boyle
Questo è uno dei temi della seconda parte. In particolare riguarda Rowena, ma soprattutto Hander, quando ritrova un po' di serenità e si avvia verso la sua crescita personale.

Questo pezzo è tremendo e bellissimo. Ne esistono varie versioni: io ce l'ho cantata da Antonella Ruggiero, ma è altrettanto bella quella che vi ho messo nel link. Si adatta perfettamente al capitolo “La Notte più Nera” e a ciò che succede durante un episodio in particolare (che poi è una delle mie parti preferite!) e al capitolo “Nell'Oscurità”, poco prima della resa dei conti...

*Rain and tears- Demis Roussos
Il seguito di quella di prima. Sempre capitolo “La Notte più Nera”, sempre lo stesso episodio.
(Demis Roussos mi ricorda troppo la mia infanzia! :*)

*Count on me- Whitney Houston
I Guardiani, in tutto il loro splendore.

*Stardust- Mika (versione con Chiara)
Questa parte alla fine del penultimo capitolo, prima dell'epilogo, subito dopo l'ultima battuta. Troppo facile sarebbe dirvi perché. ;P


Meical

Ciao a tutti e ben ritrovati!
Colgo l'occasione per farvi gli auguri di buon anno, in ritardo... ho staccato un po' con la scrittura durante le vacanze, per dedicarmi solo a casa e famiglia e non mi è stato possibile farveli prima.
Spero che per voi il 2013 si sia concluso bene e che l'anno nuovo sia iniziato nel migliore dei modi.
Il mio è iniziato, come sempre, con tanti buoni propositi- che non starò qui ad elencare- e speranze, tra cui trovare nuovi lettori e sostenitori e l'altra, non da meno, di finire e pubblicare il mio secondo romanzo, che è il seguito di Heloth e del quale presto (esattamente il giorno del mio compleanno) vi darò qualche notizia in più.
Bene, ma non perdiamoci in chiacchiere, andiamo ad introdurre un nuovo personaggio!!

Il personaggio di Meical può sembrare secondario, vista la durata della sua presenza nella storia, invece io lo annovero tra i protagonisti, dato che è colui che da inizio all'avventura di Rowena, nel bene e nel male.
Non ci sono segreti: la parte che riguarda Meical è breve, ma se Rowena comincia a credere alla leggenda di Heloth è solo grazie a lui.
Meical mi fa un po' pena perché è un ragazzo buono e sfortunato, che si fa i fatti suoi, ma si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ho pensato molto al suo destino e alla fine ho deciso, con un po' di dispiacere, che doveva “uscire di scena”.
Meical è un ragazzo senza una dimora fissa, probabilmente anche lui orfano, cresciuto chissà come, chissà da chi; viaggia di regno in regno, portando con sé una grossa matassa di nastri colorati che vende nei mercati e nelle fiere dei paesi che visita. Ed è proprio nella piazza del suo villaggio infatti, che Rowena lo incontra per la prima volta.
Capelli scuri, in disordine, profondi occhi azzurri, abbigliamento sciatto. Meical ha la parlantina tipica del venditore e la scaltrezza di chi ha sempre dovuto contare solo sulle proprie forze, benché sotto sotto sia anche un ingenuo, a tratti un po' troppo infantile nel modo di comportarsi e di esprimersi. Non dice da dove viene, ma qualche volta lascia intendere quanto sia stata difficile la sua esistenza.
Nonostante questo, Meical è un entusiasta. Rowena rimane da subito affascinata dal suo spirito gioioso e dalla sua semplicità; è proprio lui, con il suo modo di fare che la “sradica” letteralmente dalla vita di tutti i giorni, quando le dice di desiderare qualcosa di più per se stesso.
Meical confessa a Rowena di aver visto la Città Leggendaria. Si convince che quello è stato un segno, che l'ha portato a trovare qualcuno disposto a credergli, ma anche che gli farà trovare l'Eletto. Meical infatti è fermamente convinto sia dell'esistenza di quest'ultimo, sia del fatto che vada trovato, a differenza di Derek, che senza ammetterlo apertamente, sostiene che chiunque può essere degno di governare Heloth. Meglio se questo qualcuno ha un titolo e tanto fascino e coraggio, proprio come lui.
Rowena ascolta ciò che Meical le racconta, non lo comprende del tutto, ma comincia ad affezionarsi a lui e nello stesso tempo si rende conto che forse, anche lei merita una vita che vada oltre le mansioni nella casa per gli orfani. E l'ipotesi di un'avventura non sembra più così assurda e pericolosa...

Con questo vi saluto, statemi bene e contattatemi, se e quando volete.

Buon fine settimana!

martedì 19 novembre 2013

Darion


Salve amicicci e lettori vari!
Rullo di tamburi, cuoricini e coriandoli!
Finalmente ci siamo!!! E' arrivato il momento di presentare il terzo protagonista di Heloth tra il cielo e la terra!
Il titolo del post è eloquente: un personaggio talmente complesso che il solo nome basta per introdurlo.
Se mi ha entusiasmato parlarvi di Derek, non so cosa succederà questa volta, ma una cosa è certa: sto per parlarvi del mio personaggio preferito e non lo nego. Anche la mamma ha i suoi figli prediletti. Lo stesso vale per chi scrive. Sì, questa volta sono assolutamente di parte.
Perché tutto questo preambolo isterico? Perché Darion è asdlkjfhggvnrfdkthgrukgvbghg. Passionale, tormentato, severo e assolutamente dark, come piace a me.

Descrivere il personaggio di Darion all'interno della storia è stata una sfida, entusiasmante e complicata allo stesso tempo. Mi sono subito innamorata di lui, di come reagisce agli eventi della storia, come si pone rispetto agli altri protagonisti. Col tempo ho scoperto che avrei potuto scrivere pagine e pagine su di lui, davvero. Avrei potuto scrivere un intero libro con solo lui come protagonista! Ma non ho intenzione di tediarvi fino a questo punto, tranquilli, mi limito a questo post, sperando che non risulti troppo lungo.
Quando ho ideato questa storia sapevo già che avrebbero dovuto esserci due protagonisti maschili, legati da qualcosa di forte, parentela, o una grande amicizia e che avrebbero cominciato il “viaggio” insieme. Ma se Derek è uscito così come lo trovate nel romanzo quasi subito, Darion ha avuto una gestazione molto più lunga... parlo di anni, per essere precisi; all'inizio si chiamava Jon, era molto più grande di Derek (dai trent'anni in su) e non era assolutamente né bello, né affascinante, ma basso, decisamente in carne e anche un po' imbranato. Doveva anche avere un “problema di salute”, qualcosa che lo avrebbe reso debole e vulnerabile per buona parte della storia.
Questo Jon inoltre, non sarebbe stato parente di Derek, forse amico, o servo, o scudiero. Ma un rapporto del genere, riflettendoci, avrebbe fatto molto Frodo- Sam e anche un po' Shea- Flick, per chi conosce la saga di Shannara (e già questi sono una scopiazzatura dei primi due, eh!) e allora ho cancellato tutto e sono ripartita da capo.
Derek e Jon sono diventati cugini, meno che fratelli, più che semplici amici; Jon è diventato Darion, che suona meglio insieme a Derek, è più regale e più fantasy (sono fissata con questa parola?), a mio avviso. E a questo punto mi sono detta: ok, stiamo parlando di un personaggio molto importante della storia. Parte in sordina, ma poi si prenderà molte delle scene importanti. Perché deve essere maturo, grassoccio e imbranato? PERCHE'? Perché è il cuore che conta? …Sì, d'accordo, ma anche l'occhio voleva disperatamente la sua parte e così, Darion è diventato giovane, alto, affascinante, con movenze feline e fisico da ballerino. :) E' scomparso anche il problema di salute, o meglio, si è trasformato in qualcosa di più interessante che spero vi piacerà e vi farà tremare per la sorte di questo personaggio... non posso aggiungere altro.
Dunque, Darion è il cugino di Derek. E' il figlio della sorella del re e del suo consigliere personale, un uomo molto particolare e malvagio, che ad un certo punto è stato cacciato dal castello ed è scomparso abbandonando il figlio di pochi anni.
Darion cresce così con il cugino e lo zio, educato come un principe poiché terzo in linea di successione al trono, ma portandosi sempre dietro l'onta dei crimini commessi da suo padre, oltre al problema della fortissima somiglianza con quest'ultimo, motivo per il quale non solo tutti lo evitano e lo guardano con diffidenza, ma ad un certo punto cominciano a sussurrare che porta pure sfiga!
Darion ha ventotto anni e un look sopra le righe: capelli neri, legati in una piccola coda, occhi neri; sguardo tagliente che scruta nell'anima; lineamenti marcati nel volto magro e pallido. E' il personaggio “bello e dannato” della storia, quello malinconico e triste che all'inizio mette in soggezione, ma che finisce per suscitare in noi una buona dose di tenerezza.
Veste completamente di nero, quasi fosse in perenne lutto per se stesso, per la spensieratezza e la voglia di vivere che lui, a differenza del cugino, non ha mai conosciuto.
Eppure non sono solo queste caratteristiche fisiche che colpiscono di lui. La forza di Darion sta nella mente. Abituato a stare da solo, trova spesso rifugio nella lettura e nello studio, prediligendo le materie di carattere scientifico, come la medicina e l'astronomia.
Ha anche una strana passione, che in questo primo romanzo viene solo accennata: coltivare piante rare, che custodisce in una “particolare” serra del castello.
Arguto, sveglio, intelligente, Darion è certamente un tipo con i piedi per terra. Lui deve sempre trovare una spiegazione logica per tutto e anche se non lo dice apertamente,  è scettico riguardo alla leggenda di Heloth.
Non si capisce chiaramente cosa pensa, ma la necessità di proteggere il cugino, di stargli accanto sempre e comunque (oltre al fatto che lui stesso vuole allontanarsi dal regno e dalla sua gente per respirare un'aria nuova), gli fanno prendere la decisione di mettersi in viaggio con lui, verso l'ignoto.
E come lo è nell'aspetto, Darion è cupo anche nel carattere; parla poco, preferisce comunicare con gli occhi. Nel suo viso difficilmente passa l'ombra di un'emozione, anche quando la sua anima è in preda al tumulto. Di rado esprime la sua opinione; se provocato, sbotta (o esplode, proprio!). A volte senza controllarsi. Ha reazioni brusche, comportamenti strani da persona acida e cinica (commento di un lettore: questo Darion è insopportabile!), ma che sono tutto il contrario di ciò che prova davvero. Pochissime volte avrete il piacere di leggere un episodio nel quale si lascia andare alla spensieratezza, perché quando lo fa diventa praticamente perfetto... ed è meglio che rimanga chiuso dentro al libro!
Non ha un talento particolare nel combattimento, se non quello di battere l'avversario con l'astuzia e l'agilità felina che gli permette il suo fisico sinuoso. Tuttavia ha pensieri e paure ben più grandi di un nemico con la spada...
Il viaggio alla ricerca di Heloth trasformerà Darion, sotto molti punti di vista, ma io credo che nessuno capirà mai se sta dalla parte del bene o del male, cosa pensa, cosa vuole davvero...
Una cosa è certa: questo personaggio mi piace molto e per questo mi è venuto naturale strapazzarlo più del dovuto. Ve lo assicuro: gliene capiteranno di tutte, nel bene e nel male.
E infine, Darion è anche colui che da un tocco veramente fantasy e magico alla storia. Non è l'unico, ma la parte che lo riguarda, per me è più interessante delle altre.
*piccola parentesi*
A proposito di questo, c'è un segreto nascosto intorno al suo personaggio. Un particolare importante che gli altri e soprattutto Rowena devono cercare di scoprire.
Ho dato degli indizi durante il racconto, vediamo chi è più bravo della mia protagonista!
Comunque se non ci riuscite non vi preoccupate, alla fine il mistero sarà svelato lo stesso.
*chiusa parentesi*
Credo sia tutto... o una buona parte.

Buona lettura del romanzo e al prossimo post!

lunedì 4 novembre 2013

Il legame tra Derek e Rowena


Sorpresa! Sorpresa!
Oggi mi sento particolarmente buona e ispirata, perciò al post precedente aggiungo anche quest'altro post speciale allo stesso prezzo! :P :P

Abbiamo parlato di Rowena, abbiamo conosciuto meglio Derek. Ora vediamo quale rapporto c'è tra questi due protagonisti. Sempre cercando di evitare gli spoiler...
Come normalmente accade anche nella realtà, il rapporto tra due persone cambia a seconda del tempo che questi passano insieme, degli eventi della vita e dei rispettivi caratteri.
Rowena e Derek si incontrano per caso e per motivi diversi saranno subito attratti l'uno dall'altra. Lui è dapprima incuriosito da quella ragazza che per la prima volta si mostra diffidente nei suoi confronti, in seguito, a causa di un episodio ben preciso, non potrà più separarsi da lei, fino a chiamarla piccolo portafortuna.
Lei viene scoperta nell'atto di compiere un'azione tipica della persona impulsiva che è. Le basta uno sguardo a quel ragazzo “vestito molto bene” e subito si maledice di trovarsi lì con lui, a causa dell'imbarazzo che le provoca la sua bellezza. Rowena infatti, definisce Derek “sfacciatamente attraente” e per molte pagine cercherà di cadere felicemente tra le sue braccia.
Non posso dirvi come andrà a finire la loro parentesi, ma posso assicurarvi che i due sono entrambi caratteri forti e che si scontreranno molte volte, volendo far prevalere entrambi le loro idee, l'uno a scapito dell'altra. E come spesso accade tra due anime così passionali, la complicità che si instaurerà sarà fortissima! Prometto che entrambi vi regaleranno tante emozioni e anche qualche lacrima... curiosi???


Buona lettura e buona serata!

Derek, la mia idea di principe azzurro e il problema delle sette pagine...

“Era quel tipo di persona a cui la bocca era stata fatta apposta per sorridere. E quando sorrideva ci sapeva proprio fare.”
[Ligabue- La neve se ne frega]
Mi sono imbattuta in questa citazione per caso, navigando sul web e non ho avuto dubbi, ho pensato subito a lui, il personaggio che introdurrò oggi.

Prima di tutto, buona sera e buon lunedì! Aggiungerei anche ben ritrovati... siete pronti a conoscere un nuovo personaggio di Heloth Tra il Cielo e la Terra? Via!!

Oggi introdurrò Derek, ovvero il personaggio che prevedo, sarà causa di tutti gli accidenti e colpi vari che mi arriveranno, da qui alla fine dei miei giorni.
Perché? Non posso spoilerare niente. Andatevi a leggere il romanzo! :)
Nel frattempo io ve ne parlo qui sul blog e vi stuzzico un po'.
Bene, come dico sempre, la mia storia è principalmente una favola e in tutte le favole che si rispettino c'è sempre un “principe azzurro”. Bello, onesto, leale e coraggioso.
Questo è Derek. Ventitré anni, figlio del re di un piccolo regno ad ovest dell'isola di Heloth, Simor, un posto tranquillo e pacifico, conosciuto più che altro per le sue tante varietà di fiori e piante rare.
Derek è il classico maschio primogenito, benestante e un po' viziato che non si fa mancare niente. Sa di essere bello e sa che può avere tutto e subito.
Capelli biondi come l'oro, occhi verdi, fisico robusto, muscoli bene in vista e un sorriso che mette in difficoltà. E' questo che conosciamo subito di lui.
Se dovessi inserirlo in un contesto attuale, Derek sarebbe il classico ragazzo che va sempre in giro, ben vestito, che ha un sacco di amici e cambia ragazza ogni sera. Se dovessi paragonarlo ad un personaggio famoso, mi viene naturale pensare a Francesco d'Assisi, prima che diventasse il santo che tutti conoscono, quando cantava la gioia e l'amore per la vita e viveva per il suo sogno di diventare un cavaliere (paragone non voluto, uscito così inconsciamente, visto, probabilmente, il particolare legame che ho con il famoso santo e con la sua storia).
Egoista e narciso, pochi valori, molta superficialità e un solo sogno, quello di trovare Heloth e diventarne il sovrano assoluto. A Derek importa poco del suo regno, nel quale si sente “intrappolato”. Non ci pensa nemmeno a diventare il legittimo erede al trono. Lui vuole solo la gloria, essere grande, acclamato, conosciuto da tutti. E il suo temperamento impulsivo lo porta a continui litigi con suo padre, che alla sua età, lo vorrebbe più maturo e responsabile.
No, tranquilli, so che state già pensando a Derek come un personaggio negativo e certamente antipatico. Non è così. Derek è coinvolgente, molto simpatico, ironico, ruffiano e se si impegna, anche dolce. Vi garantisco che non riuscirete a non affezionarvi a lui!
E se tutto ciò non vi basta, sappiate che con l'evolversi della storia verranno fuori altre caratteristiche che ve lo faranno amare ancora di più.
Forte nel combattimento, capace di affrontare mostri e demoni, ma fragile di fronte al buio, o all'autorità di suo padre; ostinato nel portare avanti la sua missione, anche a scapito della vita degli altri e subito dopo capace di gesti da vero eroe.

Lo so, ora vi starete chiedendo come può un vero principe azzurro avere tutti questi difetti e queste mancanze. Ho voluto scimmiottare il classico personaggio, ho provato ad inventare qualcuno che rompesse gli schemi, che non fosse il solito stereotipo un po' banale e forse anche noioso. Anche per far capire che non occorre essere perfetti per andare lontano, basta credere fino in fondo in ciò che si fa. E poi diciamo la verità: un eroe con qualche debolezza è ancora più interessante!!
Quindi, Derek è stato un personaggio abbastanza facile da creare, piacevole da sviluppare all'interno del romanzo. E' stato uno tra i primi nati, sapevo già come si sarebbe evoluto rispetto alla storia. E come è stato facile plasmarlo nell'aspetto e nel carattere, è stato altrettanto facile affezionarsi a lui; ciò non è scontato, perché la maggior parte degli altri personaggi nutre sentimenti positivi per lui e così anch'io sono stata rapita e coinvolta da questo ragazzo, fin quasi a desiderare di potermi trovare davvero in sua compagnia. E proprio a causa di questo essermi affezionata parecchio a lui, andando avanti con la scrittura del romanzo, è diventato sempre più complicato descrivere le parti che lo riguardavano. Mi ricordo un pomeriggio in particolare, passato a scrivere in piedi, tanto ero in difficoltà, perché tutto ciò che descrivevo sembrava banale per uno come lui e no... non dico altro. Quel giorno ho avuto il dilemma delle sette pagine. Sette pagine sono poche, sappiate solo questo.

Leggendo Heloth Tra il Cielo e la Terra conoscerete un ragazzo, con le caratteristiche positive e negative tipiche della sua età e del suo particolare carattere, che ad un certo punto sarà plasmato dalla vita, preso per la camicia dal destino, scosso e trasformato in un uomo, finché non si renderà conto che, con un po' di sacrifici e fatica, si può diventare più grandi di ciò che si crede.


Buona lettura e al prossimo personaggio!

venerdì 2 agosto 2013

La storia della Storia


Come già saprete, da alcuni giorni ho pubblicato il mio primo libro (la prima parte) e ora è arrivato il momento di un post che desideravo scrivere da tanto tempo: questa volta vi parlerò più nel dettaglio di come è nata la storia; in seguito scriverò anche dei singoli post dedicati solo ai personaggi. Il tutto, cercando sempre di non spoilerare troppo qua e là. Siete avvisati!!

L'idea per "Heloth tra il cielo e la terra" l'ho avuta molti anni fa. Una vita fa, se ci penso. Era l'estate del 1997, avevo appena 16 anni e come un'adolescente che si rispetti, mi perdevo in sogni e fantasie, del tutto normali per l'età...

In realtà non stavo pensando affatto ad inventare una storia, quel giorno. Tantomeno scriverla. Tutto è cominciato per caso, durante le vacanze estive, osservando un panorama in particolare e perdendomi nella bellezza e nelle caratteristiche di quest'ultimo. Mi piaceva osservare quel posto (il suo nome resterà un segreto!) nei vari momenti della giornata e come cambiava nei colori, con la luce del sole. Da qui è nata subito l'idea della "città che appare e scompare". 

Questo pensiero è rimasto sopito alcuni anni, ripresentandosi solo tutte le volte che rivedevo con i miei occhi quel preciso luogo. Nel frattempo ho scritto un altro libro, ma questa storia, se avete seguito il blog, la sapete già (non la sapete? Andate a leggervi i post precedenti!). Finché un giorno, non mi sono trovata davanti una faccia di un'ispirazione unica. Ho trovato uno dei miei personaggi. Uno importante, che però conoscerete nella seconda parte, quindi non posso rivelarvi molto, per ora. Sta di fatto che era un ragazzo, una persona di cui non ho mai saputo il nome, né l'età, né altro. Non ci siamo mai rivolti parola, né scambiati uno sguardo, ma era lui, era il MIO personaggio ed era perfetto!!! E' stato divertente descriverlo, non sono nelle caratteristiche fisiche, ma anche nelle movenze e negli atteggiamenti.
Gli eventi hanno cominciato a mettersi in moto. Non ho mai buttato giù niente di scritto, mi tenevo tutto in testa. Qualche volta ci pensavo, qualche volta la abbandonavo del tutto. Piano piano hanno cominciato a delinearsi le figure e le personalità degli altri protagonisti; venivano fuori degli episodi e la storia prendeva corpo. Ma continuavo a non prendere appunti, a non farne parola. Cominciavo a tenerci troppo e la delusione avuta dalla prima storia non poteva ripetersi, perché ciò che avevo in mente era un bel progetto, lungo e importante.

Tutto questo fino al 2005. Con l'aiuto dell'immaginazione ho ideato 3/4 della storia, Dedicandoci tempo, specialmente di notte, come soluzione contro l'insonnia...! Poi sono sopraggiunti i dialoghi, uno dopo l'altro, ma la paura di scrivere dieci pagine e buttare tutto c'era ancora. Non so nemmeno io come ho fatto a tenere a mente tutto per così tanto tempo!
Arriviamo al 2009: il materiale era davvero tantissimo, ormai i personaggi quasi protestavano per prendere vita e io ancora non mi decidevo. Siccome a Giugno dovevo sposarmi, mi sono data un limite. Mi sono detta "Ok. Mi dedico al matrimonio, poi comincio a scrivere". E così è stato. 
Non vi dico che liberazione! Un po' come andare in bagno dopo molto tempo...!!! :) Mi ricordo ancora la paura e l'eccitazione, quando ho rinnovato un microscopico blocchetto per gli appunti e ho iniziato a buttare giù la lista dei personaggi!!
Ad Agosto dello stesso anno ho scritto il prologo, quasi tutto in una volta. Me lo ricordo ancora: ero all'ombra dell'Abbazia di San Galgano...

Per 4 anni, questa storia mi ha tenuto compagnia. A volte è stato difficile scrivere, non sempre ci sono state le condizioni adatte. Altre volte è stato divertente, spesso emozionante. Il solo pensiero di mettermi tranquilla e aprire il quaderno, mi dava le stesse emozioni di un primo appuntamento, non so se mi spiego. 
A Natale dell'anno scorso, dopo aver riempito 6 quaderni, ho scritto la parola fine. Poi è venuto il momento di battere tutto al computer, correggere, revisionare, dare un po' più di spessore a qualche personaggio (ho fatto del mio meglio, almeno).
Mi ci è voluto tanto a scrivere il mio romanzo, è vero... forse qualche volta ho giocato un po' troppo a Mahjong, invece di dare tempo alla scrittura; considerate anche che in questo periodo sono diventata mamma, ed è difficile immaginare la fatica di far coincidere tutto e trovare momenti (di silenzio assoluto) solo per me e per la mia storia.
Ma una cosa dopo questa esperienza l'ho capita: scrivere mi piace. Che mi riesca poco, o tanto, che lo faccia bene, o male, non posso farne a meno. E se qualche volta mi sono commossa rileggendo alcuni capitoli, spero non sia stata solo una depressione post partum ritardataria... mi auguro di essere riuscita a trasmettere qualcosa! Questo, certo, dovrete dirmelo voi!!

Buon weekend, al prossimo post!













domenica 28 luglio 2013

Annunciazione! Annunciazione! Libro e qualche altra postilla...


Bene, sappiate che non è tanto facile scrivere questo post.
L'emozione è a mille e un sacco di dubbi e di paure mi assillano.
MA, una prima tappa molto impegnativa si è conclusa e finalmente da oggi, il mio libro
-Heloth tra il cielo e la terra-
è disponibile per tutti voi!
Sono felicissima di questo traguardo. Sono strafelice di poterne parlare. Ancora di più sono felice di poter tornare per un po' ad una vita quasi normale. Per un po'... perché il lavoro non è finito.
Prima cosa - e questa è una precisazione doverosa-  il libro è stato diviso in due. Ci ho pensato parecchio, valutando quale potesse essere la scelta migliore e alla fine ha vinto l'opzione "spaccatura". Ho pubblicato solo la prima parte NON AUTOCONCLUSIVA. E' importante che lo sappiate, perché non voglio assolutamente indispettire chi vorrà leggere la mia favola.
La decisione è stata presa per una questione di scaramanzia e di tempo.
Autopubblicarmi, rendere questa storia, che è una parte di me, disponibile al giudizio di chiunque è stata una bella sfida, perciò mi sono detta di fare un tentativo: pubblicare la prima parte e vedere come va. Naturalmente la pubblicazione della seconda parte non dipenderà assolutamente da quanti e quali giudizi pioveranno su questo lavoro, avverrà comunque e in seguito, che decida di fare delle copie cartacee o no, riunirò tutto il romanzo in un unico libro. Dividerlo in due parti, quindi, sarà solo per un periodo di tempo.
Parliamo anche del tempo. Chi di voi mi segue su Twitter sa che sono una mamma e che vivo spostandomi ogni settimana da Firenze, dove vivo, al mio paese in campagna, dove presto ci trasferiremo... ecco, a causa di tutti questi impegni (e del tempo che ho impiegato a fare l'ebook da autodidatta!), avevo paura che il mio progetto cominciasse a "puzzare"... sono 4 anni che mi ci dedico, ho finito di scriverlo l'anno scorso e ci sono persone che aspettano di leggerlo da un bel po'
Ora finalmente ci siamo!
Altre due cosine abbastanza importanti sono che:
1) conto di pubblicare la seconda parte entro un mese, quindi se dovesse piacervi, non dovrete aspettare troppo per il seguito.
2) Sto già buttando giù lo schema per il secondo libro!

L'ebook lo trovate qui, naturalmente.
Se avete delle domande, critiche (costruttive s'intende), o solo volete scrivermi, rispondo a tutti!
Contattatemi per email su ariivahine81@gmail.com
Oppure aggiungetemi su Twitter Elle_Emme81

giovedì 11 luglio 2013

La Copertina!!

.. E non sto parlando di quella di Linus.
Niente, è tardi e sono molto emozionata. Il lavoro sull'ebook sta andando avanti, più o meno bene, ma cominciamo a vederne la fine. Manca poco, gente. Manca davvero poco.
Oggi, finalmente, ho due belle novità: il titolo e la copertina.
Bene. Il titolo del mio romanzo è:

- Heloth Tra il Cielo e la Terra -

Cominciate ad immaginarvi qualcosa? No? Non importa. Della storia ne parleremo più avanti. 
Comunque questo titolo mi piace. E' venuto così, come molte parti della storia stessa. Mi piace. Mi sembra originale. Speriamo.

E poi, ecco qua, come già detto, la copertina dell'ebook:



In realtà è il mio primo ed unico tentativo, fatto peraltro con le istruzioni della pagina Kindle di Amazon. Avrei dovuto chiamarlo primo abbozzo di copertina e magari neanche farvelo vedere, ma che ci crediate o no, sono abbastanza soddisfatta e ora vi spiego perché.
Non volevo una cosa troppo caricata, troppo professionale. E' semplice, essenziale. E sinceramente, a me preme molto di più il contenuto, della copertina stessa!!
Ma c'è un'altra cosa che mi rende soddisfatta di questa. Il disegno l'ho fatto io. Pausa.
Va bene, va bene, potrebbero saltare all'occhio degli errori nella realizzazione, le pieghe della gonna, la tenda, le proporzioni... Quando ci ho provato, l'ho fatta di getto. Era una vita che non disegnavo. Quello che è uscito per me è già tanto. Ed è proprio ciò che avevo in mente. Sono contenta, tutto ciò che si vede proviene e appartiene a me.
Il disegno in sé, rappresenta una ragazza, stupita e incerta, di fronte ad una porta (sì, in realtà è una porta, non una finestra. Nel disegno se ne vede solo metà) aperta, spalancata, dalla quale filtrano luce e vento. E' una scena molto importante nella storia, diciamo una scena che si ripeterà più volte.
Attenzione! Potreste farvi delle idee, ma non è come pensate! A volte anch'io riesco a non essere banale... :)
Per oggi è tutto, spero ci risentiremo presto.
Spero per allora di avere altre grandi novità! Baci.