martedì 1 aprile 2014

Terra Ignota: il fantasy italiano non è mai stato così bello.



Buona sera a tutti cari aficionados di questo blog!
È un po' che non mi si vede da queste parti, eh? Sono stata un po' in giro per vari mondi in quest'ultimo periodo, il resto è stato, come sempre, dedicato alla vita reale, sempre a darsi da fare  affinché le cose continuino ad andare avanti così e, se possibile, anche meglio... piccole soddisfazioni personali e familiari, piccoli pezzettini del grande puzzle della mia esistenza.
La scrittura va un po' su e giù, come sulle montagne russe, ma prosegue, senza fretta.
Chi mi segue qui sul blog, o mi sopporta nel simpatico mondo di Twitter, avrà “annusato” che oggi sono qui per fare una cosa diversa dal solito. Esatto. Vi recensisco un libro, o almeno ci provo.
Non ho mai recensito un libro in vita mia, al massimo ho fatto qualche commento (il tempo è già poco per scrivere), ma questa volta merita, ve lo assicuro e siccome in questi giorni non faccio altro che leggere commenti emozionati ed entusiasti sulle ultime uscite d'oltre oceano, mi sembrerebbe giusto che si apprezzasse anche quello che c'è in Italia, che in questo caso è tanta bella roba.

VELOCE SCHEDA RIASSUNTIVA:
Titolo: Terra Ignota- il risveglio
Autore: Vanni Santoni
Formato: Cartaceo e ebook
Editore: Mondadori
Prezzo ebook: 9,99

LA STORIA:
Ailis è solo una ragazzina di dodici anni quando il suo villaggio viene attaccato e dato alle fiamme- durante una notte di festeggiamenti- da un gruppo di cavalieri sconosciuti. Lei e pochi altri si salvano per miracolo, ma la sua migliore amica, la dolce Vevisa viene fatta prigioniera e portata via.
Nella mente solo le tre lepri e il cerchio d'acciaio dello stemma dei cavalieri e il volto spietato del loro comandante, nel cuore due desideri: la vendetta su coloro che le hanno portato via tutto e ritrovare Vevisa.
Ailis parte così, spaventata, ma risoluta, verso un lungo viaggio che la condurrà (e vi condurrà) non solo a scoprire nuove terre e straordinarie città, luoghi incantati e maledetti, ma soprattutto a conoscere la vera se stessa, attraverso varie sofferenze, lotte per la sopravvivenza, nuove amicizie e amore.
Non ricordo dove ho sentito parlare la prima volta di questo romanzo, ma quando l'ho trovato in libreria ho dato un'occhiata alla trama, ho scorso alcune pagine e subito ho desiderato leggerlo; l'avevo già detto dall'inizio e, letto in una settimana confermo: questo libro più che una recensione, meriterebbe per genere, trama e stile, una dichiarazione d'amore. Merita due volte qualunque aggettivo positivo gli si voglia attribuire. Prima di tutto perché Vanni Santoni è toscano come me e ha portato il fantasy (che notoriamente è un genere su cui, qui in Italia, ci sono ancora troppi pregiudizi, sia da parte di lettori che di autori) a livelli che mai avevo letto prima.
Terra Ignota è una bella lezione di stile, per chi legge... e anche per chi scrive: semplice e complesso allo stesso tempo, curato e preciso, intelligente, mai scontato, crudo quanto basta, originale, avvincente e un po' tenero.
Si comincia subito dal prologo, che ci riporta all'archetipo della nascita del mito.  L'ho letto due volte, molto colpita. Le parole scorrono così fluide che più che leggerlo, verrebbe voglia di cantarlo! E così è stato per altri punti della storia, specialmente durante le descrizioni di alcuni combattimenti.
È un vero fantasy, con tutte le sue più belle caratteristiche e sfumature, ma ha un'anima tutta sua; non ci sono lupi mannari, vampiri, né verginelle che si innamorano di angeli caduti. Non ci sono neanche adolescenti disadattati con poteri soprannaturali e per fortuna, neanche scuole speciali per quest'ultimi, che ormai pullulano nelle librerie e a me personalmente fanno un po' tristezza.
Ailis, la protagonista, tanto verginella non è. Certo, è una bambina di dodici anni, mani piccole, lentiggini, capelli e temperamento da maschiaccio; ha una forza smisurata, è una lottatrice nata che vi stupirà. E così molti altri personaggi, ben costruiti nell'aspetto e nel carattere, personalità ben delineate... vi divertirete a scoprirli. Non mi voglio sbilanciare troppo però, per non rovinarvi la lettura.
Non meno importante la geografia, le descrizioni dei luoghi, delle città, delle battaglie, dove sembra davvero di essere lì presenti, di vedere la maestosità delle costruzioni, di percepire l'odore del sangue e di provare il dolore; e ancora l'aspetto magico, la fantasia con cui sono elencate e descritte le creature fantastiche, la scelta dei nomi, fino ad arrivare alle minuzie, i nomi delle piante, dei luoghi, le rune e tante altre piccole cose che passano veloci nella lettura di un romanzo, ma che in Terra Ignota ti rimangono in mente, tanto sono curate con abilità.
Infine, piccola osservazione sull'infinità di omaggi nascosti minuziosamente e con talento qua e là nel romanzo. Vanni Santoni ha nominato qualcuno nella nota finale, il mio pensiero è caduto su autori famosi e personalità del passato, durante la lettura. O forse chissà, è stato solo un caso, una pura sensazione soggettiva... fatto sta che anche in questo caso sono rimasta colpita in modo più che positivo.
Per concludere, che altro vi posso dire? Leggetelo, non potrà non piacervi. E a me, un po' triste e smarrita alla fine del libro e di questo post, rimangono due desideri:
*Avere la versione cartacea autografata
*Sapere quando uscirà il seguito
^_^

A presto e ovviamente buona lettura!

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