Ok, dopo essermi cimentata con le recensioni, ritorniamo nei ranghi e ricominciamo a presentare i miei cari personaggi di "Heloth tra il Cielo e la Terra". Non ne mancano molti e spero di concludere a breve, anche per soddisfare la curiosità di chi sta leggendo il romanzo.
A proposito di questo... momento di ringraziamenti: grazie, grazie, grazie a tutti voi che mi state dando una possibilità! Non solo, grazie a chi lo ha ospitato nel suo blog per una segnalazione, a chi mi fa domande e mi da consigli... e anche a chi mi critica!
A chi legge il blog e a chi è sempre gentile e disponibile con me, anche con una semplice parola. È questo che mi piace, questa è la benzina per andare avanti.
Vorrei raccontarvi tante cose, soprattutto a proposito della scrittura de L'Erede, che mi crea molte difficoltà, ma mi da anche tante soddisfazioni. Ve ne parlerò in un post a parte.
Oggi vi lascio in compagnia di Hander, un ragazzino dolcissimo!
Premetto da subito che non amo le storie (libri, film, ecc...) con protagonisti dei bambini e/o adolescenti, perché cadono quasi sempre nel melenso. Se poi a tutto questo ci aggiungiamo anche un animale, allora si che stiamo a posto!
Ma chissà, evidentemente nella vita si cambia... forse da quando sono diventata mamma sono un po' meno cinica, fatto sta che quasi senza volerlo il mio romanzo si è riempito di bambini in maniera diretta e indiretta.
Ne parlerò meglio, più avanti e nel seguito, che attualmente è in fase di scrittura. Lo farò perché i bambini saranno parte di un background importante e non mi riferisco solo ai piccoli protagonisti...
I bambini sono importanti, sono il futuro dell'umanità. Non dovrebbero soffrire, né conoscere il dolore e la sofferenza, o sentirsi indesiderati; non meno importante il fatto che i bambini qualche volta ci danno l'esempio, essendo nella loro semplicità, migliori di noi (tralasciando il loro lato "rompiscatole" che ognuno di loro possiede a vari livelli di intensità e con infinite sfumature). Per essere persone migliori, qualche volte ci dovremmo abbassare al livello dei bambini... ed anche i miei protagonisti, man mano che la storia va avanti, prenderanno atto di questo: mettere da parte l'egoismo e qualunque altro sentimento negativo, lasciarsi amare, diventare più semplici, lasciarsi condurre per proseguire il viaggio...
Ma torniamo al piccolo Hander, che se ci pensiamo bene tanto piccolo non è. Stiamo parlando infatti di un ragazzo sui quattordici- quindici anni. Entra in scena nella seconda parte del romanzo, ma in realtà la storia del personaggio stesso comincia molto tempo fa, ecco perche lui è un grande protagonista a tutti gli effetti; Hander nasce di seguito alla città di Heloth, nel senso che ho cominciato ad idearli quasi insieme. È stato un flash, un'ispirazione improvvisa. Hander non si ispira a nessuno di mia conoscenza, ma ha tutte le fattezze fisiche di un ragazzo che esiste davvero e che aveva la sua età ai tempi dei tempi, quando cominciai a concepire i primi abbozzi della storia. Questo ragazzo non l'ho mai conosciuto, né ho mai saputo come si chiamasse, o da dove venisse, ma ricordo quanto mi colpì, poiché era il primo adolescente bello che avessi mai visto! Voi mi capite, a quell'età siamo tutti orrendi... cresce il naso, cambia la voce, spuntano i brufoli... Quel ragazzo no, era perfetto. Sembrava dipinto. Ricordo anche la poca attenzione che prestava allo stuolo di ragazzine che gli stava intorno. Si faceva i fatti suoi, serio tranquillo, con quell'andatura un po' "saltellante" che mi è rimasta così impressa da diventare caratteristica principale anche del mio personaggio.
Bene, l'Hander della storia è un adolescente, ma dimostra alcuni anni in meno di quelli che ha. È minuto, un po' infantile e sembra che trattenga le emozioni , come se le evitasse, non avendo mai imparato a dominarle; vive nella foresta di Maya, dove è cresciuto, un luogo vasto a sud dell'Isola, dove sugli enormi alberi sono state costruite case e ponti, come un piccolo villaggio vero e proprio e dove abita stabilmente una nutrita comunità di bambini orfani.
Hander sembra non legare molto con gli altri, forse perché scopriremo quasi subito, è il prediletto di Maya, colei che cura e si occupa di tutti. La donna gli dimostra il suo affetto in maniera quasi morbosa, tanto che Rowena crede fin da subito si tratti del suo vero figlio.
E proprio come Maya, anche Rowena si affeziona ad Hander e lui, incuriosito dai nuovi arrivati, si dimostra gentile e volenteroso, nonostante in alcune occasioni sconvolga in po' il gruppo dei tre protagonisti.
Ognuno di loro comincia a provare ben presto un forte sentimento nei confronti del ragazzino: a Rowena piace, gli si affeziona perché le ricorda i bambini di casa sua. Vuole farlo crescere e maturare.
Darion non lo dice apertamente, ma secondo me in Hander rivede se stesso da piccolo: timido taciturno, guardato con diffidenza dalla maggior parte delle persone.
Derek fa in un certo senso il bullo con lui. È la parte che preferisco meno del principe di Simor. Sa bene quale differenza abissale ci sia tra Hander e lui e se ne approfitta senza scrupoli. Non lo sopporta e cerca di evitarlo in tutti i modi, fino a metterlo in imbarazzo, chiamandolo con il brutto nomignolo di "rospetto". In realtà, benché sia difficile da credere, Derek ha paura di Hander, in un certo senso... Comunque, alla fine neanche lui si tirerà indietro quando ci sarà bisogno di proteggerlo.
Hander è in generale un ragazzino buono e tranquillo, ma come tutti quelli della sua età è affascinato dalle armi e dalle avventure; qualche volta non riesce ad ubbidire, è un po' agitato, agisce a caso e maschera la paura con un pessimo umore.
Mi piace come reagisce al primo "strano battito del cuore", quasi se ne vergogna e come cambia repentinamente quando scopre che anche lui, il piccolo rospetto, è dotato di un grande coraggio.
Hander compirà un cammino che sarà un po' diverso da quello degli altri protagonisti. Sarà una maturazione personale, fisica e mentale e il tutto avverrà molto velocemente, quasi Hander avesse "riposato" in attesa del momento opportuno.
Questo personaggio non ha lunghi spazi nel romanzo, ma la maggior parte delle scene con lui sono rilevanti nell'andamento della storia.
*Attenzione Spoiler*
Se avete letto il mio romanzo saprete già che Hander ci sarà anche nel seguito. Ad oggi non so ancora dirvi con certezza quanto e come, ma certamente avrà più spazio e sarà notevolmente cambiato.
Così anche per questa volta è tutto, vi saluto e vi abbraccio.
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