giovedì 11 luglio 2013

La Copertina!!

.. E non sto parlando di quella di Linus.
Niente, è tardi e sono molto emozionata. Il lavoro sull'ebook sta andando avanti, più o meno bene, ma cominciamo a vederne la fine. Manca poco, gente. Manca davvero poco.
Oggi, finalmente, ho due belle novità: il titolo e la copertina.
Bene. Il titolo del mio romanzo è:

- Heloth Tra il Cielo e la Terra -

Cominciate ad immaginarvi qualcosa? No? Non importa. Della storia ne parleremo più avanti. 
Comunque questo titolo mi piace. E' venuto così, come molte parti della storia stessa. Mi piace. Mi sembra originale. Speriamo.

E poi, ecco qua, come già detto, la copertina dell'ebook:



In realtà è il mio primo ed unico tentativo, fatto peraltro con le istruzioni della pagina Kindle di Amazon. Avrei dovuto chiamarlo primo abbozzo di copertina e magari neanche farvelo vedere, ma che ci crediate o no, sono abbastanza soddisfatta e ora vi spiego perché.
Non volevo una cosa troppo caricata, troppo professionale. E' semplice, essenziale. E sinceramente, a me preme molto di più il contenuto, della copertina stessa!!
Ma c'è un'altra cosa che mi rende soddisfatta di questa. Il disegno l'ho fatto io. Pausa.
Va bene, va bene, potrebbero saltare all'occhio degli errori nella realizzazione, le pieghe della gonna, la tenda, le proporzioni... Quando ci ho provato, l'ho fatta di getto. Era una vita che non disegnavo. Quello che è uscito per me è già tanto. Ed è proprio ciò che avevo in mente. Sono contenta, tutto ciò che si vede proviene e appartiene a me.
Il disegno in sé, rappresenta una ragazza, stupita e incerta, di fronte ad una porta (sì, in realtà è una porta, non una finestra. Nel disegno se ne vede solo metà) aperta, spalancata, dalla quale filtrano luce e vento. E' una scena molto importante nella storia, diciamo una scena che si ripeterà più volte.
Attenzione! Potreste farvi delle idee, ma non è come pensate! A volte anch'io riesco a non essere banale... :)
Per oggi è tutto, spero ci risentiremo presto.
Spero per allora di avere altre grandi novità! Baci.


mercoledì 3 luglio 2013

Tutto cominciò con il misterioso Jeff Whitman...

No, non tutto, in realtà.
L'idea per il mio romanzo attuale l'ho avuta nel 1997, ma ho iniziato a scrivere solo nel 1998, un'altra favola, la prima, appunto.
Quindi facciamo un salto temporale e andiamo per ordine.
Succede che durante le vacanze di Natale mi decido a scrivere questa storia che avevo in mente da un po'; non come avevo fatto fino a quel momento, cioè disegnando la storia a fumetti. Presi un quaderno e cominciai a scrivere, a descrivere un fatto, dei personaggi, a snocciolare i loro dialoghi. E mi sentii subito bene.
Niente, la storia in sé non era niente di particolare, riflettendoci a distanza di anni. Cento pagine appena. Una storia familiare, con un risvolto inaspettato e molto fantasy, come sempre nei miei racconti; c'erano appena quattro personaggi: Liza, la protagonista diciassettenne, suo fratello maggiore e il loro tormentato padre; poi c'era Jeff Whitman, quello del titolo (stendiamo un velo pietoso sui nomi, ok? Trovare nomi è una cosa che ODIO, non ho nessuna fantasia a riguardo!), un uomo misterioso, con un bel po' di segreti.
Insomma, piano piano scopro che scrivere mi fa stare bene, non mi pesa affatto, mi diverte. Scrivo soprattutto in treno, nei tragitti scuola- casa (scrivo anche a scuola, ma questo rimanga tra noi!) e va a finire che porto a termine la storia; come un fulmine la batto al computer e -vergognandomi come una ladra- la stampo in A5 e la porto in copisteria a rilegare.
Dopo averlo fatto leggere a mia sorella, provo con qualche amica e tutte si lanciano in elogi sulla storia e lo stile. E' a questo punto che mi convinco a tentare un altro passo: inviarlo ad un concorso.
Ne trovo uno di una casa editrice abbastanza famosa che, periodicamente, seleziona opere. Lo invio e amen. Tanto non vinco. Chissà quante risate si faranno.
E invece, dopo qualche mese mi arriva una busta, una busta grande, con il simbolo della casa editrice.
Avete presente il film Billy Elliot, quando lui apre la lettera con la risposta della scuola di ballo? Ecco, è andata più o meno in quel modo. Solo che non c'era nessuno fuori dalla stanza ad aspettare e questo è stato il problema.
La lettera spiegava che il mio romanzo era stato scelto per la pubblicazione, MA -altra faccia della medaglia- dovevo contribuire alle spese della pubblicazione. In pratica, loro si tutelano per non rimetterci, è sempre così che va. Chiedevano qualcosa come 2000 euro. Potete immaginare la risposta dei miei: MWAHAHAHA!!! O qualcosa del genere... Immaginatevi una ragazza di 18 anni, con la scuola da finire, che chiede 2000 euro per pubblicare un libro. Beh, io li avrei investiti, avessi potuto, ma niente. Quella busta finì in un cassetto ed è ancora lì. La tengo come ricordo. Per fortuna non me la presi troppo, forse non ci credevo troppo neanch'io, forse non avevo il cervello per considerarlo più di un gioco.
Bene, questa è la cronaca del primo approccio al mondo della scrittura. La storia del primo treno perso.
I prossimi post saranno finalmente tutti dedicati al mio magico mondo e ai miei amatissimi personaggi, perciò seguitemi!

PS: Contattatemi pure per domande, o solo per chiacchierare un po'. Risponderò a tutti! :)


domenica 30 giugno 2013

Io e le mie storie.

Riprendo un po' di informazioni su di me che avevo usato nel profilo personale, per raccontarvi come è nato il mio approccio alla creatività, alle storie, fino ad arrivare alla scrittura.
Inventare storie ha sempre fatto parte di me. Credo di aver cominciato già prima di andare a scuola, quando mi nascondevo in camera e insieme alle mie bambole e ai miei pupazzi, accendevo il registratore e mi lanciavo in monologhi poco sensati, intervallati da lunghe pause di silenzio e interruzioni tipo "eeeeeeeeeee...", "mmmmmmh...", eccetera (a 4-5 anni che si pretende?).
Questo bisogno di svagarmi è continuato anche negli anni delle elementari. Non è mai stato necessario per me avere tanti amici intorno, mi bastavano le Barbie, le costruzioni, i pony e qualunque altro giocattolo. Il mio concetto di gioco andava oltre il vestire le bambole, preparare il thé, o mettere in fila i pupazzetti: io mi inventavo un protagonista, un cattivo e una bella avventura in mezzo e così era felice e soddisfatta!
Alle elementari ho anche scritto la mia prima raccolta di favole: un quaderno di storie a fumetti (disegnate da me). Ogni storia era lunga tre pagine e in ogni storia il protagonista era un animaletto della fattoria, o del bosco.  La maestra era entusiasta e qualche compagna un po' gelosa! :P Quel quaderno ce l'ho ancora e lo custodisco a costo della vita.
Poi c'è stato il periodo delle storie disegnate a penna, sempre sotto forma di fumetti. La maggior parte di esse si interrompeva miseramente dopo qualche mese, ma non importa. Erano comunque dei tentativi e soprattutto "valvole di sfogo". Non mi ricordo bene di cosa parlassero, ma credo fossero tutte più o meno storie di ragazzine nella loro vita di tutti i giorni. Sarà per quello, forse, che nessuna di quelle storie ha mai visto la parola fine... :/
Insomma, il bisogno di inventare storie cresce con me e si modifica negli anni, fino ad arrivare alla scoperta di quella necessità, più comunemente chiamata scrittura.
Il prossimo post sarà dedicato al mio primo romanzo e a quel treno irrimediabilmente perso...

giovedì 27 giugno 2013

Tanto per cominciare...


Salve a tutti!
Reduce da due giorni particolarmente stressanti, mi ritrovo seduta sul letto, davanti al computer, con un forte desiderio di scrivere. Invece di cedere all'abbiocco, causato dalle ipnotiche mosche che volano in cerchio sotto al lampadario (perché poi le mosche volano sempre sotto al lampadario?), ho deciso di impiegare meglio questo momento di tranquillità e scrivere il primo post del mio blog. Il primo post, cavoletti di Bruxelles! Il primo post è importante, è il biglietto da visita, è la prima impressione che si fa agli utenti del web, è la giusta nota con la quale comincia un concerto, è... vabbé, basta. Il primo post è come le righe iniziali di un libro ed è proprio di scrittura che parla questo blog.
Ma andiamo per ordine.
Carta, Penna e Cioccolato è il titolo. Tre cose di cui non posso fare a meno (il cioccolato deve essere rigorosamente fondente). Tre cose che, nel mio caso, vanno perfettamente d'accordo.
Carta e penna sono sempre con me. Benché io sia una "multimedia abbastanza addicted", non disdegno affatto la compagnia di questi due preziosi oggetti; a volte penso che sia un po' scomodo e "superato" scrivere sul taccuino( per i più féscion lo chiameremo moleskine) e poi ricopiare tutto sul computer, ma poi non riesco a farne a meno, è più forte di me.
L'ispirazione arriva nei momenti più impensati (parlerò anche di questo), quando meno me lo aspetto, perciò carta e penna me li porto anche nella borsa.
Cosa mi ispira? Cosa scrivo nel famigerato quadernetto? Non è così semplice, non abbiate fretta. E' un'altra storia, un altro post.