Salve a tutti, frequentatori del blog e non!
Il post che vado a scrivere oggi per me è molto, molto
importante. E un post importante non può che essere postato in un giorno
importante.
Vabbé, non amo particolarmente le auto celebrazioni,
specialmente dopo i trent'anni. Mi fanno proprio tristezza ad essere sincera.
Ma insomma, oggi è il mio compleanno e -evitando di soffermarmi su quanti anni
compio, che non riesco nemmeno a dirlo, cioè, proprio non articolo le parole-
invece di aspettarmi regali e auguri, vi faccio io un bel regalo!
Che c'entra... i regali me li aspetto, eccome! Stessa cosa
per gli auguri, che quelli non costano niente. :D
Parlando di cose serie, oggi svelerò le primissime
anticipazioni sul nuovo libro che sto scrivendo, che mi sta prendendo davvero
tanto, coinvolgendomi e facendomi prendere atto di due cose molto importanti:
1- Scrivere non è una cotta, ma un vero e proprio amore
maturo, perché ne sento il bisogno ogni giorno di più.
2- Il mio stile si sta modificando. Sono molto più soddisfatta
di come la narrazione adesso appare
fluida e corretta, rispetto all'inizio e anche di come riesco a
sviluppare la trama. Ovviamente questa è solo un'opinione personale. Tuttavia,
anche questo è un tipo di allenamento e io continuo a mettercela tutta affinché
possa migliorare ancora e ancora.
E prima di iniziare, voglio spendere anche due righe per
tutti quelli che hanno letto “Heloth tra il cielo e la terra”, o che lo stanno
leggendo, che si sono affezionati ai protagonisti, che mi hanno dato consigli,
o incoraggiato; alle blogger che si sono rese disponibili a leggerlo (grazie
per la vostra opportunità!) e, perché no, anche a quelli che prima hanno
lanciato il sasso e poi hanno ritirato la mano (senza sapere niente né di me,
né del romanzo!): siti importanti, nati per aiutare creativi emergenti, con cui
ho scambiato varie email e poi sono spariti; fantomatici blogger che mi hanno
contattato per un'intervista e poi si sono dissolti nell'etere... sappiate che
un no è molto più professionale e serio di un silenzio e quelli come voi me li
scrollo di dosso come la forfora dal cappotto. Andando avanti.
Torniamo a Heloth.
Forse l'avevo già specificato, forse a
qualcuno era sfuggito... il mio secondo romanzo è il seguito di “Heloth tra il
cielo e la terra” e, a Dio piacendo, ne seguiranno altri due, tutti auto
conclusivi.
Bene, diamo il via alle danze, o meglio, agli spoiler?
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Il titolo di questo
romanzo sarà
L'Erede
Di seguito un breve riassunto della trama e un piccolo
assaggio. Ma prima vi raccomando ancora, occhio, occhio, occhio, che gli
spoiler abbondano. Leggetelo solo se avete letto Heloth tra il cielo e la
terra. Grazie! ;)
“Rowena e Darion iniziano una nuova vita nel regno di
Simor. Darion è diventato re, le difficoltà sembrano finalmente superate. Ma la
gente sussurra, chiacchiera. La presenza di quella ragazza così vicino al re è
molto strana. Nessuno vede Rowena di buon occhio.
L'inverno si presenta con largo anticipo, gelido e
oscuro, quasi innaturale e insieme ad esso giungono al castello un messaggio
importante da Heloth e il nuovo consigliere personale del re, che sembra
nascondere qualcosa di più, dietro il suo atteggiamento spavaldo e invadente.
Strani episodi si moltiplicano, sempre più frequenti e
inquietanti, finché Rowena, esasperata, non decide di tornare nel suo piccolo
villaggio sulle montagne per ritrovare un po' di serenità.
Darion, dopo aver perso sia Rowena che la sua credibilità
come sovrano, cade nello sconforto, rendendosi conto che la sua paura più
grande non è un semplice timore, ma realtà.
La minaccia per l'Eletto, questa volta, sembra arrivare
proprio da chi gli è stato più vicino, ma non solo: un nuovo pericolo è in
agguato, molto lontano dai confini di Heloth. Nessuno se n'è accorto, ma a
risvegliarsi non è stata solo la Città Leggendaria...”
E poi un piccolo assaggino, scelto da me, per voi.
-L'ambiente era in penombra,
illuminato da quattro torce appese al muro. Una stanza lunga e stretta con il
soffitto alto. Una parete era composta da quattro grossi archi, oltre i quali
si intravedeva appena uno spazio interamente occupato da lunghe mensole, piene
di vasi di ogni misura.
«La
serra» disse Darion. Nel suo tono di voce c'era emozione e orgoglio.
«Questa
non è una serra, Darion!» esclamò Rowena divertita. «Dove sono l'aria e la luce
necessarie alle piante?» Il suo sguardo cadde su un tavolo appoggiato al muro e
sull'armadietto lì accanto, sui piccoli attrezzi perfettamente ordinati, sul
mortaio e sulle di boccette di vetro, uguali a quella che le aveva dato il
padre di Darion mesi prima. Il ricordo la fece rabbrividire, il pensiero che
quell'uomo inquietante fosse passato di lì le provocò una fitta di paura. Rowena distolse lo sguardo, cercando di evitare che Darion si accorgesse del
suo stato d'animo.
«Questa
non è una serra qualunque. Questa è la mia serra, un posto speciale» rispose il giovane re.
Rowena
si tolse il mantello e lo poggiò su una sedia, poi si diresse verso gli archi,
seguita da Darion. Non era facile rendersi conto di cosa ci fosse esattamente
lì dentro, a causa della poca luce, ma qualcosa in fondo alla stanza, dietro
l'ultimo arco, attirò ben presto l'attenzione della ragazza.
«Ero sicuro che saresti
andata subito laggiù» rise Darion tra sé.
Con questo ho finito, per oggi. Ora vado ad indagare se
qualcuno mi ha comprato la torta al limone, la mia preferita...
Ciauuu!