sabato 7 febbraio 2015

7 febbraio- il mio regalo per voi!


Ve lo avevo promesso: in occasione del mio compleanno vi regalo un estratto dal mio secondo romanzo, L'Erede. Eccolo qua! Sono stata un po' indecisa, perché amo troppo questo romanzo e non riesco mai a scegliere quale parte mi piace di più per condividerla!!! Mi dispiace solo di non poter evitare gli SPOILER! Ogni capitolo ne contiene, purtroppo. State attenti! Se volete leggere Heloth, evitate questo post..

«È permesso?» Una voce sconosciuta echeggiò nella serra.
Rowena si drizzò immediatamente sulla sedia, voltandosi.
Una figura apparve sulla soglia ed entrò, accostandosi la porta alle spalle.
«Perdonate l'intrusione, non volevo spaventarvi» continuò, mentre con l'andatura calma, ma decisa di un serpente si insinuava nella serra e si avvicinava al tavolo.
Rowena non rispose, troppo impegnata ad aguzzare la vista per riconoscere quella persona; finché la porta della serra non fu richiusa non riuscì a distinguerne il viso. Poi lentamente, nella penombra, apparve un uomo, alto, con i capelli chiari, radi e corti e folti baffi ben curati. Non lo conosceva, eppure...
«Spero di non avervi spaventato» disse rivolto a Rowena.
«Eravate nella biblioteca con Darion, se non sbaglio?» rispose lei timidamente.
L'uomo sorrise e le si sedette vicino.
«Dovete essere molto in confidenza, se chiamate sua maestà per nome!»
Rowena si sentì avvampare. Si strinse nelle spalle e abbassò gli occhi.
«Non volevo mettervi in imbarazzo, mia cara, era solo una semplice domanda!» la rassicurò l'uomo. «Permettetemi di presentarmi» si chinò. «Mi chiamo Adam e vengo da Villaggio di Legno, a nord. Sono il nuovo consigliere personale del re». Con decisione, Adam prese la mano di Rowena e le sfiorò il dorso con le labbra.
«Mi chiamo Rowena, signore... Conosco Villaggio di Legno» si rianimò un po' la ragazza. «Ci sono bravi scultori laggiù...»
«I più bei giocattoli di tutta l'Isola!» sorrise Adam tutto orgoglioso. «Così anche voi venite da Dèl?»
«Sì, ma il mio villaggio è piccolo, si trova a ridosso delle montagne, quasi all'estremo confine nord» precisò Rowena. «In realtà, conosco meglio Simor, di Dèl».
Adam piegò un lato della bocca, fissando Rowena. «Immagino» rise sornione. «Avete i colori tipici delle ragazze di montagna» aggiunse, riprendendosi. «La pelle chiara... spruzzata di lentiggini, che danno un tocco di colore alle vostre guance... Per non parlare dei vostri meravigliosi capelli!»
«Siete un acuto osservatore» osservò Rowena con un filo di voce, mentre con una mano si nascondeva velocemente una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
«È il mio mestiere» rispose Adam. «Guardare con attenzione tutto ciò che mi circonda, riconoscere cosa è giusto e cosa è sbagliato, dare giudizi, valutazioni... per il bene del mio signore. E voi, permettetemi di dirlo, siete ancora più bella quando siete in imbarazzo! I vostri occhi brillano...»
«Siete troppo gentile, mio signore...»
«Dico solo la verità, cara. Non è difficile essere attratti da voi. Chiunque resterebbe abbagliato dalla vostra dolcezza. Giovani, meno giovani... re.»
Rowena si limitò a sorridere, perché non sapeva in quale altro modo rispondere.
Adam distolse gli occhi da lei un momento guardandosi intorno e interrompendo la conversazione. Sembrava che si fosse accorto solo in quel momento dove si trovava.
«Che posto è mai questo?» domandò a voce alta, spaziando con lo sguardo sul soffitto, dietro gli archi e le mensole, fino all'armadietto degli intrugli.
«Questa è la serra privata del re» spiegò Rowena.
«Una serra?» Adam la guardò sorpreso.
«Una serra segreta, sì. Dove sono custoditi gli ultimi esemplari di molte piante speciali».
«E della quale voi avete la chiave e libero accesso».
Rowena annuì timidamente.
Adam si guardò intorno ancora, curioso e divertito, finché i suoi occhi si posarono sul largo vaso tondo posato per terra.
«Che accidenti di creatura è quella?» esclamò, indicando il bel fiore blu che si mostrava alla flebile luce delle torce.
«Si chiama Giglio Traditore, è una pianta carnivora» spiegò attentamente Rowena, ricordando le parole di Darion. «Non avvicinatevi troppo, signore, o vi stordirà con il suo profumo!»
Adam si fece più attento. Emise una risatina, come se volesse far capire a Rowena che non credeva alle sue parole.
«State cercando di spaventarmi, forse? Mia cara, chi credete di avere di fronte?» scherzò, fingendo di rimproverarla.
Rowena rispose al sorriso. «Non mi sto prendendo gioco di voi, signore!» si posò una mano sul petto. «Non sentite forse quest'odore pungente? Neanch'io ci ho creduto la prima volta, ma poi mi sono avvicinata troppo e sono svenuta!»
«Davvero? E suppongo che a salvarvi sia intervenuto il nostro amato re...» Adam continuava a ridere complice.
«Per fortuna sì...» sospirò Rowena, riprendendo fiato. «È stato terribile... che sciocca».
Adam si avvicinò al vaso, inginocchiandosi, scrutando quella pianta con particolare interesse.
«Si trova nei petali l'essenza che fa perdere i sensi» continuò Rowena. «Una volta Darion... il re... mi ha raccontato di averne usato uno su un uomo. Lo ha addormentato di proposito per curargli una gamba... Non vi avvicinate troppo, però...»
«Affascinante!» esclamò Adam, tornando a rivolgere tutte le sue attenzioni su Rowena.
«Dunque, mia cara, stavamo dicendo? Ah, sì, re Darion! Non mi avete ancora detto quanto è importante per voi!» tornò a sedersi e con la mano accarezzò la superficie irregolare del tavolo. «Non che io voglia intromettermi, ma sapete... sono fatto così, è più forte di me. Devo conoscere, sapere... informarmi» sorrise deciso. «Naturalmente, non siete tenuta a rispondere se...»
«Non vi preoccupate» lo interruppe Rowena. Sentì che stava arrossendo. «Vi basta se vi dico tanto da sopportare perfino l'oscuro castello di Simor?»
Adam mostrò un largo sorriso di grossi denti bianchi.
«Tanto da rischiare di dargli un figlio illegittimo?» ribatté.
Rowena parve svegliarsi da un bel sogno.
«Eh?»
Quasi vacillò sulla sedia. Era sicura di non conoscere del tutto il significato di quella parola, eppure una volta l'aveva già sentita e non le piaceva. L'aveva pronunciata Maya, parlando di Hander. Maya aveva accolto il piccolo credendo fosse il figlio illegittimo di un nobile, o una persona molto importante; aveva detto di volerlo proteggere, perché la sua vita poteva essere in pericolo. Ma da chi? E perché?
«Ma noi non... lui non...» scosse la testa, balbettò, mentre i suoi occhi roteavano in giro per la stanza, senza riuscire a posarsi su quelli di Adam.
«Perdonate la franchezza, mia cara, è il mio mestiere...» disse il consigliere, tornando mansueto.
«Questo l'avete già detto» rispose Rowena con veemenza. «Spiegatemi perché l'avete detto».
Adam prese tempo. «Volevo capire se vi rendete conto del rischio».
«Che assurdità!» esclamò Rowena. Respirò forte, ricacciando indietro lacrime di rabbia. «Voi non sapete niente di me, di Darion. Nessuno sa niente di noi! Perché mi parlate di rischio? A cosa vi riferite?»
«Mia cara, calmatevi. È evidente che non sapete a cosa andate incontro. Il vostro comportamento potrebbe portarvi guai enormi...»
«E io vi ripeto che voi non sapete niente di noi!» ruggì Rowena.
Adam però non sembrò sorpreso. «Un figlio illegittimo porterebbe scompiglio nel regno» continuò. «Distruggerebbe l'immagine del re, la sua stessa persona.» Sorrise. «Non voglio spaventarvi, né darvi un'immagine sbagliata di me, ma dovete essere messa al corrente di ciò che ogni azione che facciamo oggi, ogni decisione che prendiamo, comporta nel futuro. Vi sto facendo un favore, in realtà. Volete davvero rovinare la vita del vostro amato Darion?».
Rowena si lasciò ricadere contro lo schienale della sedia, come nell'atto di ascoltare il consigliere del re.
«Quale minaccia porterebbe un bambino innocente?» chiese con occhi velati.
«Una minaccia più grande di quello che credete, lasciate che ve lo dica uno che certe cose le conosce bene».
«Io ne so molto più di voi di bambini indesiderati» sussurrò Rowena. «Tuttavia, ancora non ho capito dove volete arrivare con le vostre affermazioni».
«Un figlio illegittimo metterebbe in cattiva luce l'immagine del re. Un figlio illegittimo vi dividerebbe per sempre. Un figlio illegittimo porterebbe scompiglio nel regno, vi ripeto» sentenziò Adam solennemente. «Preferireste scappare? Fuggire per sempre dal vostro amato Darion? Vivere per sempre nascosta, temendo ogni giorno per la vostra vita e per quella di vostro figlio?»
«E perché mai sarei costretta a fuggire?» Rowena si era incurvata, sotto il peso delle parole di Adam.
«Perché un figlio illegittimo è una vergogna per un re.» Adam cambiò il tono. «Mia dolce fanciulla, sono qui per aiutarvi. Pensateci bene, non è meglio separarsi felicemente, mantenendo per sempre un bel ricordo della persona amata?»
«Vi piace molto la parola figlio illegittimo, vero?» sorrise amaramente Rowena.
«Per niente, a dire la verità».
Calò il silenzio, nel quale Rowena si fermò a fissare quell'uomo che all'improvviso, le aveva sbattuto in faccia una terribile verità, al quale lei non aveva mai pensato; sapeva che sarebbe stato difficile stare accanto a Darion, ma non così. Non fino ad essere un ostacolo nella sua vita di re. Non fino a mettere a rischio la vita di un innocente. E tutti quei problemi si sarebbero presentati lo stesso se Darion l'avesse sposata? Ci pensò, ma preferì non chiederlo ad Adam.
«Siete strani, voi nobili» riprese, infine. «Avete tutto. Vi vantate di essere migliori della gente comune, dei poveri, come me. Siete sempre puliti, ben vestiti, sapete usare le parole, usate buone maniere, siete istruiti. Ma poi, chissà perché, avete paura di creature indifese! Siete capaci di farvi rubare il sonno da un lattante, fino a pensare di doverlo eliminare!»
«Se conosceste le antiche leggi, perdereste il sonno anche voi!» esclamò Adam. «Un bastardo che si presenta a corte, rivendicando il trono, a scapito di giovani rampolli purosangue, non è una cosa abbastanza grave per voi? Scoppiano rivolte, in questi casi. Perfino guerre!»
«Se mai avessi un figlio, non permetterei mai che facesse una cosa del genere» provò a rispondere Rowena.
«Quando sarà abbastanza grande non potrete impedirgli di fare le sue scelte. E non potete sapere che figlio sarà. Benché noi tutti lo amiamo, sappiamo bene quale sangue scorre nelle vene del nostro re!»
Rowena sbatté una mano sul tavolo, come a voler zittire all'istante il consigliere. Non voleva entrare a parlare anche di Kener, la conversazione aveva già preso una brutta piega senza di lui.
«Dunque, mi state invitando ad andarmene?» domandò con un filo di voce. Intanto, mille domande invadevano la sua mente, come vespe inferocite. Ma una prevaleva sempre su tutte: Darion era al corrente di tutto questo? E questo era forse il motivo per cui sempre più spesso la teneva lontano da sé?
Adam alzò entrambe le mani. «Lungi da me un tale pensiero! Io sono un umile consigliere, pertanto sono tenuto a dare consigli. Gli ordini qui li da solo il re! Io non vi dirò mai di andarvene. Vi ho fatto solo ragionare. Voi deciderete, secondo coscienza».
«Sì, ho capito.» Rowena si alzò faticosamente. «Se volete scusarmi...»
Adam le fece un cordiale cenno con la testa, continuando a stare seduto con le gambe incrociate.
Rowena indossò il mantello e fece per uscire. Quando fu sulla porta si fermò.
«Se io me ne vado, chi gli darà dei figli legittimi?» chiese mestamente.
Adam alzò le spalle. «La persona giusta, mia cara. Quella che comincerà a cercare quando non dovrà più pensare a voi. Datemi retta, non siate egoista. Salvatelo, se davvero gli volete bene».

estratto non ancora editato. L'Erede @LucyEmme

venerdì 5 dicembre 2014

Violet e Maya


Buongiorno amici!
Ormai lo sapete, ve ne sarete fatti una ragione: io qua sono latitante. Costretta ad uno hiatus forzato, mi faccio vedere poco. Troppo poco. Spero mi perdonerete.
Sono contenta che ogni tanto ritorno, quando il tempo, la connessione e la stanchezza me lo permettono.
In generale le cose vanno bene: la pancia cresce... è ciò che conta, ora.
E comunque tengo a precisare che sono ancora abbastanza presente sui social. Là mi trovate tutti i giorni. Ho conosciuto anche tante autrici nell'ultimo periodo ed ho iniziato a leggere tanti bei romanzi! Se non altro ho molto tempo per la lettura

Siamo alla fine per quanto riguarda le presentazioni. Oggi vi introdurrò due femmine belle toste, che non appaiono molto nel romanzo, ma hanno di sicuro la loro importanza.
Benché a un certo punto si unisca al gruppo, Violet è comunque un personaggio di contorno, infatti non la conosciamo a fondo, anche se la sua presenza risulterà abbastanza importante nella storia.
Ho voluto lasciare apposta un po' di mistero intorno a lei, perché Violet non è una ragazzina comune, è una Guardiana di Heloth e non una Guardiana come le altre.
Prima di tutto diciamo che Violet ha circa dodici anni; ha lunghi capelli biondi e la pelle un po' scura, quasi fosse perennemente abbronzata. Il fisico è minuto e gli occhi grigi, arguti e severi. È molto bella, ma non esprime dolcezza, nonostante sia solo una bambina.
Devo dire la verità: non mi sta molto simpatica. Ma questo è positivo, perché prima di tutto è proprio così che volevo fosse. E poi sono riuscita ad immedesimarmi di più in Rowena, che pasticciona e impulsiva com'è, non riesce proprio a reggere quando Violet la riprende. Oltretutto sono contenta, perché non ho ideato solo personaggi buoni assolutamente positivi. Trovo giusto anche che questi formino da soli le loro personalità e prendano un po' le loro strade... mi colpisce questa cosa. E mi affascina.
Come ho già detto, Violet compare per poco tempo, non fa molto, ma la sua presenza è fondamentale. Per metà della sua comparsata sarà solo la proiezione di se stessa, volta ad aiutare due personaggi in particolare; in seguito “riprenderà il suo corpo” solo grazie all'aiuto di uno dei protagonisti.
Dal suo aspetto sembra a dir poco vulnerabile, ma in realtà cela molto bene forza, intelligenza e poteri. Possiamo capire di lei che non è come le altre quando parla, o spiega qualcosa: allora dà l'impressione di essere un valoroso soldato... ma in qualche occasione, anche una bambina un po' troppo saccente e perfettina.
Violet però ha anche uno spiccato lato umano. Non mancheranno le occasioni in cui si troverà in difficoltà, o verrà sopraffatta da emozioni positive e negative.
I due personaggi che più sono legati a lei sono sicuramente Hander e Darion; Derek non ne è solo affascinato, ma probabilmente, essendo molto piccola, si sente anche responsabile e in dovere di proteggerla.
Rowena, come ho detto all'inizio, non la sopporta. Il rapporto tra le due resterà sempre un po' freddo. D'altronde sono due creature e due caratteri completamente diversi tra loro; Violet dovrà essere più severa e pungente del dovuto per tenere a bada Rowena, mentre quest'ultima sarà costretta a sforzi enormi di pazienza per riuscire a sopportare e rispettare la piccola Guardiana.

Maya è un altro personaggio, che io trovo molto positivo. È una mamma, nel vero senso della parola, non solo perché si occupa di bambini orfani, ma anche perché la sua intera persona è di quelle che infonde insieme tenerezza e sicurezza.  È la donna che sa fare tutto, che ha sempre una soluzione pratica per risolvere le situazioni e non si stanca mai.  È un po' quel genere di “donna di casa” che io invidio e alla quale, probabilmente, non assomiglierò mai.
Maya è giovane, ma il suo aspetto la fa sembrare più matura: è bassa di statura e abbastanza in carne, con un bel seno prosperoso; ha gli occhi chiari, di un colore indefinito e una lunga coda di capelli neri.  È una donna generosa e coraggiosa, che non si tira indietro ed offre senza paura il suo aiuto ai tre protagonisti.
Maya è a capo e diretta responsabile di una piccola comunità di bambini orfani, che vivono stabilmente in un bosco a sud; è la figura più importante del gruppo, tanto che il luogo dove abita viene chiamato proprio “la foresta di Maya”.
È molto difficile tenerle un segreto: come una mamma, anche se conosce da poco le persone, indovina gli stati d'animo e capisce le situazioni. A volte è un po' impulsiva e quando si altera, la prima cosa che si nota è come si colora di rosso il suo viso.
Maya non capisce la scelta drastica che hanno preso i principi di Simor. La trova un'azione avventata e stupida e non ha peli sulla lingua a dire come la pensa, trattando i due cugini un po' troppo come due bambini viziati.
Derek, che prende tutto alla leggera, non se ne cura più di tanto, mentre Darion avrà con lei un duro scontro verbale.
Maya è anche custode di un importante segreto e di un incontro che ha lasciato il segno nei suoi ricordi, ma soprattutto nel suo cuore.
Rowena, dopo un lungo viaggio e prove estenuanti a livello fisico e psicologico, trova in lei un vero rifugio. Finalmente può confrontarsi con una donna ed avere l'appoggio di qualcuno che la capisce.

Queste sono le due protagoniste di oggi, spero vi abbiano incuriosito e vi abbiano ispirato un po' di simpatia.

Sinceramente, a presto.

venerdì 7 novembre 2014

Sono tornata?

...Boh! Chi lo sa, mistero della fede.
Beh, rieccomi di nuovo qua, davanti ad un vero computer, con una connessione che funziona come fosse sulle montagne russe. Ma ci sono, è questo che conta.
Il mio ultimo post risale allo scorso Luglio e da allora due o tre cosine posso raccontarvele, sì.
La nuova casa è quasi a posto, abbiamo detto ciao ciao alla città e siamo tornati nel mio paesello di campagna!!!
Manca qualche luce qua e là, ma i mobili ci sono tutti, da riempire, ma lo faremo pian piano.
Ciò che conta di più in realtà è che ci sono le persone. Siamo noi tre, finalmente insieme, dopo un anno passato tra privazioni, sacrifici e soprattutto separati. E non solo! Non siamo proprio tre... diciamo che siamo tre e mezzo... Vabbé, avete capito, sono molto incinta! Questo è il motivo principale della mia latitanza nell'ultimo periodo... d'accordo, ovvio che sono felicissima, preoccupatissima e già stanchissima! Purtroppo non sto molto bene e sono stata davvero malissimo i primi tre mesi; le mie giornate le passo per la maggior parte ferma a letto; ho pochissima concentrazione, che non mi permette di leggere quanto vorrei, né soprattutto di scrivere (lo sapevate che durante la gravidanza si abbassa il QI e il cervello riduce le sue prestazioni?). Purtroppo la scrittura de L'Erede è un attimo ferma, proprio a causa di questo, ma ci penso sempre e vorrei andare un po' avanti prima che il bimbo nasca.
Nel frattempo continuo a collaborare con Evelyn, la ragazza che ha disegnato la cover di Heloth, per il booktrailer e spero entro Natale di presentarvelo.
Insomma, in realtà non sono del tutto ferma, faccio ciò che posso, quando ce la faccio... quindi anche voi non mi abbandonate, eh?
E' tutto, per ora.

Lucia

mercoledì 23 luglio 2014

Un anno di Heloth

Ci siamo signore e signori! È già passato un anno da quando ho pubblicato "Heloth tra il Cielo e la Terra"! Un anno dalla decisione di prendere il mio bambino e darlo in pasto al web...
Non sono qui per tirare le somme, o per fare bilanci di questi dodici mesi. Sono qui solo per ricordare, con un po' di emozione e nostalgia quei momenti; a voi non ve ne fregherà niente, ma a me sì. Nessuno può immaginare  quante incertezze prima di decidere quale fosse il passo più giusto da fare. Perché auto pubblicarsi è un po' ghettizzarsi. Dai, diciamo la verità, ora lo posso fare anch'io: siamo guardati storto dagli intellettuali, da chi ha la sua bella casina editrice e da chi si proclama lettore accanito, quando poi apre solo quei due- tre generi dei soliti due- tre autori.
Ma non sono qui per parlare di questo.
Voglio ricordare con voi l'estate scorsa, passata quasi interamente al caldo torrido di Firenze, lontano da mia figlia, a chiedermi se fossi una brava mamma, o una cretina, che lasciava una bambina di due anni con i nonni per fare l'editing di un romanzo che probabilmente non avrebbe mai letto nessuno. Vorrei che provaste ad immaginare le mie notti davanti al computer, su quella sedia che diventava ogni ora più scomoda, trasformandosi in uno strumento di tortura; le zanzare che mi assillavano, mentre io mi scervellavo con quel programma per trasformare un file doc in un file mobi. Sembrano cazzate, ma ho creduto di impazzire, di diventare isterica, di non farcela ad un passo dalla fine. C'era sempre un problema, un ostacolo che mi faceva dire "via, basta, non si può fare". E la mattina dopo si risolveva tutto e potevo smettere di frignare e andare avanti.
E chi te l'ha fatto fare, direte voi? Nessuno, se non la passione per quello che ho fatto e che faccio. Non è un lavoro, né probabilmente qualcosa che andrà oltre questa stanza, o quel social network. È quello che provo io quando scrivo che conta. Ciò che mi dà il comunicare con la scrittura, a me che non riesco a mettere insieme un periodo a voce, che mi emoziono e tiro fuori un sacco di stronzate e sembro deficiente, già solo se devo presentarmi; che vado in crisi al solo pensiero di più di due facce che mi guardano mentre parlo.
È com mi sento quando scrivo che dà sapore e fa sopportare la fatica, il sonno, la noia, il blocco ...
"Sono elettricità" diceva Billy Elliot. Per me è lo stesso quando mi perdo nelle mie storie e nei miei mondi... e tutto sommato, non credo di essere egoista, o infantile. Perciò ecco, sono felice di aver condiviso con voi la storia di Rowena, il mondo di Heloth, tutta questa mia piccola storia. E soddisfatta delle decisioni prese; oltretutto mi ritengo fortunata, perché le cose sono andate oltre le mie aspettative. Ho dato, ma ho anche ricevuto e ho imparato tanto.
Per questo vado avanti, senza fretta. Le cose buone e belle vanno godute. Io mi accomodo, se volete seguirmi...

martedì 6 maggio 2014

AAA Cercasi compagno di viaggio e altri aggiornamenti


Buongiorno!
Trovo necessario farmi vedere ogni tanto su questo blog, giusto per non passare da superficiale perditempo nonché procrastinatrice doc. Insomma, lo sappiamo tutti che aprire un proprio angolino è sempre entusiasmante... il bello viene quando tale angolo deve essere mantenuto, un minimo, seriamente.
Comincio subito col chiedervi come avete passato queste vacanze pasquali e il lungo ponte. Spero meglio di me. Avevo qualche progettino in merito: dedicarmi alla casa, fare un po' la mogliettina, godermi qualche gita fuori porta con la famiglia, torturare i miei fioricini... e poi riposarmi dalla scrittura, ma allo stesso tempo, coltivare e rivedere alcuni paragrafi e punti più rognosi della storia.
Niente di tutto questo è accaduto.
Mi sono ammalata, cioè ho avuto praticamente di tutto, a cominciare dagli atroci mal di testa che mi affliggono di tanto in tanto in questo periodo dell'anno e che mi hanno fatto temere di perdere per la strada il senno e qualche buona idea, fino alla febbre a 39, per cui potevo solo stare a letto e bere i thè bollenti e mai zuccherati che solo gli uomini sanno preparare.
Nei momenti di lucidità ho aperto un po' il mio Kindle, curiosando con qualche estratto inedito, ma ve lo dico sinceramente, avrei fatto meglio ad evitare. Mi sono imbattuta in cose che mi hanno buttato un po' nello sconforto per come certi autori inediti presentano i loro lavori, ma non entro nello specifico, perché sono ancora provata.
Ho letto anche qualcosa di buono, grazie a Dio. Un altro romanzo della mia amata Sophie Kinsella e ho iniziato un altro classico di quelli che mi mancano, La Freccia Nera.
E voi, avete letto qualcosa di bello? No, in realtà voglio solo sapere se avete letto Heloth tra il Cielo e la Terra, ihihihih! :) Mi piacerebbe davvero avere qualche commento e qualche feedback in più, ma sembra che i miei lettori siano un po' stitici... Beh, nonostante questo ringrazio infinitamente e di cuore chi lo ha acquistato, chi lo ha letto, chi lo sta leggendo e anche chi si è dimostrato curioso di leggerlo. Non avrò mai le parole giuste per esprimervi la mia felicità.
Chiusa parentesi e parliamo del mio amatissimo Erede!
Vorrei dirvi tante di quelle cose, ma non posso certo anticipare niente. Sappiate comunque che sono totalmente innamorata di questa storia e sono oltremodo contenta di come si stia sviluppando, perché vedo palesemente quanto il mio stile e la mia capacità di creare siano migliorati. Lo dico da severa perfezionista quale sono e ciò mi fa credere che anch'io sia capace di concretizzare qualcosa di buono.
Mi piace molto questa storia, come ho detto. Mi piace molto più di Helot tra il Cielo e la Terra, che è il mio primo romanzo e già lo amo e ci tengo enormemente e spero che tutto il mio entusiasmo sia un po' anche il vostro, in futuro.
Ma, c'è un ma. Come forse saprete non sono solo una signora- nessuno- self- publisher, sono anche una self- made woman, nel senso che tutto il lavoro che voi vedete è stato fatto da me e da me soltanto. Io scrivo, correggo, mi faccio la copertina, mi pubblicizzo, ecc... tutto ciò è un po' pesante, anche se c'è passione ed entusiasmo, ma è anche un pochino assurdo se ci pensate... non voglio lagnarmi, per carità, sono a dir poco orgogliosa, ma sto pensando seriamente di cercare un piccolo aiuto, proprio sul web, qualcuno più ferrato di me che potrebbe aver voglia di riguardare anticipatamente le bozze e possa dirmi con sincerità “quest'idea non è niente male”, oppure “hai scritto una marea di cazzate”. Ecco, giusto per non dovermelo sentir dire a lavoro finito.
Così, se non vi sembra che stia chiedendo la luna, ufficializzo la mia richiesta: se c'è qualcuno che ha letto Heloth tra il Cielo e la Terra e vorrebbe leggere anticipatamente L'Erede per darmi qualche dritta seria (concedendomi un po' del suo tempo senza scomparire per 6 mesi) scrivetemi, contattatemi, fatemi un fischio, fate voi. Per me va bene tutto, purché siate seriamente interessati.
In realtà avrei già adocchiato una o due personcine, ma a tutt'oggi non so... i compagni di viaggio bisogna sceglierseli con cura!
Fatto questo concludo informandovi che sono appena all'undicesimo capitolo. Abbiamo da poco iniziato a “ballare”, a fare sul serio, insomma. In questo libro si raschia il fondo del barile, ma non preoccupatevi, probabilmente i miei amati personaggi troveranno il modo di tornare in superficie.
Questo è un capitolo più complesso, più triste, più oscuro. È un po' meno fiabesco, un po' meno caramelloso (come ha detto qualcuno del mio primo) e ci sono molti nuovi personaggi, dei quali per adesso ne ho introdotto appena uno solo.
Mi auguro sinceramente di potervi dire qualcosa in più nei prossimi aggiornamenti.
Anche per questa volta è tutto, vi saluto e vi abbraccio,

alla prossima!!