venerdì 5 dicembre 2014

Violet e Maya


Buongiorno amici!
Ormai lo sapete, ve ne sarete fatti una ragione: io qua sono latitante. Costretta ad uno hiatus forzato, mi faccio vedere poco. Troppo poco. Spero mi perdonerete.
Sono contenta che ogni tanto ritorno, quando il tempo, la connessione e la stanchezza me lo permettono.
In generale le cose vanno bene: la pancia cresce... è ciò che conta, ora.
E comunque tengo a precisare che sono ancora abbastanza presente sui social. Là mi trovate tutti i giorni. Ho conosciuto anche tante autrici nell'ultimo periodo ed ho iniziato a leggere tanti bei romanzi! Se non altro ho molto tempo per la lettura

Siamo alla fine per quanto riguarda le presentazioni. Oggi vi introdurrò due femmine belle toste, che non appaiono molto nel romanzo, ma hanno di sicuro la loro importanza.
Benché a un certo punto si unisca al gruppo, Violet è comunque un personaggio di contorno, infatti non la conosciamo a fondo, anche se la sua presenza risulterà abbastanza importante nella storia.
Ho voluto lasciare apposta un po' di mistero intorno a lei, perché Violet non è una ragazzina comune, è una Guardiana di Heloth e non una Guardiana come le altre.
Prima di tutto diciamo che Violet ha circa dodici anni; ha lunghi capelli biondi e la pelle un po' scura, quasi fosse perennemente abbronzata. Il fisico è minuto e gli occhi grigi, arguti e severi. È molto bella, ma non esprime dolcezza, nonostante sia solo una bambina.
Devo dire la verità: non mi sta molto simpatica. Ma questo è positivo, perché prima di tutto è proprio così che volevo fosse. E poi sono riuscita ad immedesimarmi di più in Rowena, che pasticciona e impulsiva com'è, non riesce proprio a reggere quando Violet la riprende. Oltretutto sono contenta, perché non ho ideato solo personaggi buoni assolutamente positivi. Trovo giusto anche che questi formino da soli le loro personalità e prendano un po' le loro strade... mi colpisce questa cosa. E mi affascina.
Come ho già detto, Violet compare per poco tempo, non fa molto, ma la sua presenza è fondamentale. Per metà della sua comparsata sarà solo la proiezione di se stessa, volta ad aiutare due personaggi in particolare; in seguito “riprenderà il suo corpo” solo grazie all'aiuto di uno dei protagonisti.
Dal suo aspetto sembra a dir poco vulnerabile, ma in realtà cela molto bene forza, intelligenza e poteri. Possiamo capire di lei che non è come le altre quando parla, o spiega qualcosa: allora dà l'impressione di essere un valoroso soldato... ma in qualche occasione, anche una bambina un po' troppo saccente e perfettina.
Violet però ha anche uno spiccato lato umano. Non mancheranno le occasioni in cui si troverà in difficoltà, o verrà sopraffatta da emozioni positive e negative.
I due personaggi che più sono legati a lei sono sicuramente Hander e Darion; Derek non ne è solo affascinato, ma probabilmente, essendo molto piccola, si sente anche responsabile e in dovere di proteggerla.
Rowena, come ho detto all'inizio, non la sopporta. Il rapporto tra le due resterà sempre un po' freddo. D'altronde sono due creature e due caratteri completamente diversi tra loro; Violet dovrà essere più severa e pungente del dovuto per tenere a bada Rowena, mentre quest'ultima sarà costretta a sforzi enormi di pazienza per riuscire a sopportare e rispettare la piccola Guardiana.

Maya è un altro personaggio, che io trovo molto positivo. È una mamma, nel vero senso della parola, non solo perché si occupa di bambini orfani, ma anche perché la sua intera persona è di quelle che infonde insieme tenerezza e sicurezza.  È la donna che sa fare tutto, che ha sempre una soluzione pratica per risolvere le situazioni e non si stanca mai.  È un po' quel genere di “donna di casa” che io invidio e alla quale, probabilmente, non assomiglierò mai.
Maya è giovane, ma il suo aspetto la fa sembrare più matura: è bassa di statura e abbastanza in carne, con un bel seno prosperoso; ha gli occhi chiari, di un colore indefinito e una lunga coda di capelli neri.  È una donna generosa e coraggiosa, che non si tira indietro ed offre senza paura il suo aiuto ai tre protagonisti.
Maya è a capo e diretta responsabile di una piccola comunità di bambini orfani, che vivono stabilmente in un bosco a sud; è la figura più importante del gruppo, tanto che il luogo dove abita viene chiamato proprio “la foresta di Maya”.
È molto difficile tenerle un segreto: come una mamma, anche se conosce da poco le persone, indovina gli stati d'animo e capisce le situazioni. A volte è un po' impulsiva e quando si altera, la prima cosa che si nota è come si colora di rosso il suo viso.
Maya non capisce la scelta drastica che hanno preso i principi di Simor. La trova un'azione avventata e stupida e non ha peli sulla lingua a dire come la pensa, trattando i due cugini un po' troppo come due bambini viziati.
Derek, che prende tutto alla leggera, non se ne cura più di tanto, mentre Darion avrà con lei un duro scontro verbale.
Maya è anche custode di un importante segreto e di un incontro che ha lasciato il segno nei suoi ricordi, ma soprattutto nel suo cuore.
Rowena, dopo un lungo viaggio e prove estenuanti a livello fisico e psicologico, trova in lei un vero rifugio. Finalmente può confrontarsi con una donna ed avere l'appoggio di qualcuno che la capisce.

Queste sono le due protagoniste di oggi, spero vi abbiano incuriosito e vi abbiano ispirato un po' di simpatia.

Sinceramente, a presto.

venerdì 7 novembre 2014

Sono tornata?

...Boh! Chi lo sa, mistero della fede.
Beh, rieccomi di nuovo qua, davanti ad un vero computer, con una connessione che funziona come fosse sulle montagne russe. Ma ci sono, è questo che conta.
Il mio ultimo post risale allo scorso Luglio e da allora due o tre cosine posso raccontarvele, sì.
La nuova casa è quasi a posto, abbiamo detto ciao ciao alla città e siamo tornati nel mio paesello di campagna!!!
Manca qualche luce qua e là, ma i mobili ci sono tutti, da riempire, ma lo faremo pian piano.
Ciò che conta di più in realtà è che ci sono le persone. Siamo noi tre, finalmente insieme, dopo un anno passato tra privazioni, sacrifici e soprattutto separati. E non solo! Non siamo proprio tre... diciamo che siamo tre e mezzo... Vabbé, avete capito, sono molto incinta! Questo è il motivo principale della mia latitanza nell'ultimo periodo... d'accordo, ovvio che sono felicissima, preoccupatissima e già stanchissima! Purtroppo non sto molto bene e sono stata davvero malissimo i primi tre mesi; le mie giornate le passo per la maggior parte ferma a letto; ho pochissima concentrazione, che non mi permette di leggere quanto vorrei, né soprattutto di scrivere (lo sapevate che durante la gravidanza si abbassa il QI e il cervello riduce le sue prestazioni?). Purtroppo la scrittura de L'Erede è un attimo ferma, proprio a causa di questo, ma ci penso sempre e vorrei andare un po' avanti prima che il bimbo nasca.
Nel frattempo continuo a collaborare con Evelyn, la ragazza che ha disegnato la cover di Heloth, per il booktrailer e spero entro Natale di presentarvelo.
Insomma, in realtà non sono del tutto ferma, faccio ciò che posso, quando ce la faccio... quindi anche voi non mi abbandonate, eh?
E' tutto, per ora.

Lucia

mercoledì 23 luglio 2014

Un anno di Heloth

Ci siamo signore e signori! È già passato un anno da quando ho pubblicato "Heloth tra il Cielo e la Terra"! Un anno dalla decisione di prendere il mio bambino e darlo in pasto al web...
Non sono qui per tirare le somme, o per fare bilanci di questi dodici mesi. Sono qui solo per ricordare, con un po' di emozione e nostalgia quei momenti; a voi non ve ne fregherà niente, ma a me sì. Nessuno può immaginare  quante incertezze prima di decidere quale fosse il passo più giusto da fare. Perché auto pubblicarsi è un po' ghettizzarsi. Dai, diciamo la verità, ora lo posso fare anch'io: siamo guardati storto dagli intellettuali, da chi ha la sua bella casina editrice e da chi si proclama lettore accanito, quando poi apre solo quei due- tre generi dei soliti due- tre autori.
Ma non sono qui per parlare di questo.
Voglio ricordare con voi l'estate scorsa, passata quasi interamente al caldo torrido di Firenze, lontano da mia figlia, a chiedermi se fossi una brava mamma, o una cretina, che lasciava una bambina di due anni con i nonni per fare l'editing di un romanzo che probabilmente non avrebbe mai letto nessuno. Vorrei che provaste ad immaginare le mie notti davanti al computer, su quella sedia che diventava ogni ora più scomoda, trasformandosi in uno strumento di tortura; le zanzare che mi assillavano, mentre io mi scervellavo con quel programma per trasformare un file doc in un file mobi. Sembrano cazzate, ma ho creduto di impazzire, di diventare isterica, di non farcela ad un passo dalla fine. C'era sempre un problema, un ostacolo che mi faceva dire "via, basta, non si può fare". E la mattina dopo si risolveva tutto e potevo smettere di frignare e andare avanti.
E chi te l'ha fatto fare, direte voi? Nessuno, se non la passione per quello che ho fatto e che faccio. Non è un lavoro, né probabilmente qualcosa che andrà oltre questa stanza, o quel social network. È quello che provo io quando scrivo che conta. Ciò che mi dà il comunicare con la scrittura, a me che non riesco a mettere insieme un periodo a voce, che mi emoziono e tiro fuori un sacco di stronzate e sembro deficiente, già solo se devo presentarmi; che vado in crisi al solo pensiero di più di due facce che mi guardano mentre parlo.
È com mi sento quando scrivo che dà sapore e fa sopportare la fatica, il sonno, la noia, il blocco ...
"Sono elettricità" diceva Billy Elliot. Per me è lo stesso quando mi perdo nelle mie storie e nei miei mondi... e tutto sommato, non credo di essere egoista, o infantile. Perciò ecco, sono felice di aver condiviso con voi la storia di Rowena, il mondo di Heloth, tutta questa mia piccola storia. E soddisfatta delle decisioni prese; oltretutto mi ritengo fortunata, perché le cose sono andate oltre le mie aspettative. Ho dato, ma ho anche ricevuto e ho imparato tanto.
Per questo vado avanti, senza fretta. Le cose buone e belle vanno godute. Io mi accomodo, se volete seguirmi...

martedì 6 maggio 2014

AAA Cercasi compagno di viaggio e altri aggiornamenti


Buongiorno!
Trovo necessario farmi vedere ogni tanto su questo blog, giusto per non passare da superficiale perditempo nonché procrastinatrice doc. Insomma, lo sappiamo tutti che aprire un proprio angolino è sempre entusiasmante... il bello viene quando tale angolo deve essere mantenuto, un minimo, seriamente.
Comincio subito col chiedervi come avete passato queste vacanze pasquali e il lungo ponte. Spero meglio di me. Avevo qualche progettino in merito: dedicarmi alla casa, fare un po' la mogliettina, godermi qualche gita fuori porta con la famiglia, torturare i miei fioricini... e poi riposarmi dalla scrittura, ma allo stesso tempo, coltivare e rivedere alcuni paragrafi e punti più rognosi della storia.
Niente di tutto questo è accaduto.
Mi sono ammalata, cioè ho avuto praticamente di tutto, a cominciare dagli atroci mal di testa che mi affliggono di tanto in tanto in questo periodo dell'anno e che mi hanno fatto temere di perdere per la strada il senno e qualche buona idea, fino alla febbre a 39, per cui potevo solo stare a letto e bere i thè bollenti e mai zuccherati che solo gli uomini sanno preparare.
Nei momenti di lucidità ho aperto un po' il mio Kindle, curiosando con qualche estratto inedito, ma ve lo dico sinceramente, avrei fatto meglio ad evitare. Mi sono imbattuta in cose che mi hanno buttato un po' nello sconforto per come certi autori inediti presentano i loro lavori, ma non entro nello specifico, perché sono ancora provata.
Ho letto anche qualcosa di buono, grazie a Dio. Un altro romanzo della mia amata Sophie Kinsella e ho iniziato un altro classico di quelli che mi mancano, La Freccia Nera.
E voi, avete letto qualcosa di bello? No, in realtà voglio solo sapere se avete letto Heloth tra il Cielo e la Terra, ihihihih! :) Mi piacerebbe davvero avere qualche commento e qualche feedback in più, ma sembra che i miei lettori siano un po' stitici... Beh, nonostante questo ringrazio infinitamente e di cuore chi lo ha acquistato, chi lo ha letto, chi lo sta leggendo e anche chi si è dimostrato curioso di leggerlo. Non avrò mai le parole giuste per esprimervi la mia felicità.
Chiusa parentesi e parliamo del mio amatissimo Erede!
Vorrei dirvi tante di quelle cose, ma non posso certo anticipare niente. Sappiate comunque che sono totalmente innamorata di questa storia e sono oltremodo contenta di come si stia sviluppando, perché vedo palesemente quanto il mio stile e la mia capacità di creare siano migliorati. Lo dico da severa perfezionista quale sono e ciò mi fa credere che anch'io sia capace di concretizzare qualcosa di buono.
Mi piace molto questa storia, come ho detto. Mi piace molto più di Helot tra il Cielo e la Terra, che è il mio primo romanzo e già lo amo e ci tengo enormemente e spero che tutto il mio entusiasmo sia un po' anche il vostro, in futuro.
Ma, c'è un ma. Come forse saprete non sono solo una signora- nessuno- self- publisher, sono anche una self- made woman, nel senso che tutto il lavoro che voi vedete è stato fatto da me e da me soltanto. Io scrivo, correggo, mi faccio la copertina, mi pubblicizzo, ecc... tutto ciò è un po' pesante, anche se c'è passione ed entusiasmo, ma è anche un pochino assurdo se ci pensate... non voglio lagnarmi, per carità, sono a dir poco orgogliosa, ma sto pensando seriamente di cercare un piccolo aiuto, proprio sul web, qualcuno più ferrato di me che potrebbe aver voglia di riguardare anticipatamente le bozze e possa dirmi con sincerità “quest'idea non è niente male”, oppure “hai scritto una marea di cazzate”. Ecco, giusto per non dovermelo sentir dire a lavoro finito.
Così, se non vi sembra che stia chiedendo la luna, ufficializzo la mia richiesta: se c'è qualcuno che ha letto Heloth tra il Cielo e la Terra e vorrebbe leggere anticipatamente L'Erede per darmi qualche dritta seria (concedendomi un po' del suo tempo senza scomparire per 6 mesi) scrivetemi, contattatemi, fatemi un fischio, fate voi. Per me va bene tutto, purché siate seriamente interessati.
In realtà avrei già adocchiato una o due personcine, ma a tutt'oggi non so... i compagni di viaggio bisogna sceglierseli con cura!
Fatto questo concludo informandovi che sono appena all'undicesimo capitolo. Abbiamo da poco iniziato a “ballare”, a fare sul serio, insomma. In questo libro si raschia il fondo del barile, ma non preoccupatevi, probabilmente i miei amati personaggi troveranno il modo di tornare in superficie.
Questo è un capitolo più complesso, più triste, più oscuro. È un po' meno fiabesco, un po' meno caramelloso (come ha detto qualcuno del mio primo) e ci sono molti nuovi personaggi, dei quali per adesso ne ho introdotto appena uno solo.
Mi auguro sinceramente di potervi dire qualcosa in più nei prossimi aggiornamenti.
Anche per questa volta è tutto, vi saluto e vi abbraccio,

alla prossima!!

giovedì 10 aprile 2014

Hander

Buongiorno a tutti!
Ok, dopo essermi cimentata con le recensioni, ritorniamo nei ranghi e ricominciamo a presentare i miei cari personaggi di "Heloth tra il Cielo e la Terra". Non ne mancano molti e spero di concludere a breve, anche per soddisfare la curiosità di chi sta leggendo il romanzo.
A proposito di questo... momento di ringraziamenti: grazie, grazie, grazie a tutti voi che mi state dando una possibilità! Non solo, grazie a chi lo ha ospitato nel suo blog per una segnalazione, a chi mi fa domande e mi da consigli... e anche a chi mi critica!
A chi legge il blog e a chi è sempre gentile e disponibile con me, anche con una semplice parola. È questo che mi piace, questa è la benzina per andare avanti.
Vorrei raccontarvi tante cose, soprattutto a proposito della scrittura de L'Erede, che mi crea molte difficoltà, ma mi da anche tante soddisfazioni. Ve ne parlerò in un post a parte.
Oggi vi lascio in compagnia di Hander, un ragazzino dolcissimo!
Premetto da subito che non amo le storie (libri, film, ecc...) con protagonisti dei bambini e/o adolescenti, perché cadono quasi sempre nel melenso. Se poi a tutto questo ci aggiungiamo anche un animale, allora si che stiamo a posto! 
Ma chissà, evidentemente nella vita si cambia... forse da quando sono diventata mamma sono un po' meno cinica, fatto sta che quasi senza volerlo il mio romanzo si è riempito di bambini in maniera diretta e indiretta.
Ne parlerò meglio, più avanti e nel seguito, che attualmente è in fase di scrittura. Lo farò perché i bambini saranno parte di un background importante e non mi riferisco solo ai piccoli protagonisti...
I bambini sono importanti, sono il futuro dell'umanità. Non dovrebbero soffrire, né conoscere il dolore e la sofferenza, o sentirsi indesiderati; non meno importante il fatto che i bambini qualche volta ci danno l'esempio, essendo nella loro semplicità, migliori di noi (tralasciando il loro lato "rompiscatole" che ognuno di loro possiede a vari livelli di intensità e con infinite sfumature). Per essere persone migliori, qualche volte ci dovremmo abbassare al livello dei bambini... ed anche i miei protagonisti, man mano che la storia va avanti, prenderanno atto di questo: mettere da parte l'egoismo e qualunque altro sentimento negativo, lasciarsi amare, diventare più semplici, lasciarsi condurre per proseguire il viaggio...
Ma torniamo al piccolo Hander, che se ci pensiamo bene tanto piccolo non è. Stiamo parlando infatti di un ragazzo sui quattordici- quindici anni. Entra in scena nella seconda parte del romanzo, ma in realtà  la storia del personaggio stesso comincia molto tempo fa, ecco perche lui è un grande protagonista a tutti gli effetti; Hander nasce di seguito alla città di Heloth, nel senso che ho cominciato ad idearli quasi insieme. È stato un flash, un'ispirazione improvvisa. Hander non si ispira a nessuno di mia conoscenza, ma ha tutte le fattezze fisiche di un ragazzo che esiste davvero e che aveva la sua età ai tempi dei tempi, quando cominciai a concepire i primi abbozzi della storia. Questo ragazzo non l'ho mai conosciuto, né ho mai saputo come si chiamasse, o da dove venisse, ma ricordo quanto mi colpì, poiché era il primo adolescente bello che avessi mai visto! Voi mi capite, a quell'età siamo tutti orrendi... cresce il naso, cambia la voce, spuntano i brufoli... Quel ragazzo no, era perfetto. Sembrava dipinto. Ricordo anche la poca attenzione che prestava allo stuolo di ragazzine che gli stava intorno. Si faceva i fatti suoi, serio tranquillo, con quell'andatura un po' "saltellante" che mi è rimasta così impressa da diventare caratteristica principale anche del mio personaggio.
Bene, l'Hander della storia è un adolescente, ma dimostra alcuni anni in meno di quelli che ha. È minuto, un po' infantile e sembra che trattenga le emozioni , come se le evitasse, non avendo mai imparato a dominarle; vive nella foresta di Maya, dove è cresciuto, un luogo vasto a sud dell'Isola, dove sugli enormi alberi sono state costruite case e ponti, come un piccolo villaggio vero e proprio e dove abita stabilmente una nutrita comunità di bambini orfani.
Hander sembra non legare molto con gli altri, forse perché scopriremo quasi subito, è il prediletto di Maya, colei che cura e si occupa di tutti. La donna gli dimostra il suo affetto in maniera quasi morbosa, tanto che Rowena crede fin da subito si tratti del suo vero figlio.
E proprio come Maya, anche Rowena si affeziona ad Hander e lui, incuriosito dai nuovi arrivati, si dimostra gentile e volenteroso, nonostante in alcune occasioni sconvolga in po' il gruppo dei tre protagonisti.
Ognuno di loro comincia a provare ben presto un forte sentimento nei confronti del ragazzino: a Rowena piace, gli si affeziona perché le ricorda i bambini di casa sua. Vuole farlo crescere e maturare.
Darion non lo dice apertamente, ma secondo me in Hander rivede se stesso da piccolo: timido taciturno, guardato con diffidenza dalla maggior parte delle persone.
Derek fa in un certo senso il bullo con lui. È la parte che preferisco meno del principe di Simor. Sa bene quale differenza abissale ci sia tra Hander e lui e se ne approfitta senza scrupoli. Non lo sopporta e cerca di evitarlo in tutti i modi, fino a metterlo in imbarazzo, chiamandolo con il brutto nomignolo di "rospetto". In realtà, benché sia difficile da credere, Derek ha paura di Hander, in un certo senso... Comunque, alla fine neanche lui si tirerà indietro quando ci sarà bisogno di proteggerlo.
Hander è in generale un ragazzino buono e tranquillo, ma come tutti quelli della sua età è affascinato  dalle armi e dalle avventure; qualche volta non riesce ad ubbidire, è un po' agitato, agisce a caso e maschera la paura con un pessimo umore.
Mi piace come reagisce al primo "strano battito del cuore", quasi se ne vergogna e come cambia repentinamente quando scopre che anche lui, il piccolo rospetto, è dotato di un grande coraggio.
Hander compirà un cammino che sarà un po' diverso da quello degli altri protagonisti. Sarà una maturazione personale, fisica e mentale e il tutto avverrà molto velocemente, quasi Hander avesse "riposato" in attesa del momento opportuno.
Questo personaggio non ha lunghi spazi nel romanzo, ma la maggior parte delle scene con lui sono rilevanti nell'andamento della storia.




*Attenzione Spoiler*




Se avete letto il mio romanzo saprete già che Hander ci sarà anche nel seguito. Ad oggi non so ancora dirvi con certezza quanto e come, ma certamente avrà più spazio e sarà notevolmente cambiato.








Così anche per questa volta è tutto, vi saluto e vi abbraccio.