giovedì 15 ottobre 2015

Ce la possiamo fare...

Buon pomeriggio e ben ritrovati!
Sono passati la bellezza di... otto mesi dal mio ultimo post e lo so che non è un granché come saluto.
Ma non me ne vogliate, la storia del blog aggiornato in modo discontinuo, con la owner che si scusa ogni volta promettendo di non farlo più e di impegnarsi ad aggiornare più spesso l'abbiamo già sentita; io stessa ho usato diverse volte questa tattica e no, non la userò ancora. Non starò qui a menare con le solite promesse, non vi prometto un bel niente! :D Questo perché non posso più fare progetti, neanche a breve termine (già, neanche un banalissimo "ora vado cinque minuti al bagno"), perché lo so che tanto poi non riesco a portarli avanti.
E insomma, lo scorso 27 aprile, dopo un travaglio di solo un'ora, è nato Sebastiano. Sono diventata mamma per la seconda volta, e se un figlio ti cambia la vita, due te la stravolgono nel vero senso della parola! Magari di lui vi parlerò in un post a parte, ma sappiate che è un uomo e in quanto tale, rompe. Rompe quando ha fame, rompe quando ha mangiato, rompe quando ha sonno e dopo dieci minuti che si è svegliato. Rompe perché non vuole stare nel seggiolone, perché non gli piacciono i cartoni e quando vuole uscire. Sua sorella non era così; noi donne siamo diverse, ci adattiamo. Ricordo che lei non la sentivo per ore e infatti con lei, se non ricordo male, ho concluso, editato e pubblicato un libro. Con lui è tutto un altro paio di maniche, ma ci stiamo lavorando.
Sì beh, capitemi, sono in difficoltà. Non è semplice concentrarsi e creare, quando in testa si hanno solo sigle di cartoni animati e ninne nanne; per fortuna dormo. Dovrei accendere un cero solo per questo.
Nonostante questo, oggi non voglio salutarvi così. Qualche novità per quanto riguarda la "nuova veste" di Heloth c'è. Non posso dire niente per ora, ma tra non molto saprete... diciamo verso Natale... ;)
Inutile dire che sono felicissima ed emozionatissima per questo e spero di condividere la mia gioia con molti di voi.
Come alcuni di voi sanno, non sono solo latitante su questo blog. Mi trovate infatti sempre molto attiva su vari social e a me fa sempre piacere incontrare persone interessate a seguirmi e soprattutto ad interagire, perciò se volete, fatevi avanti.
Per oggi è davvero tutto, a risentirci appena potrò.
Bye!

sabato 7 febbraio 2015

7 febbraio- il mio regalo per voi!


Ve lo avevo promesso: in occasione del mio compleanno vi regalo un estratto dal mio secondo romanzo, L'Erede. Eccolo qua! Sono stata un po' indecisa, perché amo troppo questo romanzo e non riesco mai a scegliere quale parte mi piace di più per condividerla!!! Mi dispiace solo di non poter evitare gli SPOILER! Ogni capitolo ne contiene, purtroppo. State attenti! Se volete leggere Heloth, evitate questo post..

«È permesso?» Una voce sconosciuta echeggiò nella serra.
Rowena si drizzò immediatamente sulla sedia, voltandosi.
Una figura apparve sulla soglia ed entrò, accostandosi la porta alle spalle.
«Perdonate l'intrusione, non volevo spaventarvi» continuò, mentre con l'andatura calma, ma decisa di un serpente si insinuava nella serra e si avvicinava al tavolo.
Rowena non rispose, troppo impegnata ad aguzzare la vista per riconoscere quella persona; finché la porta della serra non fu richiusa non riuscì a distinguerne il viso. Poi lentamente, nella penombra, apparve un uomo, alto, con i capelli chiari, radi e corti e folti baffi ben curati. Non lo conosceva, eppure...
«Spero di non avervi spaventato» disse rivolto a Rowena.
«Eravate nella biblioteca con Darion, se non sbaglio?» rispose lei timidamente.
L'uomo sorrise e le si sedette vicino.
«Dovete essere molto in confidenza, se chiamate sua maestà per nome!»
Rowena si sentì avvampare. Si strinse nelle spalle e abbassò gli occhi.
«Non volevo mettervi in imbarazzo, mia cara, era solo una semplice domanda!» la rassicurò l'uomo. «Permettetemi di presentarmi» si chinò. «Mi chiamo Adam e vengo da Villaggio di Legno, a nord. Sono il nuovo consigliere personale del re». Con decisione, Adam prese la mano di Rowena e le sfiorò il dorso con le labbra.
«Mi chiamo Rowena, signore... Conosco Villaggio di Legno» si rianimò un po' la ragazza. «Ci sono bravi scultori laggiù...»
«I più bei giocattoli di tutta l'Isola!» sorrise Adam tutto orgoglioso. «Così anche voi venite da Dèl?»
«Sì, ma il mio villaggio è piccolo, si trova a ridosso delle montagne, quasi all'estremo confine nord» precisò Rowena. «In realtà, conosco meglio Simor, di Dèl».
Adam piegò un lato della bocca, fissando Rowena. «Immagino» rise sornione. «Avete i colori tipici delle ragazze di montagna» aggiunse, riprendendosi. «La pelle chiara... spruzzata di lentiggini, che danno un tocco di colore alle vostre guance... Per non parlare dei vostri meravigliosi capelli!»
«Siete un acuto osservatore» osservò Rowena con un filo di voce, mentre con una mano si nascondeva velocemente una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
«È il mio mestiere» rispose Adam. «Guardare con attenzione tutto ciò che mi circonda, riconoscere cosa è giusto e cosa è sbagliato, dare giudizi, valutazioni... per il bene del mio signore. E voi, permettetemi di dirlo, siete ancora più bella quando siete in imbarazzo! I vostri occhi brillano...»
«Siete troppo gentile, mio signore...»
«Dico solo la verità, cara. Non è difficile essere attratti da voi. Chiunque resterebbe abbagliato dalla vostra dolcezza. Giovani, meno giovani... re.»
Rowena si limitò a sorridere, perché non sapeva in quale altro modo rispondere.
Adam distolse gli occhi da lei un momento guardandosi intorno e interrompendo la conversazione. Sembrava che si fosse accorto solo in quel momento dove si trovava.
«Che posto è mai questo?» domandò a voce alta, spaziando con lo sguardo sul soffitto, dietro gli archi e le mensole, fino all'armadietto degli intrugli.
«Questa è la serra privata del re» spiegò Rowena.
«Una serra?» Adam la guardò sorpreso.
«Una serra segreta, sì. Dove sono custoditi gli ultimi esemplari di molte piante speciali».
«E della quale voi avete la chiave e libero accesso».
Rowena annuì timidamente.
Adam si guardò intorno ancora, curioso e divertito, finché i suoi occhi si posarono sul largo vaso tondo posato per terra.
«Che accidenti di creatura è quella?» esclamò, indicando il bel fiore blu che si mostrava alla flebile luce delle torce.
«Si chiama Giglio Traditore, è una pianta carnivora» spiegò attentamente Rowena, ricordando le parole di Darion. «Non avvicinatevi troppo, signore, o vi stordirà con il suo profumo!»
Adam si fece più attento. Emise una risatina, come se volesse far capire a Rowena che non credeva alle sue parole.
«State cercando di spaventarmi, forse? Mia cara, chi credete di avere di fronte?» scherzò, fingendo di rimproverarla.
Rowena rispose al sorriso. «Non mi sto prendendo gioco di voi, signore!» si posò una mano sul petto. «Non sentite forse quest'odore pungente? Neanch'io ci ho creduto la prima volta, ma poi mi sono avvicinata troppo e sono svenuta!»
«Davvero? E suppongo che a salvarvi sia intervenuto il nostro amato re...» Adam continuava a ridere complice.
«Per fortuna sì...» sospirò Rowena, riprendendo fiato. «È stato terribile... che sciocca».
Adam si avvicinò al vaso, inginocchiandosi, scrutando quella pianta con particolare interesse.
«Si trova nei petali l'essenza che fa perdere i sensi» continuò Rowena. «Una volta Darion... il re... mi ha raccontato di averne usato uno su un uomo. Lo ha addormentato di proposito per curargli una gamba... Non vi avvicinate troppo, però...»
«Affascinante!» esclamò Adam, tornando a rivolgere tutte le sue attenzioni su Rowena.
«Dunque, mia cara, stavamo dicendo? Ah, sì, re Darion! Non mi avete ancora detto quanto è importante per voi!» tornò a sedersi e con la mano accarezzò la superficie irregolare del tavolo. «Non che io voglia intromettermi, ma sapete... sono fatto così, è più forte di me. Devo conoscere, sapere... informarmi» sorrise deciso. «Naturalmente, non siete tenuta a rispondere se...»
«Non vi preoccupate» lo interruppe Rowena. Sentì che stava arrossendo. «Vi basta se vi dico tanto da sopportare perfino l'oscuro castello di Simor?»
Adam mostrò un largo sorriso di grossi denti bianchi.
«Tanto da rischiare di dargli un figlio illegittimo?» ribatté.
Rowena parve svegliarsi da un bel sogno.
«Eh?»
Quasi vacillò sulla sedia. Era sicura di non conoscere del tutto il significato di quella parola, eppure una volta l'aveva già sentita e non le piaceva. L'aveva pronunciata Maya, parlando di Hander. Maya aveva accolto il piccolo credendo fosse il figlio illegittimo di un nobile, o una persona molto importante; aveva detto di volerlo proteggere, perché la sua vita poteva essere in pericolo. Ma da chi? E perché?
«Ma noi non... lui non...» scosse la testa, balbettò, mentre i suoi occhi roteavano in giro per la stanza, senza riuscire a posarsi su quelli di Adam.
«Perdonate la franchezza, mia cara, è il mio mestiere...» disse il consigliere, tornando mansueto.
«Questo l'avete già detto» rispose Rowena con veemenza. «Spiegatemi perché l'avete detto».
Adam prese tempo. «Volevo capire se vi rendete conto del rischio».
«Che assurdità!» esclamò Rowena. Respirò forte, ricacciando indietro lacrime di rabbia. «Voi non sapete niente di me, di Darion. Nessuno sa niente di noi! Perché mi parlate di rischio? A cosa vi riferite?»
«Mia cara, calmatevi. È evidente che non sapete a cosa andate incontro. Il vostro comportamento potrebbe portarvi guai enormi...»
«E io vi ripeto che voi non sapete niente di noi!» ruggì Rowena.
Adam però non sembrò sorpreso. «Un figlio illegittimo porterebbe scompiglio nel regno» continuò. «Distruggerebbe l'immagine del re, la sua stessa persona.» Sorrise. «Non voglio spaventarvi, né darvi un'immagine sbagliata di me, ma dovete essere messa al corrente di ciò che ogni azione che facciamo oggi, ogni decisione che prendiamo, comporta nel futuro. Vi sto facendo un favore, in realtà. Volete davvero rovinare la vita del vostro amato Darion?».
Rowena si lasciò ricadere contro lo schienale della sedia, come nell'atto di ascoltare il consigliere del re.
«Quale minaccia porterebbe un bambino innocente?» chiese con occhi velati.
«Una minaccia più grande di quello che credete, lasciate che ve lo dica uno che certe cose le conosce bene».
«Io ne so molto più di voi di bambini indesiderati» sussurrò Rowena. «Tuttavia, ancora non ho capito dove volete arrivare con le vostre affermazioni».
«Un figlio illegittimo metterebbe in cattiva luce l'immagine del re. Un figlio illegittimo vi dividerebbe per sempre. Un figlio illegittimo porterebbe scompiglio nel regno, vi ripeto» sentenziò Adam solennemente. «Preferireste scappare? Fuggire per sempre dal vostro amato Darion? Vivere per sempre nascosta, temendo ogni giorno per la vostra vita e per quella di vostro figlio?»
«E perché mai sarei costretta a fuggire?» Rowena si era incurvata, sotto il peso delle parole di Adam.
«Perché un figlio illegittimo è una vergogna per un re.» Adam cambiò il tono. «Mia dolce fanciulla, sono qui per aiutarvi. Pensateci bene, non è meglio separarsi felicemente, mantenendo per sempre un bel ricordo della persona amata?»
«Vi piace molto la parola figlio illegittimo, vero?» sorrise amaramente Rowena.
«Per niente, a dire la verità».
Calò il silenzio, nel quale Rowena si fermò a fissare quell'uomo che all'improvviso, le aveva sbattuto in faccia una terribile verità, al quale lei non aveva mai pensato; sapeva che sarebbe stato difficile stare accanto a Darion, ma non così. Non fino ad essere un ostacolo nella sua vita di re. Non fino a mettere a rischio la vita di un innocente. E tutti quei problemi si sarebbero presentati lo stesso se Darion l'avesse sposata? Ci pensò, ma preferì non chiederlo ad Adam.
«Siete strani, voi nobili» riprese, infine. «Avete tutto. Vi vantate di essere migliori della gente comune, dei poveri, come me. Siete sempre puliti, ben vestiti, sapete usare le parole, usate buone maniere, siete istruiti. Ma poi, chissà perché, avete paura di creature indifese! Siete capaci di farvi rubare il sonno da un lattante, fino a pensare di doverlo eliminare!»
«Se conosceste le antiche leggi, perdereste il sonno anche voi!» esclamò Adam. «Un bastardo che si presenta a corte, rivendicando il trono, a scapito di giovani rampolli purosangue, non è una cosa abbastanza grave per voi? Scoppiano rivolte, in questi casi. Perfino guerre!»
«Se mai avessi un figlio, non permetterei mai che facesse una cosa del genere» provò a rispondere Rowena.
«Quando sarà abbastanza grande non potrete impedirgli di fare le sue scelte. E non potete sapere che figlio sarà. Benché noi tutti lo amiamo, sappiamo bene quale sangue scorre nelle vene del nostro re!»
Rowena sbatté una mano sul tavolo, come a voler zittire all'istante il consigliere. Non voleva entrare a parlare anche di Kener, la conversazione aveva già preso una brutta piega senza di lui.
«Dunque, mi state invitando ad andarmene?» domandò con un filo di voce. Intanto, mille domande invadevano la sua mente, come vespe inferocite. Ma una prevaleva sempre su tutte: Darion era al corrente di tutto questo? E questo era forse il motivo per cui sempre più spesso la teneva lontano da sé?
Adam alzò entrambe le mani. «Lungi da me un tale pensiero! Io sono un umile consigliere, pertanto sono tenuto a dare consigli. Gli ordini qui li da solo il re! Io non vi dirò mai di andarvene. Vi ho fatto solo ragionare. Voi deciderete, secondo coscienza».
«Sì, ho capito.» Rowena si alzò faticosamente. «Se volete scusarmi...»
Adam le fece un cordiale cenno con la testa, continuando a stare seduto con le gambe incrociate.
Rowena indossò il mantello e fece per uscire. Quando fu sulla porta si fermò.
«Se io me ne vado, chi gli darà dei figli legittimi?» chiese mestamente.
Adam alzò le spalle. «La persona giusta, mia cara. Quella che comincerà a cercare quando non dovrà più pensare a voi. Datemi retta, non siate egoista. Salvatelo, se davvero gli volete bene».

estratto non ancora editato. L'Erede @LucyEmme

venerdì 5 dicembre 2014

Violet e Maya


Buongiorno amici!
Ormai lo sapete, ve ne sarete fatti una ragione: io qua sono latitante. Costretta ad uno hiatus forzato, mi faccio vedere poco. Troppo poco. Spero mi perdonerete.
Sono contenta che ogni tanto ritorno, quando il tempo, la connessione e la stanchezza me lo permettono.
In generale le cose vanno bene: la pancia cresce... è ciò che conta, ora.
E comunque tengo a precisare che sono ancora abbastanza presente sui social. Là mi trovate tutti i giorni. Ho conosciuto anche tante autrici nell'ultimo periodo ed ho iniziato a leggere tanti bei romanzi! Se non altro ho molto tempo per la lettura

Siamo alla fine per quanto riguarda le presentazioni. Oggi vi introdurrò due femmine belle toste, che non appaiono molto nel romanzo, ma hanno di sicuro la loro importanza.
Benché a un certo punto si unisca al gruppo, Violet è comunque un personaggio di contorno, infatti non la conosciamo a fondo, anche se la sua presenza risulterà abbastanza importante nella storia.
Ho voluto lasciare apposta un po' di mistero intorno a lei, perché Violet non è una ragazzina comune, è una Guardiana di Heloth e non una Guardiana come le altre.
Prima di tutto diciamo che Violet ha circa dodici anni; ha lunghi capelli biondi e la pelle un po' scura, quasi fosse perennemente abbronzata. Il fisico è minuto e gli occhi grigi, arguti e severi. È molto bella, ma non esprime dolcezza, nonostante sia solo una bambina.
Devo dire la verità: non mi sta molto simpatica. Ma questo è positivo, perché prima di tutto è proprio così che volevo fosse. E poi sono riuscita ad immedesimarmi di più in Rowena, che pasticciona e impulsiva com'è, non riesce proprio a reggere quando Violet la riprende. Oltretutto sono contenta, perché non ho ideato solo personaggi buoni assolutamente positivi. Trovo giusto anche che questi formino da soli le loro personalità e prendano un po' le loro strade... mi colpisce questa cosa. E mi affascina.
Come ho già detto, Violet compare per poco tempo, non fa molto, ma la sua presenza è fondamentale. Per metà della sua comparsata sarà solo la proiezione di se stessa, volta ad aiutare due personaggi in particolare; in seguito “riprenderà il suo corpo” solo grazie all'aiuto di uno dei protagonisti.
Dal suo aspetto sembra a dir poco vulnerabile, ma in realtà cela molto bene forza, intelligenza e poteri. Possiamo capire di lei che non è come le altre quando parla, o spiega qualcosa: allora dà l'impressione di essere un valoroso soldato... ma in qualche occasione, anche una bambina un po' troppo saccente e perfettina.
Violet però ha anche uno spiccato lato umano. Non mancheranno le occasioni in cui si troverà in difficoltà, o verrà sopraffatta da emozioni positive e negative.
I due personaggi che più sono legati a lei sono sicuramente Hander e Darion; Derek non ne è solo affascinato, ma probabilmente, essendo molto piccola, si sente anche responsabile e in dovere di proteggerla.
Rowena, come ho detto all'inizio, non la sopporta. Il rapporto tra le due resterà sempre un po' freddo. D'altronde sono due creature e due caratteri completamente diversi tra loro; Violet dovrà essere più severa e pungente del dovuto per tenere a bada Rowena, mentre quest'ultima sarà costretta a sforzi enormi di pazienza per riuscire a sopportare e rispettare la piccola Guardiana.

Maya è un altro personaggio, che io trovo molto positivo. È una mamma, nel vero senso della parola, non solo perché si occupa di bambini orfani, ma anche perché la sua intera persona è di quelle che infonde insieme tenerezza e sicurezza.  È la donna che sa fare tutto, che ha sempre una soluzione pratica per risolvere le situazioni e non si stanca mai.  È un po' quel genere di “donna di casa” che io invidio e alla quale, probabilmente, non assomiglierò mai.
Maya è giovane, ma il suo aspetto la fa sembrare più matura: è bassa di statura e abbastanza in carne, con un bel seno prosperoso; ha gli occhi chiari, di un colore indefinito e una lunga coda di capelli neri.  È una donna generosa e coraggiosa, che non si tira indietro ed offre senza paura il suo aiuto ai tre protagonisti.
Maya è a capo e diretta responsabile di una piccola comunità di bambini orfani, che vivono stabilmente in un bosco a sud; è la figura più importante del gruppo, tanto che il luogo dove abita viene chiamato proprio “la foresta di Maya”.
È molto difficile tenerle un segreto: come una mamma, anche se conosce da poco le persone, indovina gli stati d'animo e capisce le situazioni. A volte è un po' impulsiva e quando si altera, la prima cosa che si nota è come si colora di rosso il suo viso.
Maya non capisce la scelta drastica che hanno preso i principi di Simor. La trova un'azione avventata e stupida e non ha peli sulla lingua a dire come la pensa, trattando i due cugini un po' troppo come due bambini viziati.
Derek, che prende tutto alla leggera, non se ne cura più di tanto, mentre Darion avrà con lei un duro scontro verbale.
Maya è anche custode di un importante segreto e di un incontro che ha lasciato il segno nei suoi ricordi, ma soprattutto nel suo cuore.
Rowena, dopo un lungo viaggio e prove estenuanti a livello fisico e psicologico, trova in lei un vero rifugio. Finalmente può confrontarsi con una donna ed avere l'appoggio di qualcuno che la capisce.

Queste sono le due protagoniste di oggi, spero vi abbiano incuriosito e vi abbiano ispirato un po' di simpatia.

Sinceramente, a presto.

venerdì 7 novembre 2014

Sono tornata?

...Boh! Chi lo sa, mistero della fede.
Beh, rieccomi di nuovo qua, davanti ad un vero computer, con una connessione che funziona come fosse sulle montagne russe. Ma ci sono, è questo che conta.
Il mio ultimo post risale allo scorso Luglio e da allora due o tre cosine posso raccontarvele, sì.
La nuova casa è quasi a posto, abbiamo detto ciao ciao alla città e siamo tornati nel mio paesello di campagna!!!
Manca qualche luce qua e là, ma i mobili ci sono tutti, da riempire, ma lo faremo pian piano.
Ciò che conta di più in realtà è che ci sono le persone. Siamo noi tre, finalmente insieme, dopo un anno passato tra privazioni, sacrifici e soprattutto separati. E non solo! Non siamo proprio tre... diciamo che siamo tre e mezzo... Vabbé, avete capito, sono molto incinta! Questo è il motivo principale della mia latitanza nell'ultimo periodo... d'accordo, ovvio che sono felicissima, preoccupatissima e già stanchissima! Purtroppo non sto molto bene e sono stata davvero malissimo i primi tre mesi; le mie giornate le passo per la maggior parte ferma a letto; ho pochissima concentrazione, che non mi permette di leggere quanto vorrei, né soprattutto di scrivere (lo sapevate che durante la gravidanza si abbassa il QI e il cervello riduce le sue prestazioni?). Purtroppo la scrittura de L'Erede è un attimo ferma, proprio a causa di questo, ma ci penso sempre e vorrei andare un po' avanti prima che il bimbo nasca.
Nel frattempo continuo a collaborare con Evelyn, la ragazza che ha disegnato la cover di Heloth, per il booktrailer e spero entro Natale di presentarvelo.
Insomma, in realtà non sono del tutto ferma, faccio ciò che posso, quando ce la faccio... quindi anche voi non mi abbandonate, eh?
E' tutto, per ora.

Lucia

mercoledì 23 luglio 2014

Un anno di Heloth

Ci siamo signore e signori! È già passato un anno da quando ho pubblicato "Heloth tra il Cielo e la Terra"! Un anno dalla decisione di prendere il mio bambino e darlo in pasto al web...
Non sono qui per tirare le somme, o per fare bilanci di questi dodici mesi. Sono qui solo per ricordare, con un po' di emozione e nostalgia quei momenti; a voi non ve ne fregherà niente, ma a me sì. Nessuno può immaginare  quante incertezze prima di decidere quale fosse il passo più giusto da fare. Perché auto pubblicarsi è un po' ghettizzarsi. Dai, diciamo la verità, ora lo posso fare anch'io: siamo guardati storto dagli intellettuali, da chi ha la sua bella casina editrice e da chi si proclama lettore accanito, quando poi apre solo quei due- tre generi dei soliti due- tre autori.
Ma non sono qui per parlare di questo.
Voglio ricordare con voi l'estate scorsa, passata quasi interamente al caldo torrido di Firenze, lontano da mia figlia, a chiedermi se fossi una brava mamma, o una cretina, che lasciava una bambina di due anni con i nonni per fare l'editing di un romanzo che probabilmente non avrebbe mai letto nessuno. Vorrei che provaste ad immaginare le mie notti davanti al computer, su quella sedia che diventava ogni ora più scomoda, trasformandosi in uno strumento di tortura; le zanzare che mi assillavano, mentre io mi scervellavo con quel programma per trasformare un file doc in un file mobi. Sembrano cazzate, ma ho creduto di impazzire, di diventare isterica, di non farcela ad un passo dalla fine. C'era sempre un problema, un ostacolo che mi faceva dire "via, basta, non si può fare". E la mattina dopo si risolveva tutto e potevo smettere di frignare e andare avanti.
E chi te l'ha fatto fare, direte voi? Nessuno, se non la passione per quello che ho fatto e che faccio. Non è un lavoro, né probabilmente qualcosa che andrà oltre questa stanza, o quel social network. È quello che provo io quando scrivo che conta. Ciò che mi dà il comunicare con la scrittura, a me che non riesco a mettere insieme un periodo a voce, che mi emoziono e tiro fuori un sacco di stronzate e sembro deficiente, già solo se devo presentarmi; che vado in crisi al solo pensiero di più di due facce che mi guardano mentre parlo.
È com mi sento quando scrivo che dà sapore e fa sopportare la fatica, il sonno, la noia, il blocco ...
"Sono elettricità" diceva Billy Elliot. Per me è lo stesso quando mi perdo nelle mie storie e nei miei mondi... e tutto sommato, non credo di essere egoista, o infantile. Perciò ecco, sono felice di aver condiviso con voi la storia di Rowena, il mondo di Heloth, tutta questa mia piccola storia. E soddisfatta delle decisioni prese; oltretutto mi ritengo fortunata, perché le cose sono andate oltre le mie aspettative. Ho dato, ma ho anche ricevuto e ho imparato tanto.
Per questo vado avanti, senza fretta. Le cose buone e belle vanno godute. Io mi accomodo, se volete seguirmi...

martedì 6 maggio 2014

AAA Cercasi compagno di viaggio e altri aggiornamenti


Buongiorno!
Trovo necessario farmi vedere ogni tanto su questo blog, giusto per non passare da superficiale perditempo nonché procrastinatrice doc. Insomma, lo sappiamo tutti che aprire un proprio angolino è sempre entusiasmante... il bello viene quando tale angolo deve essere mantenuto, un minimo, seriamente.
Comincio subito col chiedervi come avete passato queste vacanze pasquali e il lungo ponte. Spero meglio di me. Avevo qualche progettino in merito: dedicarmi alla casa, fare un po' la mogliettina, godermi qualche gita fuori porta con la famiglia, torturare i miei fioricini... e poi riposarmi dalla scrittura, ma allo stesso tempo, coltivare e rivedere alcuni paragrafi e punti più rognosi della storia.
Niente di tutto questo è accaduto.
Mi sono ammalata, cioè ho avuto praticamente di tutto, a cominciare dagli atroci mal di testa che mi affliggono di tanto in tanto in questo periodo dell'anno e che mi hanno fatto temere di perdere per la strada il senno e qualche buona idea, fino alla febbre a 39, per cui potevo solo stare a letto e bere i thè bollenti e mai zuccherati che solo gli uomini sanno preparare.
Nei momenti di lucidità ho aperto un po' il mio Kindle, curiosando con qualche estratto inedito, ma ve lo dico sinceramente, avrei fatto meglio ad evitare. Mi sono imbattuta in cose che mi hanno buttato un po' nello sconforto per come certi autori inediti presentano i loro lavori, ma non entro nello specifico, perché sono ancora provata.
Ho letto anche qualcosa di buono, grazie a Dio. Un altro romanzo della mia amata Sophie Kinsella e ho iniziato un altro classico di quelli che mi mancano, La Freccia Nera.
E voi, avete letto qualcosa di bello? No, in realtà voglio solo sapere se avete letto Heloth tra il Cielo e la Terra, ihihihih! :) Mi piacerebbe davvero avere qualche commento e qualche feedback in più, ma sembra che i miei lettori siano un po' stitici... Beh, nonostante questo ringrazio infinitamente e di cuore chi lo ha acquistato, chi lo ha letto, chi lo sta leggendo e anche chi si è dimostrato curioso di leggerlo. Non avrò mai le parole giuste per esprimervi la mia felicità.
Chiusa parentesi e parliamo del mio amatissimo Erede!
Vorrei dirvi tante di quelle cose, ma non posso certo anticipare niente. Sappiate comunque che sono totalmente innamorata di questa storia e sono oltremodo contenta di come si stia sviluppando, perché vedo palesemente quanto il mio stile e la mia capacità di creare siano migliorati. Lo dico da severa perfezionista quale sono e ciò mi fa credere che anch'io sia capace di concretizzare qualcosa di buono.
Mi piace molto questa storia, come ho detto. Mi piace molto più di Helot tra il Cielo e la Terra, che è il mio primo romanzo e già lo amo e ci tengo enormemente e spero che tutto il mio entusiasmo sia un po' anche il vostro, in futuro.
Ma, c'è un ma. Come forse saprete non sono solo una signora- nessuno- self- publisher, sono anche una self- made woman, nel senso che tutto il lavoro che voi vedete è stato fatto da me e da me soltanto. Io scrivo, correggo, mi faccio la copertina, mi pubblicizzo, ecc... tutto ciò è un po' pesante, anche se c'è passione ed entusiasmo, ma è anche un pochino assurdo se ci pensate... non voglio lagnarmi, per carità, sono a dir poco orgogliosa, ma sto pensando seriamente di cercare un piccolo aiuto, proprio sul web, qualcuno più ferrato di me che potrebbe aver voglia di riguardare anticipatamente le bozze e possa dirmi con sincerità “quest'idea non è niente male”, oppure “hai scritto una marea di cazzate”. Ecco, giusto per non dovermelo sentir dire a lavoro finito.
Così, se non vi sembra che stia chiedendo la luna, ufficializzo la mia richiesta: se c'è qualcuno che ha letto Heloth tra il Cielo e la Terra e vorrebbe leggere anticipatamente L'Erede per darmi qualche dritta seria (concedendomi un po' del suo tempo senza scomparire per 6 mesi) scrivetemi, contattatemi, fatemi un fischio, fate voi. Per me va bene tutto, purché siate seriamente interessati.
In realtà avrei già adocchiato una o due personcine, ma a tutt'oggi non so... i compagni di viaggio bisogna sceglierseli con cura!
Fatto questo concludo informandovi che sono appena all'undicesimo capitolo. Abbiamo da poco iniziato a “ballare”, a fare sul serio, insomma. In questo libro si raschia il fondo del barile, ma non preoccupatevi, probabilmente i miei amati personaggi troveranno il modo di tornare in superficie.
Questo è un capitolo più complesso, più triste, più oscuro. È un po' meno fiabesco, un po' meno caramelloso (come ha detto qualcuno del mio primo) e ci sono molti nuovi personaggi, dei quali per adesso ne ho introdotto appena uno solo.
Mi auguro sinceramente di potervi dire qualcosa in più nei prossimi aggiornamenti.
Anche per questa volta è tutto, vi saluto e vi abbraccio,

alla prossima!!

giovedì 10 aprile 2014

Hander

Buongiorno a tutti!
Ok, dopo essermi cimentata con le recensioni, ritorniamo nei ranghi e ricominciamo a presentare i miei cari personaggi di "Heloth tra il Cielo e la Terra". Non ne mancano molti e spero di concludere a breve, anche per soddisfare la curiosità di chi sta leggendo il romanzo.
A proposito di questo... momento di ringraziamenti: grazie, grazie, grazie a tutti voi che mi state dando una possibilità! Non solo, grazie a chi lo ha ospitato nel suo blog per una segnalazione, a chi mi fa domande e mi da consigli... e anche a chi mi critica!
A chi legge il blog e a chi è sempre gentile e disponibile con me, anche con una semplice parola. È questo che mi piace, questa è la benzina per andare avanti.
Vorrei raccontarvi tante cose, soprattutto a proposito della scrittura de L'Erede, che mi crea molte difficoltà, ma mi da anche tante soddisfazioni. Ve ne parlerò in un post a parte.
Oggi vi lascio in compagnia di Hander, un ragazzino dolcissimo!
Premetto da subito che non amo le storie (libri, film, ecc...) con protagonisti dei bambini e/o adolescenti, perché cadono quasi sempre nel melenso. Se poi a tutto questo ci aggiungiamo anche un animale, allora si che stiamo a posto! 
Ma chissà, evidentemente nella vita si cambia... forse da quando sono diventata mamma sono un po' meno cinica, fatto sta che quasi senza volerlo il mio romanzo si è riempito di bambini in maniera diretta e indiretta.
Ne parlerò meglio, più avanti e nel seguito, che attualmente è in fase di scrittura. Lo farò perché i bambini saranno parte di un background importante e non mi riferisco solo ai piccoli protagonisti...
I bambini sono importanti, sono il futuro dell'umanità. Non dovrebbero soffrire, né conoscere il dolore e la sofferenza, o sentirsi indesiderati; non meno importante il fatto che i bambini qualche volta ci danno l'esempio, essendo nella loro semplicità, migliori di noi (tralasciando il loro lato "rompiscatole" che ognuno di loro possiede a vari livelli di intensità e con infinite sfumature). Per essere persone migliori, qualche volte ci dovremmo abbassare al livello dei bambini... ed anche i miei protagonisti, man mano che la storia va avanti, prenderanno atto di questo: mettere da parte l'egoismo e qualunque altro sentimento negativo, lasciarsi amare, diventare più semplici, lasciarsi condurre per proseguire il viaggio...
Ma torniamo al piccolo Hander, che se ci pensiamo bene tanto piccolo non è. Stiamo parlando infatti di un ragazzo sui quattordici- quindici anni. Entra in scena nella seconda parte del romanzo, ma in realtà  la storia del personaggio stesso comincia molto tempo fa, ecco perche lui è un grande protagonista a tutti gli effetti; Hander nasce di seguito alla città di Heloth, nel senso che ho cominciato ad idearli quasi insieme. È stato un flash, un'ispirazione improvvisa. Hander non si ispira a nessuno di mia conoscenza, ma ha tutte le fattezze fisiche di un ragazzo che esiste davvero e che aveva la sua età ai tempi dei tempi, quando cominciai a concepire i primi abbozzi della storia. Questo ragazzo non l'ho mai conosciuto, né ho mai saputo come si chiamasse, o da dove venisse, ma ricordo quanto mi colpì, poiché era il primo adolescente bello che avessi mai visto! Voi mi capite, a quell'età siamo tutti orrendi... cresce il naso, cambia la voce, spuntano i brufoli... Quel ragazzo no, era perfetto. Sembrava dipinto. Ricordo anche la poca attenzione che prestava allo stuolo di ragazzine che gli stava intorno. Si faceva i fatti suoi, serio tranquillo, con quell'andatura un po' "saltellante" che mi è rimasta così impressa da diventare caratteristica principale anche del mio personaggio.
Bene, l'Hander della storia è un adolescente, ma dimostra alcuni anni in meno di quelli che ha. È minuto, un po' infantile e sembra che trattenga le emozioni , come se le evitasse, non avendo mai imparato a dominarle; vive nella foresta di Maya, dove è cresciuto, un luogo vasto a sud dell'Isola, dove sugli enormi alberi sono state costruite case e ponti, come un piccolo villaggio vero e proprio e dove abita stabilmente una nutrita comunità di bambini orfani.
Hander sembra non legare molto con gli altri, forse perché scopriremo quasi subito, è il prediletto di Maya, colei che cura e si occupa di tutti. La donna gli dimostra il suo affetto in maniera quasi morbosa, tanto che Rowena crede fin da subito si tratti del suo vero figlio.
E proprio come Maya, anche Rowena si affeziona ad Hander e lui, incuriosito dai nuovi arrivati, si dimostra gentile e volenteroso, nonostante in alcune occasioni sconvolga in po' il gruppo dei tre protagonisti.
Ognuno di loro comincia a provare ben presto un forte sentimento nei confronti del ragazzino: a Rowena piace, gli si affeziona perché le ricorda i bambini di casa sua. Vuole farlo crescere e maturare.
Darion non lo dice apertamente, ma secondo me in Hander rivede se stesso da piccolo: timido taciturno, guardato con diffidenza dalla maggior parte delle persone.
Derek fa in un certo senso il bullo con lui. È la parte che preferisco meno del principe di Simor. Sa bene quale differenza abissale ci sia tra Hander e lui e se ne approfitta senza scrupoli. Non lo sopporta e cerca di evitarlo in tutti i modi, fino a metterlo in imbarazzo, chiamandolo con il brutto nomignolo di "rospetto". In realtà, benché sia difficile da credere, Derek ha paura di Hander, in un certo senso... Comunque, alla fine neanche lui si tirerà indietro quando ci sarà bisogno di proteggerlo.
Hander è in generale un ragazzino buono e tranquillo, ma come tutti quelli della sua età è affascinato  dalle armi e dalle avventure; qualche volta non riesce ad ubbidire, è un po' agitato, agisce a caso e maschera la paura con un pessimo umore.
Mi piace come reagisce al primo "strano battito del cuore", quasi se ne vergogna e come cambia repentinamente quando scopre che anche lui, il piccolo rospetto, è dotato di un grande coraggio.
Hander compirà un cammino che sarà un po' diverso da quello degli altri protagonisti. Sarà una maturazione personale, fisica e mentale e il tutto avverrà molto velocemente, quasi Hander avesse "riposato" in attesa del momento opportuno.
Questo personaggio non ha lunghi spazi nel romanzo, ma la maggior parte delle scene con lui sono rilevanti nell'andamento della storia.




*Attenzione Spoiler*




Se avete letto il mio romanzo saprete già che Hander ci sarà anche nel seguito. Ad oggi non so ancora dirvi con certezza quanto e come, ma certamente avrà più spazio e sarà notevolmente cambiato.








Così anche per questa volta è tutto, vi saluto e vi abbraccio.

martedì 1 aprile 2014

Terra Ignota: il fantasy italiano non è mai stato così bello.



Buona sera a tutti cari aficionados di questo blog!
È un po' che non mi si vede da queste parti, eh? Sono stata un po' in giro per vari mondi in quest'ultimo periodo, il resto è stato, come sempre, dedicato alla vita reale, sempre a darsi da fare  affinché le cose continuino ad andare avanti così e, se possibile, anche meglio... piccole soddisfazioni personali e familiari, piccoli pezzettini del grande puzzle della mia esistenza.
La scrittura va un po' su e giù, come sulle montagne russe, ma prosegue, senza fretta.
Chi mi segue qui sul blog, o mi sopporta nel simpatico mondo di Twitter, avrà “annusato” che oggi sono qui per fare una cosa diversa dal solito. Esatto. Vi recensisco un libro, o almeno ci provo.
Non ho mai recensito un libro in vita mia, al massimo ho fatto qualche commento (il tempo è già poco per scrivere), ma questa volta merita, ve lo assicuro e siccome in questi giorni non faccio altro che leggere commenti emozionati ed entusiasti sulle ultime uscite d'oltre oceano, mi sembrerebbe giusto che si apprezzasse anche quello che c'è in Italia, che in questo caso è tanta bella roba.

VELOCE SCHEDA RIASSUNTIVA:
Titolo: Terra Ignota- il risveglio
Autore: Vanni Santoni
Formato: Cartaceo e ebook
Editore: Mondadori
Prezzo ebook: 9,99

LA STORIA:
Ailis è solo una ragazzina di dodici anni quando il suo villaggio viene attaccato e dato alle fiamme- durante una notte di festeggiamenti- da un gruppo di cavalieri sconosciuti. Lei e pochi altri si salvano per miracolo, ma la sua migliore amica, la dolce Vevisa viene fatta prigioniera e portata via.
Nella mente solo le tre lepri e il cerchio d'acciaio dello stemma dei cavalieri e il volto spietato del loro comandante, nel cuore due desideri: la vendetta su coloro che le hanno portato via tutto e ritrovare Vevisa.
Ailis parte così, spaventata, ma risoluta, verso un lungo viaggio che la condurrà (e vi condurrà) non solo a scoprire nuove terre e straordinarie città, luoghi incantati e maledetti, ma soprattutto a conoscere la vera se stessa, attraverso varie sofferenze, lotte per la sopravvivenza, nuove amicizie e amore.
Non ricordo dove ho sentito parlare la prima volta di questo romanzo, ma quando l'ho trovato in libreria ho dato un'occhiata alla trama, ho scorso alcune pagine e subito ho desiderato leggerlo; l'avevo già detto dall'inizio e, letto in una settimana confermo: questo libro più che una recensione, meriterebbe per genere, trama e stile, una dichiarazione d'amore. Merita due volte qualunque aggettivo positivo gli si voglia attribuire. Prima di tutto perché Vanni Santoni è toscano come me e ha portato il fantasy (che notoriamente è un genere su cui, qui in Italia, ci sono ancora troppi pregiudizi, sia da parte di lettori che di autori) a livelli che mai avevo letto prima.
Terra Ignota è una bella lezione di stile, per chi legge... e anche per chi scrive: semplice e complesso allo stesso tempo, curato e preciso, intelligente, mai scontato, crudo quanto basta, originale, avvincente e un po' tenero.
Si comincia subito dal prologo, che ci riporta all'archetipo della nascita del mito.  L'ho letto due volte, molto colpita. Le parole scorrono così fluide che più che leggerlo, verrebbe voglia di cantarlo! E così è stato per altri punti della storia, specialmente durante le descrizioni di alcuni combattimenti.
È un vero fantasy, con tutte le sue più belle caratteristiche e sfumature, ma ha un'anima tutta sua; non ci sono lupi mannari, vampiri, né verginelle che si innamorano di angeli caduti. Non ci sono neanche adolescenti disadattati con poteri soprannaturali e per fortuna, neanche scuole speciali per quest'ultimi, che ormai pullulano nelle librerie e a me personalmente fanno un po' tristezza.
Ailis, la protagonista, tanto verginella non è. Certo, è una bambina di dodici anni, mani piccole, lentiggini, capelli e temperamento da maschiaccio; ha una forza smisurata, è una lottatrice nata che vi stupirà. E così molti altri personaggi, ben costruiti nell'aspetto e nel carattere, personalità ben delineate... vi divertirete a scoprirli. Non mi voglio sbilanciare troppo però, per non rovinarvi la lettura.
Non meno importante la geografia, le descrizioni dei luoghi, delle città, delle battaglie, dove sembra davvero di essere lì presenti, di vedere la maestosità delle costruzioni, di percepire l'odore del sangue e di provare il dolore; e ancora l'aspetto magico, la fantasia con cui sono elencate e descritte le creature fantastiche, la scelta dei nomi, fino ad arrivare alle minuzie, i nomi delle piante, dei luoghi, le rune e tante altre piccole cose che passano veloci nella lettura di un romanzo, ma che in Terra Ignota ti rimangono in mente, tanto sono curate con abilità.
Infine, piccola osservazione sull'infinità di omaggi nascosti minuziosamente e con talento qua e là nel romanzo. Vanni Santoni ha nominato qualcuno nella nota finale, il mio pensiero è caduto su autori famosi e personalità del passato, durante la lettura. O forse chissà, è stato solo un caso, una pura sensazione soggettiva... fatto sta che anche in questo caso sono rimasta colpita in modo più che positivo.
Per concludere, che altro vi posso dire? Leggetelo, non potrà non piacervi. E a me, un po' triste e smarrita alla fine del libro e di questo post, rimangono due desideri:
*Avere la versione cartacea autografata
*Sapere quando uscirà il seguito
^_^

A presto e ovviamente buona lettura!

venerdì 28 febbraio 2014

Fero (piccoli spoilers)

Ferio, o Fero, come poi è diventato ufficialmente, è l'unico personaggio di Heloth Tra il Cielo e la Terra ispirato ad una persona esistente, a cui in passato sono stata legata da una forte amicizia e alla quale tutt'ora sento di essere molto affezionata, benché ci siamo un po' persi. Di questa persona non ha le fattezze fisiche (quindi, per chi mi conosce bene, non vi sforzate di indovinare, tanto non ci riuscirete e io non ve lo dirò comunque), ma bensì l'essenza.
Fero non è l'unico personaggio “strano” del romanzo, ma è certamente uno dei più interessanti. E' uno dei Guardiani di Heloth, anzi, come spiegherà lui stesso ad un certo punto della storia, è il primo dei Guardiani, una sorta di capo, più saggio e più forte di tutti gli altri.
I Guardiani sono abitanti di Heloth, ma di essa sono soprattutto le sentinelle, i soldati. Sono maschi e femmine e a differenza degli altri abitanti possono uscire dai confini del regno ogni volta che vogliono, o che ce n'è bisogno; posso definirli una sorta di angeli custodi, anche se ci sono delle differenze importanti con gli spiriti celesti. Innanzi tutto, i Guardiani non sono solo spirito, ma sono fatti di carne e ossa e possono essere feriti e uccisi e uccidere a loro volta; provano sentimenti umani, quasi sempre positivi, come l'amicizia e l'amore. Non nascono così, sono esseri umani morti e tornati in vita con queste sembianze e poteri. Mantengono le fattezze fisiche della loro vita precedente, ma crescono in forza e bellezza, subendo anche piccole alterazioni, ad esempio nello sguardo, nei lineamenti, ma anche nei colori dei capelli e degli occhi.
Un'altra cosa che li differenzia dagli angeli è che i Guardiani non hanno le ali. In apparenza sono dei veri e propri soldati, vestiti di un'armatura dorata, chiara e luminosa (tanto che, quando viaggiano sulla terra, stanno accuratamente avvolti in un lungo mantello che li copre completamente). Caratteristica è la luce bianca che si sprigiona da un punto tra il collo e le spalle e che aumenta quando si alzano in volo, quasi fosse un motore a propulsione e quando provano emozioni forti, come la gioia, la sorpresa, la rabbia, o la paura.
I Guardiani hanno molti poteri, tra i quali, come ho già detto, la forza. Un altro di questi è il potere di far comparire il cibo, con tanto di piatto, se per caso, il cibo in questione dovesse essere una minestra calda. Non è un potere da poco, se pensate al viaggio dei protagonisti!
Fero possiede anche un altro potere: praticamente è un conduttore vivente di sensazioni positive. Il suo tocco infonde coraggio e cambia i pensieri negativi in positivi, la stretta della sua mano evoca ricordi piacevoli ormai andati ed anche toccandolo senza la sua volontà si può ritrovare serenità e pace. Rowena, nella sua semplicità, tende sempre ad approfittare di questo, nei momenti più difficili... per fortuna Fero è anche un tipo molto paziente...
Il nostro Guardiano protagonista farà la sua comparsa nella seconda parte del romanzo. Di lui ci colpisce subito la stazza: non è un gigante, ma è comunque più alto del normale e ben piazzato, senza contare l'armatura che mette ancora più in risalto la sua robustezza; Il look è un po' selvaggio, capelli un po' lunghi, barba ispida, atteggiamento spavaldo, irriverente, con una buona dose di senso dell'umorismo e la sicurezza di chi ha sempre la situazione sotto controllo. Dal suo viso a volte traspare un che di infantile, poi subito dopo i suoi occhi sono quelli di un saggio anziano.
Più o meno tutti gli altri protagonisti sono legati a Fero, anche Hander, diffidente per natura, si affeziona quasi subito al Guardiano che gli offre tutti quei cibi deliziosi. E Derek, che stranamente non vede in lui un rivale, ma un esempio e, anzi, è parecchio incuriosito da questa creatura.
L'unico che prova disagio è Darion. Non ne parla con nessuno, ma i suoi atteggiamenti sono chiari: lui che è sempre così schivo e serio, fa una certa fatica ad abituarsi al sorriso disarmante di Fero e alla sua strana natura, senza contare il rapporto che si instaura tra lui e Rowena e il fatto che il Guardiano riesca sempre a proteggerla quando Darion non ci riesce.
Fero ha un legame speciale con Hander, ma soprattutto con Rowena. È destinato a proteggerla, ad esserle vicino quando ce n'è bisogno.

Raccontare questo personaggio nel romanzo mi è piaciuto molto. Lo trovo affascinante e misterioso con l'immagine che da di sé. Spero che piaccia anche a voi!
Con questo è tutto, spero passiate un bel fine settimana.
Alla prossima!

venerdì 7 febbraio 2014

Il mio regalo di compleanno

Salve a tutti, frequentatori del blog e non!
Il post che vado a scrivere oggi per me è molto, molto importante. E un post importante non può che essere postato in un giorno importante.
Vabbé, non amo particolarmente le auto celebrazioni, specialmente dopo i trent'anni. Mi fanno proprio tristezza ad essere sincera. Ma insomma, oggi è il mio compleanno e -evitando di soffermarmi su quanti anni compio, che non riesco nemmeno a dirlo, cioè, proprio non articolo le parole- invece di aspettarmi regali e auguri, vi faccio io un bel regalo!

Che c'entra... i regali me li aspetto, eccome! Stessa cosa per gli auguri, che quelli non costano niente. :D

Parlando di cose serie, oggi svelerò le primissime anticipazioni sul nuovo libro che sto scrivendo, che mi sta prendendo davvero tanto, coinvolgendomi e facendomi prendere atto di due cose molto importanti:
1- Scrivere non è una cotta, ma un vero e proprio amore maturo, perché ne sento il bisogno ogni giorno di più.
2- Il mio stile si sta modificando. Sono molto più soddisfatta di come la narrazione adesso appare  fluida e corretta, rispetto all'inizio e anche di come riesco a sviluppare la trama. Ovviamente questa è solo un'opinione personale. Tuttavia, anche questo è un tipo di allenamento e io continuo a mettercela tutta affinché possa migliorare ancora e ancora.

E prima di iniziare, voglio spendere anche due righe per tutti quelli che hanno letto “Heloth tra il cielo e la terra”, o che lo stanno leggendo, che si sono affezionati ai protagonisti, che mi hanno dato consigli, o incoraggiato; alle blogger che si sono rese disponibili a leggerlo (grazie per la vostra opportunità!) e, perché no, anche a quelli che prima hanno lanciato il sasso e poi hanno ritirato la mano (senza sapere niente né di me, né del romanzo!): siti importanti, nati per aiutare creativi emergenti, con cui ho scambiato varie email e poi sono spariti; fantomatici blogger che mi hanno contattato per un'intervista e poi si sono dissolti nell'etere... sappiate che un no è molto più professionale e serio di un silenzio e quelli come voi me li scrollo di dosso come la forfora dal cappotto. Andando avanti.

Torniamo a Heloth.
Forse l'avevo già specificato, forse a qualcuno era sfuggito... il mio secondo romanzo è il seguito di “Heloth tra il cielo e la terra” e, a Dio piacendo, ne seguiranno altri due, tutti auto conclusivi.
Bene, diamo il via alle danze, o meglio, agli spoiler?



*************************************************




Il titolo di questo romanzo sarà
L'Erede






Di seguito un breve riassunto della trama e un piccolo assaggio. Ma prima vi raccomando ancora, occhio, occhio, occhio, che gli spoiler abbondano. Leggetelo solo se avete letto Heloth tra il cielo e la terra. Grazie! ;)

“Rowena e Darion iniziano una nuova vita nel regno di Simor. Darion è diventato re, le difficoltà sembrano finalmente superate. Ma la gente sussurra, chiacchiera. La presenza di quella ragazza così vicino al re è molto strana. Nessuno vede Rowena di buon occhio.
L'inverno si presenta con largo anticipo, gelido e oscuro, quasi innaturale e insieme ad esso giungono al castello un messaggio importante da Heloth e il nuovo consigliere personale del re, che sembra nascondere qualcosa di più, dietro il suo atteggiamento spavaldo e invadente.
Strani episodi si moltiplicano, sempre più frequenti e inquietanti, finché Rowena, esasperata, non decide di tornare nel suo piccolo villaggio sulle montagne per ritrovare un po' di serenità.
Darion, dopo aver perso sia Rowena che la sua credibilità come sovrano, cade nello sconforto, rendendosi conto che la sua paura più grande non è un semplice timore, ma realtà.
La minaccia per l'Eletto, questa volta, sembra arrivare proprio da chi gli è stato più vicino, ma non solo: un nuovo pericolo è in agguato, molto lontano dai confini di Heloth. Nessuno se n'è accorto, ma a risvegliarsi non è stata solo la Città Leggendaria...”

E poi un piccolo assaggino, scelto da me, per voi.

-L'ambiente era in penombra, illuminato da quattro torce appese al muro. Una stanza lunga e stretta con il soffitto alto. Una parete era composta da quattro grossi archi, oltre i quali si intravedeva appena uno spazio interamente occupato da lunghe mensole, piene di vasi di ogni misura.
«La serra» disse Darion. Nel suo tono di voce c'era emozione e orgoglio.
«Questa non è una serra, Darion!» esclamò Rowena divertita. «Dove sono l'aria e la luce necessarie alle piante?» Il suo sguardo cadde su un tavolo appoggiato al muro e sull'armadietto lì accanto, sui piccoli attrezzi perfettamente ordinati, sul mortaio e sulle di boccette di vetro, uguali a quella che le aveva dato il padre di Darion mesi prima. Il ricordo la fece rabbrividire, il pensiero che quell'uomo inquietante fosse passato di lì le provocò una fitta di paura. Rowena distolse lo sguardo, cercando di evitare che Darion si accorgesse del suo stato d'animo.
«Questa non è una serra qualunque. Questa è la mia serra, un posto speciale» rispose il giovane re.
Rowena si tolse il mantello e lo poggiò su una sedia, poi si diresse verso gli archi, seguita da Darion. Non era facile rendersi conto di cosa ci fosse esattamente lì dentro, a causa della poca luce, ma qualcosa in fondo alla stanza, dietro l'ultimo arco, attirò ben presto l'attenzione della ragazza.
«Ero sicuro che saresti andata subito laggiù» rise Darion tra sé.

Con questo ho finito, per oggi. Ora vado ad indagare se qualcuno mi ha comprato la torta al limone, la mia preferita...
Ciauuu!



venerdì 17 gennaio 2014

Heloth Tra il Cielo e la Terra- La Playlist

Di nuovo ciao!!

Questo è un post al quale penso da molto tempo... Ed è andata a finire che a forza di pensarci, mi sono totalmente dimenticata di scrivere! Vabbé chi mi conosce sa quanto la mia testa sia tra le nuvole e la mia memoria tenda a far cilecca. ;P
Chi mi conosce sa anche quanto sia importante per me la musica. Non solo come medicina per cuore e mente, ma anche come benzina per andare avanti nelle varie attività della giornata; la musica non poteva quindi non essere parte integrante anche di questa mia grande passione che è la scrittura! O meglio, lo è stata nei momenti creativi, cioè quando, spento il computer (o posata la penna, fate vobis), immaginavo i vari episodi della storia. E vi assicuro che questa storia non avrebbe mai preso corpo senza una colonna sonora!
Premetto una cosa, prima di darvi i titoli: questa playlist non è molto lunga perché molti pezzi sono di musica strumentale. Alcuni di questi li metterò, altri fanno parte del lato segreto di questa storia, sono quelli che hanno scaturito immagini che solo io posso vedere e che quindi fanno parte solo di me e della mia immaginazione.
Bene, non voglio perdermi in chiacchiere, passo subito ad elencarvi le canzoni, buon ascolto e buona lettura!

*UnLungo Tratto di Strada- Antonella Ruggiero
Queste due canzoni sono entrambi pezzi riassuntivi, che non riguardano un solo episodio, ma più una visione globale della storia e dei personaggi. La seconda non la conoscevo, la trovai per caso in una playlist di mio marito e quando la ascoltai (per curiosità) la prima volta, rimasi un po' sorpresa: è perfetta, sembra quasi scritta apposta per questa storia!! Mi piace la semplicità del testo, la luce e il bianco li ho associati proprio all'immagine di Heloth, la notte ai nemici, il ritornello mi fa venire in mente come si intrecciano le vite dei personaggi, tutti, e il sottofondo del violino che l'accompagna lo adoro: fate conto che quello è uno dei temi principali che ogni tanto ritornano.

*Bookof Days- Enya
Questa è una delle canzoni di Enya che preferisco. All'inizio non l'avevo inserita, poi ho cambiato idea, perché mi sembrava proprio una “presentazione” dei tre personaggi principali; sono tre strofe, una per ognuno di loro. Prima Derek, poi Darion, infine Rowena.

*Hope- Yiruma
Questo è uno dei temi strumentali che ho deciso di inserire. Mi ha ispirato per descrivere la parte di Meical e tutti i momenti più “sereni” all'inizio del viaggio.

*LoveMe- Yiruma
Un altro pezzo strumentale, un motivo stupendo. Questo tema è per Darion, visto con gli occhi di Rowena.

*At your side- the Corrs
Con questa canzone ho immaginato il trascorrere dei giorni e i legami che si instaurano tra i tre protagonisti.

*Wingsto Fly- Susan Boyle
Questo è uno dei temi della seconda parte. In particolare riguarda Rowena, ma soprattutto Hander, quando ritrova un po' di serenità e si avvia verso la sua crescita personale.

Questo pezzo è tremendo e bellissimo. Ne esistono varie versioni: io ce l'ho cantata da Antonella Ruggiero, ma è altrettanto bella quella che vi ho messo nel link. Si adatta perfettamente al capitolo “La Notte più Nera” e a ciò che succede durante un episodio in particolare (che poi è una delle mie parti preferite!) e al capitolo “Nell'Oscurità”, poco prima della resa dei conti...

*Rain and tears- Demis Roussos
Il seguito di quella di prima. Sempre capitolo “La Notte più Nera”, sempre lo stesso episodio.
(Demis Roussos mi ricorda troppo la mia infanzia! :*)

*Count on me- Whitney Houston
I Guardiani, in tutto il loro splendore.

*Stardust- Mika (versione con Chiara)
Questa parte alla fine del penultimo capitolo, prima dell'epilogo, subito dopo l'ultima battuta. Troppo facile sarebbe dirvi perché. ;P


Meical

Ciao a tutti e ben ritrovati!
Colgo l'occasione per farvi gli auguri di buon anno, in ritardo... ho staccato un po' con la scrittura durante le vacanze, per dedicarmi solo a casa e famiglia e non mi è stato possibile farveli prima.
Spero che per voi il 2013 si sia concluso bene e che l'anno nuovo sia iniziato nel migliore dei modi.
Il mio è iniziato, come sempre, con tanti buoni propositi- che non starò qui ad elencare- e speranze, tra cui trovare nuovi lettori e sostenitori e l'altra, non da meno, di finire e pubblicare il mio secondo romanzo, che è il seguito di Heloth e del quale presto (esattamente il giorno del mio compleanno) vi darò qualche notizia in più.
Bene, ma non perdiamoci in chiacchiere, andiamo ad introdurre un nuovo personaggio!!

Il personaggio di Meical può sembrare secondario, vista la durata della sua presenza nella storia, invece io lo annovero tra i protagonisti, dato che è colui che da inizio all'avventura di Rowena, nel bene e nel male.
Non ci sono segreti: la parte che riguarda Meical è breve, ma se Rowena comincia a credere alla leggenda di Heloth è solo grazie a lui.
Meical mi fa un po' pena perché è un ragazzo buono e sfortunato, che si fa i fatti suoi, ma si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ho pensato molto al suo destino e alla fine ho deciso, con un po' di dispiacere, che doveva “uscire di scena”.
Meical è un ragazzo senza una dimora fissa, probabilmente anche lui orfano, cresciuto chissà come, chissà da chi; viaggia di regno in regno, portando con sé una grossa matassa di nastri colorati che vende nei mercati e nelle fiere dei paesi che visita. Ed è proprio nella piazza del suo villaggio infatti, che Rowena lo incontra per la prima volta.
Capelli scuri, in disordine, profondi occhi azzurri, abbigliamento sciatto. Meical ha la parlantina tipica del venditore e la scaltrezza di chi ha sempre dovuto contare solo sulle proprie forze, benché sotto sotto sia anche un ingenuo, a tratti un po' troppo infantile nel modo di comportarsi e di esprimersi. Non dice da dove viene, ma qualche volta lascia intendere quanto sia stata difficile la sua esistenza.
Nonostante questo, Meical è un entusiasta. Rowena rimane da subito affascinata dal suo spirito gioioso e dalla sua semplicità; è proprio lui, con il suo modo di fare che la “sradica” letteralmente dalla vita di tutti i giorni, quando le dice di desiderare qualcosa di più per se stesso.
Meical confessa a Rowena di aver visto la Città Leggendaria. Si convince che quello è stato un segno, che l'ha portato a trovare qualcuno disposto a credergli, ma anche che gli farà trovare l'Eletto. Meical infatti è fermamente convinto sia dell'esistenza di quest'ultimo, sia del fatto che vada trovato, a differenza di Derek, che senza ammetterlo apertamente, sostiene che chiunque può essere degno di governare Heloth. Meglio se questo qualcuno ha un titolo e tanto fascino e coraggio, proprio come lui.
Rowena ascolta ciò che Meical le racconta, non lo comprende del tutto, ma comincia ad affezionarsi a lui e nello stesso tempo si rende conto che forse, anche lei merita una vita che vada oltre le mansioni nella casa per gli orfani. E l'ipotesi di un'avventura non sembra più così assurda e pericolosa...

Con questo vi saluto, statemi bene e contattatemi, se e quando volete.

Buon fine settimana!

martedì 17 dicembre 2013

Descriviti con i romanzi

Ciao a tutti!

Partecipo anch'io all'iniziativa del blog labellaeilcavaliere.blogspot.it "Descriviti con i romanzi".
Grazie ragazze, ecco le mie risposte! :)
1- Siete maschi o femmine?
Piccola Principessa- F.H.Burnett

2- Descrivetevi.
La Regina della Casa- S. Kinsella

3- Cosa provano le persone quando stanno con voi?
Cose Preziose- S. King

4- Descrivetevi nella vostra relazione precedente.
Il Grande Inverno- G.R.R.Martin

5- Descrivetevi nella vostra relazione presente.
I Miserabili- V.Hugo

6- Dove vorreste trovarvi?
Ai Confini del Mare- P.O'Brian

7- Come vi sentite nei riguardi dell'amore?
Stardust- N.Gaiman

8- Com'è la vostra vita?
La Camera dei Segreti- J.K.Rowling

9- Che cosa chiedereste se aveste a disposizione un solo desiderio?
Sogno di una Notte di Mezza Estate- W. Shakespeare

10- Dite qualcosa di saggio.
Il Signore degli Anelli- J.R.R.Tolkien

11- Una musica.
Stabat Mater- T. Scarpa

12- Chi o cosa temete?
Il Pozzo e il Pendolo- E.A.Poe

13- Un rimpianto.
Uno Nessuno e Centomila- L. Pirandello

14- Un consiglio per chi è più giovane.
Grandi Speranze- C. Dickens

15- Da evitare accuratamente.
Cime Tempestose- E. Bronte

martedì 19 novembre 2013

Io vorrei... non vorrei... ma se vuoi...

Buongiorno a tutti e buon inizio settimana.

Mi sono messa davanti al computer e dopo una lunga riflessione, ho pensato a questo post.
Avevo deciso che non mi sarei esposta, che avrei evitato di dire la mia, tanto sì, vabbé... ma poi ci ho ripensato. Insomma, forse è giusto che anch'io dica qualcosa a riguardo. Non sarà un papiro, tempo non ne ho. Sarò breve e concisa e, permettetemelo, niente buonismi. E' il mio blog, dico quello che mi pare. Ogni tanto una sputacchiata acida al vetriolo ci sta pure.
Veniamo al dunque.
Masterpiece.
Talent show per aspiranti scrittori.

Me ne sarebbe fregato meno di niente in una situazione normale, non l'ho neanche visto se volete tutta la verità nient'altro che la verità. Ci ho provato, ma dopo le undici, aspettare che finisca il tiggì, la pubblicità, ecc... per tenere su raitre, che di norma non guardo mai, beh... insomma, c'ho famiglia, a quell'ora comincio ad essere stanca. Vabbé, in culo Masterpiece e tutta la rai. Ho spento. E questo tanto chiacchierato talent non l'ho visto.
Il problema è sorto il giorno dopo, sfogliando la timeline di Twitter. Quanto accanimento! Il mio telefono trasudava odio, brrr...
Così mi sono messa a leggere vari blog, alcuni a favore, molti contro e cosa è venuto fuori? Che c'è una cosa che aspiranti scrittori, blogger e compagnia bella non vogliono proprio sentirsi dire: che sono intellettuali e snob. Mmmh, che strano, io invece ho avuto proprio questa sensazione qui, guarda un po'!
Non sto difendendo il programma. Come ho detto non l'ho visto, sarei arrogante se volessi dare un giudizio, ma ricordo bene che questo talent era già stato “gambizzato” tempo fa, molto prima che uscisse. “Uhm, ma insomma, uno scrittore non ha bisogno di andare in tivvù!” “Uhm, uno scrittore deve scrivere e basta...” Un bravo scrittore, serio, non guarda spazzatura come Masterpiece, se osi guardarlo sei un deficiente! Se poi dici qualcosa di positivo, attento che ti arriva una fatwa tra capo e collo! E via dicendo...
Che poi un aspirante scrittore debba farsi largo a spallate in una gabbia di leoni pieno di pregiudizi, questo è un dato irrilevante(Vogliamo parlare di quei blog di letteratura, gestiti da persone che si vantano di intendersi di libri, di essere appassionati e fanatici di lettura, ma che in ogni post non perdono tempo a ripetere che * se sei un aspirante scrittore, non ti prendo neanche in considerazione *??? No, non ne parliamo, si commentano da sé.)...
Credevo di aver toccato il fondo con pixel artists e crafteristi (ho molti altri hobby, sappiatelo), ma evidentemente mi sbagliavo.
Ci vorrebbe un pochina più di umiltà. Umiltà, questa sconosciuta.

Ecco, ho finito. E ho dato fin troppo tempo a questa cosa. Torno alla mia scrittura. Senza sentirmi né un caso umano, né una star.


Darion


Salve amicicci e lettori vari!
Rullo di tamburi, cuoricini e coriandoli!
Finalmente ci siamo!!! E' arrivato il momento di presentare il terzo protagonista di Heloth tra il cielo e la terra!
Il titolo del post è eloquente: un personaggio talmente complesso che il solo nome basta per introdurlo.
Se mi ha entusiasmato parlarvi di Derek, non so cosa succederà questa volta, ma una cosa è certa: sto per parlarvi del mio personaggio preferito e non lo nego. Anche la mamma ha i suoi figli prediletti. Lo stesso vale per chi scrive. Sì, questa volta sono assolutamente di parte.
Perché tutto questo preambolo isterico? Perché Darion è asdlkjfhggvnrfdkthgrukgvbghg. Passionale, tormentato, severo e assolutamente dark, come piace a me.

Descrivere il personaggio di Darion all'interno della storia è stata una sfida, entusiasmante e complicata allo stesso tempo. Mi sono subito innamorata di lui, di come reagisce agli eventi della storia, come si pone rispetto agli altri protagonisti. Col tempo ho scoperto che avrei potuto scrivere pagine e pagine su di lui, davvero. Avrei potuto scrivere un intero libro con solo lui come protagonista! Ma non ho intenzione di tediarvi fino a questo punto, tranquilli, mi limito a questo post, sperando che non risulti troppo lungo.
Quando ho ideato questa storia sapevo già che avrebbero dovuto esserci due protagonisti maschili, legati da qualcosa di forte, parentela, o una grande amicizia e che avrebbero cominciato il “viaggio” insieme. Ma se Derek è uscito così come lo trovate nel romanzo quasi subito, Darion ha avuto una gestazione molto più lunga... parlo di anni, per essere precisi; all'inizio si chiamava Jon, era molto più grande di Derek (dai trent'anni in su) e non era assolutamente né bello, né affascinante, ma basso, decisamente in carne e anche un po' imbranato. Doveva anche avere un “problema di salute”, qualcosa che lo avrebbe reso debole e vulnerabile per buona parte della storia.
Questo Jon inoltre, non sarebbe stato parente di Derek, forse amico, o servo, o scudiero. Ma un rapporto del genere, riflettendoci, avrebbe fatto molto Frodo- Sam e anche un po' Shea- Flick, per chi conosce la saga di Shannara (e già questi sono una scopiazzatura dei primi due, eh!) e allora ho cancellato tutto e sono ripartita da capo.
Derek e Jon sono diventati cugini, meno che fratelli, più che semplici amici; Jon è diventato Darion, che suona meglio insieme a Derek, è più regale e più fantasy (sono fissata con questa parola?), a mio avviso. E a questo punto mi sono detta: ok, stiamo parlando di un personaggio molto importante della storia. Parte in sordina, ma poi si prenderà molte delle scene importanti. Perché deve essere maturo, grassoccio e imbranato? PERCHE'? Perché è il cuore che conta? …Sì, d'accordo, ma anche l'occhio voleva disperatamente la sua parte e così, Darion è diventato giovane, alto, affascinante, con movenze feline e fisico da ballerino. :) E' scomparso anche il problema di salute, o meglio, si è trasformato in qualcosa di più interessante che spero vi piacerà e vi farà tremare per la sorte di questo personaggio... non posso aggiungere altro.
Dunque, Darion è il cugino di Derek. E' il figlio della sorella del re e del suo consigliere personale, un uomo molto particolare e malvagio, che ad un certo punto è stato cacciato dal castello ed è scomparso abbandonando il figlio di pochi anni.
Darion cresce così con il cugino e lo zio, educato come un principe poiché terzo in linea di successione al trono, ma portandosi sempre dietro l'onta dei crimini commessi da suo padre, oltre al problema della fortissima somiglianza con quest'ultimo, motivo per il quale non solo tutti lo evitano e lo guardano con diffidenza, ma ad un certo punto cominciano a sussurrare che porta pure sfiga!
Darion ha ventotto anni e un look sopra le righe: capelli neri, legati in una piccola coda, occhi neri; sguardo tagliente che scruta nell'anima; lineamenti marcati nel volto magro e pallido. E' il personaggio “bello e dannato” della storia, quello malinconico e triste che all'inizio mette in soggezione, ma che finisce per suscitare in noi una buona dose di tenerezza.
Veste completamente di nero, quasi fosse in perenne lutto per se stesso, per la spensieratezza e la voglia di vivere che lui, a differenza del cugino, non ha mai conosciuto.
Eppure non sono solo queste caratteristiche fisiche che colpiscono di lui. La forza di Darion sta nella mente. Abituato a stare da solo, trova spesso rifugio nella lettura e nello studio, prediligendo le materie di carattere scientifico, come la medicina e l'astronomia.
Ha anche una strana passione, che in questo primo romanzo viene solo accennata: coltivare piante rare, che custodisce in una “particolare” serra del castello.
Arguto, sveglio, intelligente, Darion è certamente un tipo con i piedi per terra. Lui deve sempre trovare una spiegazione logica per tutto e anche se non lo dice apertamente,  è scettico riguardo alla leggenda di Heloth.
Non si capisce chiaramente cosa pensa, ma la necessità di proteggere il cugino, di stargli accanto sempre e comunque (oltre al fatto che lui stesso vuole allontanarsi dal regno e dalla sua gente per respirare un'aria nuova), gli fanno prendere la decisione di mettersi in viaggio con lui, verso l'ignoto.
E come lo è nell'aspetto, Darion è cupo anche nel carattere; parla poco, preferisce comunicare con gli occhi. Nel suo viso difficilmente passa l'ombra di un'emozione, anche quando la sua anima è in preda al tumulto. Di rado esprime la sua opinione; se provocato, sbotta (o esplode, proprio!). A volte senza controllarsi. Ha reazioni brusche, comportamenti strani da persona acida e cinica (commento di un lettore: questo Darion è insopportabile!), ma che sono tutto il contrario di ciò che prova davvero. Pochissime volte avrete il piacere di leggere un episodio nel quale si lascia andare alla spensieratezza, perché quando lo fa diventa praticamente perfetto... ed è meglio che rimanga chiuso dentro al libro!
Non ha un talento particolare nel combattimento, se non quello di battere l'avversario con l'astuzia e l'agilità felina che gli permette il suo fisico sinuoso. Tuttavia ha pensieri e paure ben più grandi di un nemico con la spada...
Il viaggio alla ricerca di Heloth trasformerà Darion, sotto molti punti di vista, ma io credo che nessuno capirà mai se sta dalla parte del bene o del male, cosa pensa, cosa vuole davvero...
Una cosa è certa: questo personaggio mi piace molto e per questo mi è venuto naturale strapazzarlo più del dovuto. Ve lo assicuro: gliene capiteranno di tutte, nel bene e nel male.
E infine, Darion è anche colui che da un tocco veramente fantasy e magico alla storia. Non è l'unico, ma la parte che lo riguarda, per me è più interessante delle altre.
*piccola parentesi*
A proposito di questo, c'è un segreto nascosto intorno al suo personaggio. Un particolare importante che gli altri e soprattutto Rowena devono cercare di scoprire.
Ho dato degli indizi durante il racconto, vediamo chi è più bravo della mia protagonista!
Comunque se non ci riuscite non vi preoccupate, alla fine il mistero sarà svelato lo stesso.
*chiusa parentesi*
Credo sia tutto... o una buona parte.

Buona lettura del romanzo e al prossimo post!